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tratto da LA NAZIONE 23 luglio 2005

I Repubblicani sparano a zero sul nuovo regolamento e accusano pesantemente il sindaco diessino Giulio Conti

"Tutto concentrato nelle mani dei pochi soliti noti"

CARRARA (Ms) – Accuse pesantissime del Partito Repubblicano Italiano che, a proposito degli agri marmiferi, parla di "provvedimenti sempre piu' illiberali". Il Pri invita "i cittadini ad alzare la testa e far sentire la voce per impedire ai padroni delle ferriere di fare tutto cio' che vogliono, perche' Carrara e' dei carraresi ed e' ora che se la riprendano". E aggiunge: "Chi per storia e tradizione dovrebbe tutelare gli interessi della collettivita', ha di fatto reintrodotto le rendite parassitarie che solo a parole la sedicente sinistra carrarese voleva combattere, e che sta mettendo la citta' nelle mani di pochi, in questo caso ai "baroni" del marmo. Il regolamento voluto dal sindaco significa togliere alla Citta' un bene comune per assegnarlo ai pochi soliti noti. Non e' una politica di sinistra, ma conservatrice e revanscista". Nel mirino soprattutto il diessino Giulio Conti: "La concentrazione delle migliori cave nelle mani degli amici del sindaco affossa sempre piu' le nostre ditte e invece di aprire alla competitivita' si pensa solo a fare gli interessi dei singoli. Denunciamo – conclude il P.R.I. - l'ennesima manovra di appropriazione dei beni comuni che l'amministrazione e il sindaco stanno pervicacemente portando avanti da quando si sono insediati".

Pubblicato il 23/7/2005 alle 19.27 nella rubrica Articoli.

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