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Carrara, giù le mani da Giuseppe Mazzini

Il monumento all’apostolo dell’Unità d’Italia non si tocca
Una provocazione inaccettabile per i repubblicani




Il segretario del Pri Francesco Nucara farà tutto quello che è in suo potere per allertare le autorità nazionali, dal Capo dello Stato al ministro dei Beni culturali, per evitare che a Carrara venga spostato il monumento a Mazzini, come pure intende fare la giunta.

E siamo grati all’amico Fantoni, segretario cittadino del Pri di Carrara che si è subito speso contro questa iniziativa; così come ci hanno fatto piacere le dichiarazioni determinate dell’amico Mario di Napoli, presidente nazionale dell’Ami, che ha assicurato che "impediremo con ogni mezzo la realizzazione di un’offesa alla Storia d’Italia, alla tradizione democratica e repubblicana, al popolo di una città martire della Resistenza".

Sia ben chiaro che noi non prendiamo in considerazione nemmeno l’ipotesi di uno spostamento momentaneo del monumento di Mazzini a Carrara. Lo facciamo sapere alla giunta comunale e al sindaco Zubbani che, con tranquilla disinvoltura, pensa alla rimozione. Mazzini non è un soprammobile. E non vogliamo nemmeno occuparci della questione che concerne la mostra della Biennale o della statua che si vuole collocare al suo posto, dedicata all’onorevole Bettino Craxi; e altre stramberie piuttosto disgustose di cui pure si legge sui giornali. Facciano tutto quello vogliono, ma Mazzini non si tocca. E attenzione a mancargli di rispetto collocandogli accanto elementi impropri. Al comune di Carrara ci ripensino, cambino idea. La giunta è fatta di sprovveduti che non sanno a che cosa vanno incontro. I sentimenti mazziniani di Carrara sono inalienabili e non ci si scherza sopra. Si scordino di metterli in magazzino per una settimana. Oltretutto non potevano scegliere un momento peggiore per un’operazione tanto sconsiderata. A Carrara la giunta e il sindaco non si sono accorti che ricorre il centocinquantenario dell’Unità nazionale e che, per quanto si discuta di questa data e delle sue celebrazioni con un’infinita varietà di sensibilità e di argomenti, tutti sono concordi su una sola cosa: e cioè che Mazzini è da ritenere il padre della patria, che a lui si deve la lotta per l’idea stessa dell’unità nazionale. Perché Mazzini non era rassegnato alla politica del dato di fatto e aveva una visione capace di preconizzare quello che non c’era ancora. Di tutte le città d’Italia Carrara vanta le più consolidate tradizioni mazziniane, tanto che ci siamo chiesti se la giunta di sinistra, fatta da socialisti, ex comunisti e quant’altro, volesse cogliere il destro per compiere una qualche insolente provocazione. Abbiamo letto che il sindaco ride, gli assicuriamo fin da ora che gliene passerà la voglia. Evidentemente non ha ancora capito a cosa va incontro, ma se ne accorgerà presto. Noi discutiamo volentieri di tutto e in queste settimane questo giornale lo ha dimostrato. Ma i gesti vanno misurati con attenzione e non accettiamo provocazioni su Mazzini. 

vedi articolo originale

Pubblicato il 17/5/2010 alle 20.33 nella rubrica Dir. Naz.le.

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