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Esame della situazione legata alle problematiche del settore marmo

Riunita la Segreteria dell’Unione Comunale Carrarese del PRI

Si è riunita la Segreteria dell’Unione Comunale Carrarese del PRI, unitamente al Gruppo Consiliare, per un esame della situazione politico-amministrativa legata alle problematiche del settore marmo.

Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:

“ Sulla base dei dati relativi alla produzione nel settore marmo, in estrema sintesi,possiamo schematizzare quanto segue:

a) l’escavazione al monte ha incrementato la produzione e l’export.
b) La lavorazione al piano ha subito un crollo di circa il 50% a causa della contrazione del mercato del granito.

Risulta quindi, semplice e chiaro, che il settore dell’escavazione ha bisogno di un riassetto profondo sul piano politico, programmatico e strutturale, ma non corre rischi immediati. Essendo i giacimenti, un bene indisponibile di proprietà dei cittadini di Carrara, è necessario ed indifferibile che le forze politiche e sociali affrontino il problema con un dibattito sereno e costruttivo.
In questo non dobbiamo sottovalutare il fatto che la qualità tecnica e commerciale del marmo di Carrara è unica al mondo, con buona pace dei versiliesi e dei garfagnini. Profondamente diverso appare il problema in merito alla lavorazione. Carrara ha vissuto troppo tempo illudendosi che nessuno avrebbe mai imparato a lavorare il marmo ma, soprattutto, il granito. Oggi, paesi esteri che fino ad un paio di decenni fa, non sapevano nemmeno come mettere un blocco sotto sega, importano i blocchi, li segano, lucidano le lastre e le lavorano. Forse la qualità non è la stessa, ma l’enorme differenza dei costi rende molto più competitivi sul mercato i loro, rispetto ai nostri prodotti. L’impressione che si ha è che i nostri operatori di settore attendano che nei paesi emergenti l’evoluzione sociale alzi anche a loro i costi e che il mercato si riequilibri. Viene molto sottovalutato anche il blocco degli investimenti provocato dalle assurde procedure di caratterizzazione dei suoli imposte dal SIN. D’altra parte le proposte sul lapideo : dal distretto minerario al polo tecnologico, sembrano dettate più dalla necessità di far vedere che qualcosa si sta facendo, più che dalla convinzione che siano le scelte risolutive. Per quanto concerne il Distretto minerario, sia ben chiaro che Carrara deve avere la golden share e nessuno, in alcun modo, può pensare di avere un ruolo trainante in questo settore. Lucca e Pietrasanta vivono di realtà produttive diversificate. Carrara solo di marmo e non può, per nessuna ragione, rinunciare alla leadership. Meglio, in caso contrario , non fare il distretto. Il polo tecnologico può essere interessante, ma non si devono creare carrozzoni politici. Deve essere fatto nell’IMM, all’interno della quale tutte le componenti sono già rappresentate. Si costituisca una commissione di “veri” esperti del marmo, si conferisca un incarico professionale ad una società esperta in marketing , famosa a livello nazionale, disposta a legare il proprio guadagno ai risultati conseguiti dalle soluzioni e si elaborino le proposte per il rilancio effettivo del settore. Ma che il bastone di comando resti a Carrara.

Carrara - Aprile 2010 

Roberto Fantoni 
Segretario del P.R.I. di Massa e Carrara

Pubblicato il 29/4/2010 alle 10.31 nella rubrica Segreteria.

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