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Presentata la Lista Repubblicana alla Cittadinanza

Sembrava che ci fossimo lasciati solo il giorno prima

Sabato pomeriggio abbiamo presentato alla Città la lista dei candidati .
La sala consiliare era stracolma nonostante mancassero molti candidati. Il Partito c’è, ma soprattutto, ci sono i repubblicani. Con tanti pezzi della nostra storia ancora li, sul campo pronti a combattere. E’ vero, qualche amico lo abbiamo perso, ma l’evoluzione naturale ha le sue leggi: i più deboli si arrendono e vengono eliminati. In questo modo sopravvivono i più forti ed il “philum” si irrobustisce. Infatti ho visto tanti giovani e tante facce nuove.
Sebbene si siano espresse tutte le componenti, non c’è stato distinguo, nessuna stonatura. Tutto si è svolto in modo armonico, lineare, compatto. Ciò conferma la mia teoria: se lasciamo da una parte le collocazioni geometriche o topografiche e restiamo sui contenuti e sui valori ideali, ci rendiamo conto che c’è un unico linguaggio ed un sentire comune. Ed era palpabile, quasi fisica, la soddisfazione enorme di tutti i protagonisti di questo storico accordo, nell’avere raggiunto un risultato che sarà coronato da un soddisfacente risultato elettorale. Quando amiche ed amici di un tempo mi hanno riabbracciato e baciato fraternamente, ho avuto momenti di autentica commozione. Sembrava che ci fossimo lasciati solo il giorno prima. Ed uscendo dalla riunione avevo un pensiero fisso che, sentivo, passava nella mente anche di molti altri: ma che diamine abbiamo combinato in questi tanti anni?
Ma che cosa ci era preso?
E, francamente, come dirigente repubblicano, mi sono bocciato. I nostri padri, i nostri maestri, certi errori non li avrebbero fatti. Da qui ricominciamo. La novità del Partito Democratico e la posizione assunta dall’UDC, hanno, di fatto, disgregato gli attuali schieramenti. Nel centro sinistra nascerà una nuova formazione politica che andrà a fondere i meno moderati, quelli che definisco i fondamentalisti. Il quadro generale si semplificherà molto e presto i repubblicani dovranno scegliere cosa fare. Per quanto mi riguarda continuo a vedere determinante l’unificazione, anche in senso federale, dei partiti laici.
E proprio a Carrara avremmo potuto proporre questo nuovo soggetto agli elettori. Da una parte il grosso successo socialista lo ha impedito, dall’altra la necessità di fare prima chiarezza in casa nostra e l’opportunità di presentare più liste laiche di supporto a Zubbani lo ha sconsigliato. Ciò non toglie che dovremmo confrontarci su questo tema nell’immediato futuro. E sarà proprio da qui, da Carrara, dove nacque il Partito, che ricomincerà la nostra storia. Viva i Repubblicani, viva l’Edera, viva l’ELDR.

Roberto Fantoni (Segr. Un. Com. del Pri di Carrara) - Carrara 6.5.07

Pubblicato il 7/5/2007 alle 18.35 nella rubrica Articoli.

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