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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Il segretario del P.R.I. scrive ai leader degli altri partiti
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 18 giugno 2011

Riforma elettorale e misure per l’economia sono priorità.

Nucara: aprire un confronto politico serio

Tratto da La Voce Repubblicana del 18 Giugno 2011

L’on. Francesco Nucara ha inviato, in data 15 giugno 2011, la seguente lettera a: Silvio Berlusconi, Presidente P.D.L.; Pierluigi Bersani, Segretario P.D.; Italo Bocchino, Vicepresidente F.L.I.; Umberto Bossi, Presidente Lega Nord; Pierferdinando Casini, Presidente U.D.C; Antonio Di Pietro, Presidente Italia dei Valori; Francesco Rutelli, Presidente A.P.I..

Cari colleghi, mi rivolgo a Voi, tutti insieme, per il senso di responsabilità nazionale che ha sempre caratterizzato il Partito Repubblicano Italiano, da Ugo La Malfa a Giovanni Spadolini. So di rappresentare un piccolo partito, ma spero che in nome di una storia cui tutti Voi avete sempre tributato rispetto, vorrete considerare quanto Vi propongo. (E lo faccio dopo il responso referendario, per evitare ogni strumentale interpretazione).

La situazione economica del Paese è difficile. Non sto ad elencarne i motivi, a tutti Voi noti. Il clima politico è devastante, caratterizzato da una contrapposizione frontale che non invita al ragionamento, ma spinge ad esaltare solo le posizioni di parte, anche le più ingiustificabili.

Cerchiamo un momento di tregua e di riaprire un dialogo tra maggioranza ed opposizione.

Per questo chiedo alla maggioranza, al Presidente Berlusconi ed all'on. Bossi, di offrire la disponibilità ad una riforma dell'attuale pessima legge elettorale e ad aprire un serio confronto su realistiche misure economiche.

All'opposizione propongo, a fronte di questa disponibilità della maggioranza, di non chiudersi a riccio e di non insistere sulla richiesta di dimissioni del Governo come pregiudiziale per ogni dialogo.

Una riforma concordata della legge elettorale, che ridia ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e consenta ad ogni partito di presentarsi con la propria faccia ed il proprio bagaglio di idee, evitando inutili ammucchiate, può ridare dignità alla politica ed avviare un vero confronto per le prossime scadenze elettorali, da concordare comunemente, senza bisogno di governi di decantazione.

Rivolgo a tutti Voi questo invito, che nasce proprio da quel senso di responsabilità nazionale cui mi richiamavo prima.

Dalle Vostre risposte discenderanno anche le future decisioni del P.R.I. Con amicizia,

On. Francesco Nucara, Segretario Nazionale Partito Repubblicano Italiano


Il bipartitismo è fallito
post pubblicato in Nota politica, il 31 marzo 2010
L’idea liberaldemocratica e l’unità dei repubblicani

di Francesco Nucara

Il risultato elettorale conferma ancora una volta che il PD è un partito appenninico, come dice Tremonti. La Puglia rappresenta un’anomalia, vista la forza e la determinazione con la quale Nichi Vendola ha messo all’angolo Massimo D’Alema.

Tutti i media esaltano il successo della Lega, cosa vera, ma bisogna ricordare che Berlusconi vince al sud, anche con numeri consistenti, e vince addirittura nel Lazio, dove, dopo il pasticcio della presentazione delle liste, tutti gli opinionisti davano per vincente la Bonino.

Se poi guardiamo al risultato delle provinciali e dei comuni, dobbiamo constatare che il berlusconismo è tutt’altro che finito, con buona pace di quanti pensavano e pensano (quando le aspirazioni si confondono con la realtà) che Berlusconi è ormai al tramonto. Non è così e bisogna prenderne atto.

Non siamo tra coloro che volevano, e forse vogliono ancora, lo scioglimento del PRI, prima nel PDL e ora in un partito carburante. Abbiamo criticato coloro che volevano "inseminare" di cultura repubblicana il PDS e abbiamo contrastato chi voleva replicare la stessa operazione con il PDL.

Queste elezioni hanno dimostrato che il bipartitismo è di là da venire, per problemi ovvi sia a destra che a sinistra. Il PD non solo non riesce a liberarsi dell’IDV, ma addirittura Di Pietro si propone come guida di tutta la sinistra e, in aggiunta, bisogna considerare il problema Vendola.

Nel centrodestra Berlusconi per vincere ha la necessità di tenere ben stretto il legame con la Lega, la quale non pensa minimamente di berlusconizzarsi.

Nel marasma politico in cui si trova l’Italia, l’UDC, con tutto il rispetto per l’amico Casini, più che un’operazione di prospettiva, attua una politica per cui sostanzialmente si allea con chi vince. Se ciò non è avvenuto, come in Puglia, è stato solamente perché non è riuscita a raggiungere gli obiettivi prefissati.

E a nulla vale il discorso della Lega, considerato che con la stessa l’UDC ha collaborato nel precedente governo Berlusconi per cinque anni, anche con la vicepresidenza del Consiglio.

I repubblicani possono interloquire con il partito di Casini, ma sarà ben difficile allearsi con un partito che candida l’on. Binetti a presidente dell’Umbria. Alla faccia dei temi repubblicani sulla laicità! I repubblicani conoscono benissimo la differenza tra abortismo e pedofilia: i clericali un po’ meno. Si va con pazienza e perseveranza verso il progetto liberaldemocratico europeo. Come diceva Eugenio Chiesa: "Certo è opera quella che si richiede dal partito lunga, paziente, senza glorie né lusinghe né premio; nella sua perseveranza, nella abnegazione di tutti sta la bellezza dell’idea e il suo trionfo. A questo lavoriamo." E a questo noi abbiamo lavorato in questi anni, portando il PRI in Consiglio dei Ministri dopo quindici anni ed eleggendo in un Consiglio regionale un candidato repubblicano con una lista repubblicana, anche se composita, ma con l’Edera bene in evidenza. Con buona pace degli uccelli di malaugurio che sostenevano che mai in Calabria avremmo superato lo sbarramento del 4%.

Aggiungiamo pure consiglieri comunali eletti a Lamezia Terme, a Gioia Tauro, a Frattamaggiore e in molti comuni minori.

Andiamo avanti senza timori e senza paure e soprattutto senza egoismi.

Riprendiamo il progetto liberaldemocratico di Milano, anche con chi all’epoca ha disdegnato la partecipazione. Sarebbe saggio e apprezzabile che chi non è d’accordo si rivolga, in via definitiva, al "mercato" politico italiano. Bisogna forse considerare degno di "attenzione" chi definisce "merce avariata" i tanti repubblicani che molto hanno lavorato per dare onore ai propri rappresentanti?

I nostri padri hanno resistito al fascismo e alla monarchia, noi possiamo ben resistere in una democrazia anomala quanto si vuole, ma pur sempre democrazia!

vedi articolo originale


Berlusconi si fida del P.R.I.
post pubblicato in Interviste, il 22 dicembre 2009
Voce Repubblicana del 22 dicembre 2009
Intervista a Giancarlo Camerucci
Di Lanfranco Palazzolo

Silvio Berlusconi si fida della lealtà del Partito Repubblicano Italiano. Lo ha rivelato alla “Voce Repubblicana” il Vicesegretario del Partito Repubblicano Italiano Giancarlo Camerucci, che ha incontrato Silvio Berlusconi con la delegazione del Pri il giorno in cui è stato dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano. Oltre a Camerucci, la delegazione del Pri era composta dal Segretario Nazionale del Partito Repubblicano Francesco Nucara e dal consigliere comunale repubblicano al comune di Milano Franco De Angelis.

Dottor Camerucci, come è nata l’idea di un incontro con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo il grave attentato che il capo del Governo ha subito a Milano oltre una settimana fa?
“L’idea della visita che abbiamo svolto lo scroso 17 dicembre è nato in un clima di grande solidarietà umana nei confronti dell’assurdo atto che il Presidente del Consiglio ha subito in Piazza Duomo due domeniche fa. Vedere questa ferocia contro il Presidente del Consiglio ci è sembrata assurdo ed inusuale. La sensazione che abbiamo avuto è stata quella del degrado del clima politico, che non fa parte della nostra storia recente. Il nostro è stata un’iniziativa spontanea ed umana. Il nostro desiderio era quello di poter incontrare il Presidente del Consiglio”.

Eravate sicuri di riuscire a vederlo visto il riserbo che c’era stato attorno al capo del Governo dopo l’aggressione in Piazza Duomo?
“No, non eravamo sicuri di vederlo. Sapevamo che il premier sarebbe uscito tra il 16 dicembre e il 17 dicembre dall’ospedale e che avrebbe avuto la necessità di non vedere nessuno. Ma quando la delegazione del Pri, composta da me e dal Segretario Francesco Nucara, è giunta a Milano non abbiamo atteso molto tempo prima di ricevere una risposta positiva da parte del premier. Berlsuconi si è detto sorpreso di questa violenza contro la sua persona e dell’odio che
ha visto quel giorno in piazza da parte di alcuni che lo hanno criticato in piazza”.

Cosa vi ha detto in particolare sul Pri?
“Ci ha ringraziato per l’appoggio che abbiamo dato e continuiamo a dare al Governo. Ha sottolineato che il Partito Repubblicano Italiano ha dato il suo appoggio al Pdl pur senza entrare nel nuovo partito. Noi abbiamo ribadito a Berlusconi che non vogliamo ammainare la bandiera del repubblicanesimo e dei repubblicani pur restando fedeli all’impegno dell’alleanza con l’attuale governo. Abbiamo ribadito a Berlusconi l’intenzione di dare il nostro apporto alla maggioranza con i nostri uomini e il nostro impegno di soggetto politico autonomo per risolvere i problemi del Paese che si sono aggravati con la crisi economica internazionale”.

Che tipo di considerazioni ha fatto Berlusconi?
“Ha detto che si fida del Partito Repubblicano Italiano e che considera il nostro come un partito di persone serie e caratterizzato dalla coerenza. Berlusconi si è detto dispiaciuto che il Pri non ha potuto partecipare attivamente al suo quarto governo nonostante le legittime aspettative del Partito. Noi abbiamo ribadito a Berlusconi che il problema non è affatto quello di un ministero per i repubblicani, ma di portare avanti la nostra collaborazione con la maggioranza, che qualche volta ci soddisfa e qualche volta incontra anche le nostre critiche. Ma questo fa parte della dialettica politica. Questo è il senso di quello che ci siamo detti”.

Quali altri argomenti avete toccato?
“Non abbiamo parlato solo di politica. Abbiamo chiesto a Berlusconi i particolari dell’intervento che ha subito dopo l’aggressione e gli abbiamo domandato nei particolari che tipo di ferite aveva riportato sul viso. Berlusconi era sconcertato per questo gesto perché si ritiene un amico della gente. E non si aspettava un atto del genere. Il Presidente del Consiglio è consapevole della crisi economica e delle difficoltà che incontrano le persone in momenti come questi. E di questo si è rammaricato molto con noi”.

Lo avete trovato depresso per certi attacchi duri che ha subito in queste settimane?
“Berlusconi non è affatto depresso. E’ molto dispiaciuto del clima che ha visto contro di lui. Ma dal punto di vista della tempra, ho avuto l’impressione di un uomo molto forte e che vuole tornare subito all’impegno politico. Lui ci ha detto che avrebbe voluto fare di più per gli italiani, ma i problemi legati al bilancio e alle finanze pubbliche non gli hanno permesso uno sforzo superiore”.

Ha fatto delle domande specifiche sul Pri oltre ai temi che avete trattato?
“Non ha fatto nessuna domanda particolare dopo quello che ci siamo detti. Berlusconi sa perfettamente quanto siamo seri e conosce le motivazioni ideali che ci sono dietro le nostre posizioni. Quando Berlusconi ha parlato di noi lo ha fatto citando i repubblicani come identità politica e ha lodato la lealtà di Francesco Nucara”.

Avete trovato parole di odio da parte di Berlusconi contro il suo aggressore?
“No, non ha pronunciato nemmeno una parola di odio o di critica personale nei confronti di Massimo Tartaglia. Ho avuto l’impressione – ma questa è una mia impressione – che Berlusconi sia più propenso a perdonare questo ragazzo piuttosto che a volere contro di lui la pena più dura. Se dovessi riassumere i sentimenti che ho visto in Berlusconi potrei parlare di serenità, di tristezza per l’atto subito e di grande determinazione nel proseguire il suo impegno politico. E’ pronto per andare avanti sul cammino che il governo ha intrapreso”.
Tornano i Repubblicani e torna la politica
post pubblicato in Segreteria, il 22 maggio 2007

Mai il Direttivo del P.R.I. ha deliberato accordi con il Centrodestra

Prendiamo atto che il Circo del nano Bagonghi non ha risposto al mio invito di esibire testi di accordo fra il PRI carrarese ed il Centrodestra. Hanno ragione coloro i quali li definiscono cialtroni e politicamente ignoranti. Mi sono, tuttavia, domandato da cosa derivi tutta questa cattiveria nei miei confronti, anche perché, se esiste un tollerante, quello sono io. E per tollerante intendo rispettoso delle opinioni di tutti. Al contrario non sopporto i bugiardi, gli ipocriti ed i truffatori mediatici. Non credo esista una sola risposta. All’inizio destra e sinistra davano per scontata la scomparsa di tutte le componenti repubblicane. Ricordo la dichiarazione di quel giovane fascista del quale adesso mi sfugge il nome, che dichiarò apertamente che il PRI non contava nulla. Così come ricordo una manifestazione pubblica organizzata da Forza Italia, alla quale fui ufficialmente invitato come rappresentante del PRI, dove non mi fu nemmeno riservato il posto. Uscendo con la scusa di un caffè incontrai il Segretario di Forza Italia: Borghetti e gli dissi queste testuali parole: siete dei “chiappacani” che non conoscono nemmeno l’ABC della politica. Ovviamente non conoscono nemmeno l’ABC della buona educazione. Del resto il messaggio era chiaro: vi sopportiamo, ma ci fate abbastanza ribrezzo. Ecco, questo è il Centrodestra carrarese. Tuttavia, ho sempre mantenuto dei rapporti cordiali e corretti durante tutta la fase degli incontri informali che portarono alla bozza di accordo con la lista della Prof.ssa Mattei che non mi pare sia di destra. Ma mai il Direttivo del PRI ha deliberato accordi con il Centrodestra e mai il PRI si è dichiarato aderente a questo schieramento. Anche perché il PRI non aderisce a nessuno schieramento. L’abbiamo detto a titoli cubitali: il PRI ha un accordo con il futuro Sindaco socialista, ma non con il Centrosinistra. Tant’è che il PRI fa parte di una lista dove solo le altre due componenti repubblicane aderiscono al Centrosinistra. E Zubbani, la fiducia dei consiglieri del PRI, se la dovrà conquistare giorno per giorno, senza mai darla per scontata. Ma torniamo al Centrodestra. Probabilmente quello che ha fatto scatenare le ire del camerata Bagonghi (uso un nome di fantasia almeno significa tutti e nessuno) è l’essersi accorto che: gli attacchi portati dal PRI alla sinistra, avevano lo stesso significato politico della polemica economica portata avanti da La Malfa negli anni sessanta e che raggiunse il culmine con la nota aggiuntiva del 1964. Che: facendosi l’accordo fra tutte le componenti repubblicane il PRI avrebbe riavuto in Consiglio una forte rappresentanza. Che: la politica nazionale sta per mutare radicalmente e lo scontro fra i talebani di destra e di sinistra è finito. Che: tornano i repubblicani e torna la politica. Allora, Bagonghi, capisce che ha perso le elezioni. E le ha perse grazie ai repubblicani. Proprio ora che a Roma sta per nascere un governo di unità nazionale deputato a superare lo scontro fra due blocchi contrapposti. E Bagonghi che ha puntato tutto sullo scalpore e lo scandalo dei comunisti ladroni, capisce di aver fallito su tutta la linea politica portata avanti in questi lunghi cinque anni. Prova allora un ultimo disperato tentativo: lui così profondo conoscitore del fascismo e dei suoi gerarchi, adotta un metodo da OVRA: sputtaniamo l’avversario con notizie false, costruite con il taglia e cuci giornalistico che fa diventare anche la Bibbia un libro pornografico, e buttiamolo in pasto all’opinione pubblica tramite l’organo ufficiale del Pnf in sede locale. Ed anche qui, il nostro Bagonghi commette l’ennesima serie di gravi errori: il primo è dare dell’opportunista al sottoscritto, che se lo fosse stato veramente oggi non sarebbe a combattere per il PRI, ma avrebbe tante altre comode, calde, confortevoli e remunerate poltrone sotto le terga. Il secondo è fare pubblicità al nemico. Pensare che Berlusconi lo ha insegnato a tutti che l’importante è che parlino di te. Vi ricordate quando, in calo di presenza sulla scena pubblica, si è fatto scrivere una lettera dalla moglie? Bagonghi non l’ha ancora capito. Il terzo è che ha fumato la possibilità del voto disgiunto. Devo dire che, in caso di insofferenza nei confronti di Zubbani, personalmente indirizzo verso la mia amica Maria Mattei, ma molti degli amici del PRI avrebbero ben volentieri indicato il candidato del Centrodestra. Oggi, dopo quello che ha combinato Bagonghi, pare proprio difficile. Complimentoni a tutta la classe dirigente della CdL. E grazie per aver dimostrato per quali motivi il PRI non sta con il Centrodestra.
Siete stati i nostri migliori alleati in quella che si prefigura come una grande affermazione repubblicana. Voglio vedere, in futuro, come sarà possibile recuperare un rapporto corretto fra PRI e FI. Probabilmente, dopo Caffaz, ci toccherà mandare a casa il vero responsabile di questo disastro: il Senatore Massimo Baldini.

Roberto Fantoni - (Segr. Un. Com. del Pri di Carrara) - Carrara 22-05-2007


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permalink | inviato da il 22/5/2007 alle 13:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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