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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Evitiamo che i nostri Giovani diventino Schiavi
post pubblicato in Comunicati, il 12 novembre 2011
E francamente stupefacente leggere le dichiarazioni di uno dei maggiori responsabili della crisi politica, sociale ed economica della nostra Provincia che annuncia: “rimane solo il marmo ed i giovani devono imparare dai loro coetanei cinesi, indiani e sudamericani”.

La crisi economica della nostra Provincia deriva da una situazione “bloccata” da oltre trent’anni che concentra nelle mani di alcuni padroni, tutti gli strumenti del potere democratico: da quelli politici a quelli della produzione di ricchezza. Siamo una Provincia che ha messo il bene pubblico in mano a pochi che si sono arricchiti alla faccia dei molti. Ed oggi hanno anche l’arroganza e la presunzione di impartire lezioni. Non è vero che esiste solo il marmo. Il nostro territorio è perfetto per uno sviluppo turistico di grande livello, a patto che si verifichino le seguenti condizioni:

1 ) Tenuto conto che il porticciolo turistico non si farà mai, bisogna riconvertire il porto commerciale a turistico, lasciando la banchina di levante alle attività mercantili e sottraendola al monopolio di coloro i quali usano il porto dei carraresi come cosa loro.

2 ) Immediata realizzazione, a Marina di Carrara, di un grande albergo a cinque stelle.

3 ) Revisione totale del Regolamento degli Agri Marmiferi con abolizione del regime enfiteutico risalente a Maria Beatrice e divieto per un soggetto privato ad avere più di una concessione di sfruttamento.

4 ) Divieto per i privati di estrarre e lavorare le scaglie

5 ) Creare le condizioni politiche per il rilancio dell’agricoltura di montagna dove i giovani potrebbero scoprire il grande valore socio-culturale di una attività nobile, gratificante ed economicamente remunerativa. Senza essere ridotti in schiavitù come i loro coetanei cinesi, indiani e sudamericani.

Carrara 11.11.11 - Il Segretario Provinciale del P.R.I. di massa e Carrara - Roberto Fantoni
Orientare l'Economia al Settore Turistico
post pubblicato in Segreteria, il 2 aprile 2011
I Repubblicani di Carrara condividono la soddisfazione degli amici Socialisti per il temporaneo salvataggio del Cantiere Navale di Marina di Carrara. Tuttavia colgono l’occasione per sottoporre all’opinione pubblica alcune considerazioni di politica locale: “Sono oltre trent’anni che il territorio non compie precise scelte di programma e si procede per emergenze contingenti. A parere dei Repubblicani carraresi, tenendo conto che non esiste una classe imprenditoriale locale, è giunta l’ora che le forze politiche e sociali suppliscano a questo vuoto di carattere economico e culturale".

Per tali motivi pongono alla riflessione comune alcuni argomenti:

- Il Marmo di Carrara deve cessare di essere l’unica fonte di produzione di ricchezza. Si ritiene opportuno procedere ad una radicale e profonda revisione del settore, partendo dal regime concessorio. Il marmo di Carrara deve trovare nell’utilizzo artistico il suo vero e storico valore aggiunto. I repubblicani di Carrara propongono, allo scopo, la realizzazione dell’Università della Pietra nella Città, che ricopra tutti settori di docenza nell’applicazione: dallo scientifico, al tecnologico, all’artistico. Propongono, inoltre, che l’utilizzo degli sfridi di cava, ovvero le famose scaglie, sia limitato ai settori effettivamente coltivati come lapideo. La parte estrattiva, unitamente al Parco delle Apuane, deve trovare una corretta valorizzazione nel settore turistico e scientifico-naturalistico.

- La politica economica carrarese deve essere orientata prevalentemente al settore turistico. Per tali motivi, oltre alla valorizzazione delle risorse naturali, si dovrà procedere alla immediata trasformazione del porto commerciale in turistico, lasciando al commerciale una banchina, più che sufficiente per i traffici attuali. In questo modo si risolve anche il problema del Nuovo Pignone. Contestualmente potrà andare avanti il progetto del porticciolo, ultimato il quale, i risultati di questa nuova politica economica indicheranno quale indirizzo dare allo scalo marittimo.

01 Aprile 2011 - Roberto Fantoni - Segretario Provinciale P.R.I. di Massa e Carrara
Superare le divisioni per ritrovare l’orgoglio del proprio passato
post pubblicato in Segreteria, il 27 dicembre 2008
Appello del P.R.I. alla Citta'

La crisi economica mondiale è gravissima, ma morde in modo diverso le varie realtà locali italiane. Carrara è certamente fra le più esposte. Avendo un’economia monoculturale, basata esclusivamente sul marmo ed essendo il marmo un bene di lusso, non possiamo altro che attenderci un progressivo peggioramento della situazione. In un quadro così drammatico, è opinione dei repubblicani, che la storia insegni come sia importante mettere insieme le forze migliori per affrontare il problema. Superando falsi steccati ideologici, i carraresi devono ritrovare l’orgoglio del proprio passato e riscoprire sentimenti ideali e d’appartenenza per operare in modo univoco nell’interesse della Città. Purtroppo Carrara non esprime parlamentari e non abbiamo un Pacciardi o un Visentini pronti a battersi per difendere i nostri interessi e le nostre strutture produttive. Quindi dobbiamo fare da soli. Il PRI propone pertanto di aprire un confronto politico nella Città che coinvolga tutti i soggetti partitici, sindacali, associazionistici e sociali individuando nella persona del Sindaco la figura super partes atta a raccogliere e coordinare le varie istanze, rafforzando il ruolo che la legge gli conferisce, come interlocutore nei confronti del Governo nazionale. Qualora si raccolga questa proposta di azione politica istituzionale, i repubblicani carraresi porteranno alla discussione i seguenti temi:

1) Ritenendo che larga parte dei problemi derivino dal rapporto conflittuale con la vicina Massa, si darà luogo ad una incisiva azione di supporto alla proposta del PRI a livello nazionale per l’abolizione delle province, Enti inutili e fonte di enorme spreco di risorse pubbliche che potrebbero essere meglio impiegate a sostenere le fasce sociali più deboli.

2) Immediata riconversione del Porto commerciale di Marina di Carrara in Porto turistico con la creazione di 3000 posti di lavoro diretti e parecchie migliaia nell’indotto. E’ ormai chiaro che i porti commerciali che avranno un futuro sono La Spezia e Livorno. Se attendiamo ancora, Viareggio ci toglierà la possibilità di diventare un grande porto turistico per imbarcazioni da oltre 60 metri nel Mediterraneo. E Viareggio il parlamentare governativo eletto a Massa lo esprime.

3) Ad oggi non ci sono soluzioni accettabili per il Cantiere Navale. I repubblicani propongono di seguire l’esempio di Livorno e vendere il Cantiere Navale al miglior offerente, con garanzie certe sul mantenimento dei livelli occupazionali.

4) Riportare a Carrara l’artigianato artistico del marmo e la scultura. Presentare a livello europeo grandi progetti finanziabili, così come avviene nella vicina Versilia.

5) Contingentamento della produzione di scaglie che non dovranno superare in quantità il doppio della produzione di blocchi. Pertanto, visto che ad oggi la produzione di blocchi è di circa un milione di tonnellate l’anno e quella delle scaglie cinque milioni,in futuro le scaglie non dovranno superare le due tonnellate. La produzione di scaglie dovrà essere ad esclusivo appannaggio di una società ad azionariato popolare, della quale saranno proprietari i cittadini di Carrara in parti uguali con un reddito inferiore ai ventimila euro. Gli introiti saranno ripartiti, a fine anno, fra i carraresi, privilegiando i più poveri.

6) Immediata chiusura della Progetto Carrara centro improprio di potere politico e programmatico, vendita delle Farmacie Comunali, vendita di Area spa, vendita delle quote azionarie della Internazionale Marmi e Macchine e di tutte le strutture satellite collegate.

7) Pagamento di un ticket per l’utilizzo della Strada dei Marmi e contatore all’imbocco per il controllo dei tonnellaggi e delle qualità dei marmi trasportati.

8) Modifica del Regolamento degli Agri Marmiferi per poter aumentare le tasse sui prodotti e ridistribuire in modo equo e corretto le concessioni.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 27.12.08

Comunicato Stampa
post pubblicato in Comunicati, il 14 dicembre 2007
Esaminata la situazione politica locale e nazionale 

CARRARA (Ms) - Si è riunita il 13 dicembre scorso l’Assemblea degli Iscritti del Partito Repubblicano Italiano per discutere temi di politica nazionale e locale, in occasione dell’annuale incontro per il tesseramento e gli auguri di rito. Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:
Gli Iscritti dell’Unione Comunale Carrarese del Partito Repubblicano Italiano, sentita la relazione del Segretario la approvano. Manifestano incondizionato appoggio all’opera del Segretario Nazionale On. Francesco Nucara e del Presidente Nazionale On. Giorgio La Malfa, in merito all’azione politica intrapresa per la composizione di un’area politica liberaldemocratica autonoma ed in grado di esprimere parlamentari non gravati da vincoli esterni. Tale area culturale esprime in tutte le democrazie occidentali, il meglio della politica, lontana dalle derive populiste, demagogiche e neoclericali dei maggiori partiti. I repubblicani carraresi esortano i dirigenti nazionali ad imprimere maggior forza alla loro azione, di per se già significativa, al fine di accelerare questo processo aggregativo, tale da consentire una importante rappresentanza alle prossime elezioni europee nelle file dell’ELDR, schieramento al quale il P.R.I. appartiene da sempre e che ha concorso a formare. I Repubblicani mettono in guardia gli aderenti all’ELDR dal far entrare nelle proprie strutture, parti delle componenti cattoclericali del nascente Partito Democratico le quali, storicamente, si contrappongono ai valori ed agli ideali laici e liberaldemocratici, privilegiando sudditanza e devozione ai palazzi vaticani. Sul piano locale si invita il Sindaco di Carrara a dare seguito immediato all’accordo di programma in merito alla realizzazione del Porto Turistico. Poiché a parere del PRI, il Porto Turistico al Lavello non è fattibile a meno di innescare devastanti fenomeni erosivi sull’intera costa versiliese, entro la primavera si sollecita il Primo Cittadino a fornire risposte adeguate sull’argomento. In mancanza della certezza di procedere dovrà essere presa in considerazione la possibilità di trasformare il Porto Commerciale in Porto Turistico per approdi di imbarcazioni da svariate decine di metri, con la creazione di almeno tremila nuovi posti di lavoro contro i centoquarantadue attuali.

Ufficio stampa del PRI di Carrara - tel. 0585 71911
Parliamo del Porto Turistico
post pubblicato in Articoli, il 9 maggio 2007
Ridare vita alla prestigiosa marineria locale

Detto ciò che avevamo da dire sui temi principali, entriamo ora nel dettaglio di quelli programmatici. Parliamo quindi del Porto Turistico anche per rispondere e chiudere con la “ Fallaci de no’artri”. Cominciamo con il chiarire cosa intendiamo per Porto. Quando abbiamo lanciato la proposta, il P.R.I. ha sostenuto che ogni posto barca equivaleva a due posti di lavoro, fra diretto ed indotto. Parlavamo forse di burchielle o di gozzi? NO. Parlavamo di vascelli da 20 mt. in su. Per questo tipo di imbarcazioni occorre almeno un marinaio per unità. Ecco fatto che vado subito a ridare vita alla prestigiosa marineria locale e rilancio l’Istituto Nautico, ora spento.



A questo punto aggiungiamo che qualcuno deve farle queste barche, qualcuno deve arredarle, altri fornire le attrezzature super tecnologiche di cui sono dotate e quindi incentivo la cantieristica, la componentistica e di conseguenza lo sviluppo di un terziario orientato verso un know-how che non teme concorrenza con Cina o India. Un Porto degno di questo nome, a mio parere, non deve contenere meno di 2000 posti barca. Di conseguenza sono necessarie le infrastrutture, i servizi legati alla nautica, alberghi, ristoranti, negozi di prestigio e di artigianato locale, e tutto quanto collegato ad un turismo qualificato e di alto livello. Fare un porticciolo per accogliere le barchette che ci sono oggi al Club Nautico non serve a niente. Creare un porto come ho accennato, permette anche l’innesco di un radicale mutamento culturale : da città di macinatori di marmo e devastatori dell'ambiente , col tempo, potremmo diventare una città di mercanti, di tecnici elettronici ed informatici di altissimo livello, di costruttori, di operatori turistici, e via dicendo. Anche la risorsa marmo verrebbe radicalmente modificata in quanto le cave sarebbero inserite nel pacchetto turistico che si andrebbe a formare e l’estrazione sarebbe finalizzata solo ad un prodotto di grande qualità. Quindi si fermerebbe lo scempio al monte, aumenterebbe notevolmente il valore aggiunto, i rischi sui luoghi di lavoro si ridurrebbero in modo significativo.
Rimane un punto fondamentale: dove può essere realizzata una simile struttura? Il programma del Candidato Zubbani prevede il levante. Non intendo, per ora, entrare nel merito di questo argomento che è prevalentemente tecnico. Pongo solo una domanda: siamo sicuri che un simile intervento alla foce del Lavello non inneschi un fenomeno erosivo sulla costa sud fino a Viareggio?
Ne discuteremo nel prossimo intervento.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 09.05.07


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A tutti gli iscritti e simpatizzanti del P.R.I. di Carrara
post pubblicato in Segreteria, il 3 novembre 2006
La sinistra post comunista è ormai giunta al capolinea

Cara Amica, caro Amico,
dalla stampa locale avrai appreso quanto intensa sia l’attività del Partito, e come questo sia presente su tutti i temi più importanti della vita cittadina. La nostra posizione politica è di totale autonomia, in quanto proponiamo alla Città temi programmatici più che innovativi, se non addirittura rivoluzionari. Carrara è culturalmente ed intellettualmente in agonia. Occorreranno generazioni per riprenderci. La sinistra post comunista è ormai giunta al capolinea e non si intravedono forze politiche capaci di proporre una classe dirigente degna di questo nome, tranne il Partito Repubblicano Italiano. Stiamo coagulando intorno a noi una serie di realtà politiche, sia partiti che movimenti, che sapranno, al momento opportuno, proporre uomini e donne in grado di rivoluzionare gli assetti politico economici cittadini, ormai consunti.



Il nostro schieramento sarà numericamente uguale a quello di destra e sinistra, ma qualitativamente molto superiore. Noi ci batteremo per trasformare il porto di Marina da commerciale in turistico, con la creazione di oltre 10.000 posti di lavoro, fra diretti ed indotto. Faremo di Marina di Carrara un gioiello di turismo e fermeremo il massacro dei nostri monti, mandando a casa le multinazionali del carbonato di calcio. Torneremo ad essere i primi nel mondo nell’estrazione del marmo, valorizzando il marchio di Carrara. Inoltre non permetteremo ai “compagni” di portarci via il nostro Ospedale. Al limite lo privatizzeremo. Qualcuno si chiede se abbiamo già una cordata di industriali pronti a farci le cliniche private. Purtroppo per ora no. Ma non disperiamo di trovarli. Certo, Amici carissimi, la battaglia è fra Davide e Golia. Ci hanno portato via tutto, tranne la storia e la dignità. Tocca a tutti noi impegnarci per i nostri ideali e la nostra Città. Non aspettate che siano gli altri a risolvere i vostri problemi. Gli attuali politici pensano solo ai loro interessi. Quelli dei Cittadini sono compito delle donne e degli uomini dell’Edera. Tornate alla politica attiva, tornate sul campo di battaglia con noi. Abbiamo sempre fatto la storia in prima linea e non sulle comode e remunerate poltrone del potere, come altri sedicenti “repubblicani”. Ritrovate il vostro orgoglio mazziniano. Quanto meno potremo dire di avere fatto il nostro dovere insieme ad altri come noi. E ricordiamoci che ha vinto Davide. Ti abbraccio.

Roberto Fantoni - Segretario dell'UCC del P.R.I. - Carrara 03.11.2006

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Ricaduta di ricchezza nelle tasche di tutti i cittadini di Carrara
post pubblicato in Comunicati, il 24 agosto 2006

Trasformazione del porto commerciale in turistico

Si è riunita la Segreteria politica dell’ Unione Comunale Carrarese del Partito Repubblicano Italiano, per un esame politico amministrativo della situazione locale. Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:
“ Periodicamente vengono pubblicizzati dati relativi al management del Porto di Marina di Carrara, in una forma tale da far pensare che il nostro scalo marittimo sia fonte di ricchezza e prestigio per l’intera Città. Purtroppo non è così. I dati che vengono forniti, avvallano ancora di più la tesi del Partito Repubblicano. L’utile dichiarato è di 3.7 milioni di €, equivalente a quello di una buona cava, e gli investimenti cresciuti al 500% dimostrano che le fonti di reddito a Carrara sono in mano a pochi e costituiscono un vero e proprio monopolio nella produzione di ricchezza che non ha ricadute sulla popolazione. Questo è dimostrato in modo incontestabile dai dati ufficiali: siamo fra i primi per disoccupazione e fra gli ultimi per guadagno pro capite. Evidentemente gli sforzi per farci credere lucciole per lanterne si scontrano con la nuda realtà. E’ per questo motivo che i repubblicani stanno lavorando ad un programma per la prossima legislatura, che modifica gli assetti strutturali dell’intera economia cittadina. E’ giunto il momento, se non è troppo tardi, di aprire la porta all’ingresso di capitali esterni e sviluppare nuove forme di imprenditoria. Tutto questo, però, non sarà mai possibile se i cittadini non potranno riappropriarsi della loro Città e degli strumenti produttivi. Il che non significa “collettivizzare”, bensì “liberalizzare”, con riforme profonde e moderne, tese a smantellare gli assetti monopolistici e padronali che usano il bene pubblico nell’interesse di pochi, ben tutelati da questa amministrazione di sedicente sinistra.
Dopo l’esame di questa situazione, il Partito Repubblicano propone in modo ancora più incisivo la trasformazione del porto commerciale in turistico, con una notevole ricaduta di ricchezza nelle tasche di tutti i cittadini di Carrara.
Oggi Marina di Carrara è una località di porto senza nessuna attrattiva turistica. Domani potrebbe essere la Capri del Nord con le Alpi al posto dei faraglioni. Ed i panfili più grandi del mondo al posto delle gru.”

Il Segretario dell'Unione Comunale Carrarese del
P.R.I.
Dr. Roberto Fantoni


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"Il buon governo è il soggiacere dell’interesse privato all’ interesse pubblico"
post pubblicato in Comunicati, il 6 agosto 2006

Le proposte programmatiche del PRI

Al pari del più classico gossip estivo, la politica carrarese sta vivendo con un certo divertimento la fase del totosindaco. Gli unici che sono fuori da questa ormai consolidata prassi, sono i repubblicani. Non tanto per entrare all’interno del reality show, quanto per dare risposte ai nostri elettori, riteniamo doveroso illustrare la posizione del Partito Repubblicano Italiano. Fino al 1994, è stato nostro uso discutere prima i temi programmatici. Una volta stabilito il da farsi nell’interesse della città e dei cittadini, i repubblicani sceglievano gli uomini . Dal 1994 a due anni orsono, maggioranza e posti remunerati di governo locale, avevano preso il posto dell’interesse pubblico. Oggi è tornata la linea ispirata da un grande politico, il quale sosteneva che il buon governo è il soggiacere dell’interesse privato all’ interesse pubblico.
Ci auguriamo che non siano sfuggite le prime proposte programmatiche del PRI, sintetizzabili in tre punti fondamentali:

1) Trasformazione del porto commerciale in porto turistico e conseguente creazione di diecimila posti di lavoro.

2) Estrazione al monte di solo lapideo, utilizzando le scaglie come sfrido di lavorazione e non come materia prima. Trasporto delle scaglie, dal monte al piano, a mezzo di una società ad azionariato popolare. Auspicabile trasferimento delle multinazionali del carbonato di calcio verso altri e più confortevoli lidi.

3) Una volta costruito l’ospedale unico di via Mattei, destinare le strutture esistenti alla sanità privata, anziché farci degli appartamenti.

Questi tre punti, da soli, rappresentano una vera e propria rivoluzione politica, economica, culturale e sociale.

Poiché riteniamo che i cittadini carraresi, oppressi da una sorte di “governo etico locale“ da cinquantanni, non daranno la maggioranza assoluta al PRI, stiamo cercando di dare vita ad un terzo schieramento composto da soggetti politici di cultura laica, per riaffermare un’identità storica di sinistra risorgimentale che non ha nulla, ma proprio nulla da spartire con i comunisti, che ancora oggi esistono ed esprimono addirittura la terza carica dello Stato. Questo non significa che siamo in conflitto con il centrodestra, del quale stimiamo uomini e candidato a Sindaco. Semplicemente non siamo di centrodestra, non siamo di centrosinistra, ma siamo laici, ovvero liberi pensatori che esprimono pareri senza pretendere di avere verità assolute da dispensare. Il nostro candidato o candidata sarà un uomo od una donna in grado di raccogliere intorno a sé questo mondo di donne e uomini liberi capaci di pensare con la propria testa senza collocarsi, obbligatoriamente, all’interno di uno schieramento. Se non sarà possibile dare vita ad un terzo raggruppamento, i repubblicani presenteranno una loro lista con il proprio candidato che non potrà essere altro che la massima espressione del Partito. Questa è la nostra logica ed il nostro stile. Mi auguro che buffonate tipo la falsa candidatura di Giorgio La Malfa non abbiano più a verificarsi. Stupidaggini del genere ridicolizzano chi le propone, ma soprattutto, discreditano la politica agli occhi del cittadino.

Il Segretario dell'Unione Comunale Carrarese del P.R.I.
Dr. Roberto Fantoni


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E' proprio la fantasia e la capacità di fare impresa che mancano a Carrara
post pubblicato in Segreteria, il 11 luglio 2006
Gli attuali lavoratori del porto andrebbero a formare i quadri dirigenti del nuovo porto turistico

Si è riunita le Segreteria Politica del Partito Repubblicano Italiano per un esame politico amministrativo della situazione locale. Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:
“La situazione economica di Carrara è ormai difficilmente definibile con aggettivi che possano illustrarne la reale portata in termini di disastro. Il tessuto produttivo è irrimediabilmente lacerato a seguito delle crisi strutturale del settore lapideo. La monocultura del marmo, che per secoli è stata la fortuna economica, sociale, culturale della città, oggi ne è la rovina. Solo la nautica da diporto si salva in questo disastro, dimostrando che è necessario diversificare, investire sul territorio in attività ad elevato contenuto tecnologico, inventare nuove strade ed arricchire qualitativamente e quantitativamente i mercati. Ed è proprio la fantasia e la capacità di fare impresa che mancano a Carrara. Ciò è dovuto al fatto che il marmo sta nella montagna e basta tirarlo fuori e venderlo. Nessuno sforzo intellettuale, nessuna necessità di creare mercati, nessuna concorrenza. Questo fino a circa 10 anni fa. I segnali ci sono stati e la nostra miope classe dirigente non ha saputo capirli. Si è limitata a riversare su una struttura come la Internazionale Marmi e Macchine, fiumi di denaro pubblico, che non sono serviti a niente se non a creare occasioni di arricchimento per pochi, tutti, regolarmente, incollati a qualche poltrona della pubblica amministrazione o suoi derivati.Oggi non si sa come venirne fuori. Ma quello che è più preoccupante e che non sembra si voglia risolvere il problema. La dimostrazione è stata la proposta repubblicana sulla riconversione del porto commerciale in porto turistico. Proposta discutibile quanto si vuole, ma che non è stata dibattuta nel merito, bensì marcata dai sindacati, come portatrice delle rovina per le seicento famiglie che attualmente vivono con il lavoro portuale. Premesso che i repubblicani non credono nell’autonomia dei sindacati in genere, tantomeno in quelli del porto, come è pensabile che a fronte di una proposta che potrebbe creare 10 mila posti di lavoro, si accusino i repubblicani di voler affamare 600 famiglie?. Casomai, vista l’esperienza degli attuali lavoratori del porto, questi andrebbero a formare i futuri quadri dirigenti del nuovo porto turistico. E’ talmente ovvio che specificarlo poteva sembrare un offesa all’intelligenza del cittadino elettore. Invece i sindacati portuali o i loro ispiratori, terrorizzati da ogni forma di innovazione, hanno fatto alcune dichiarazioni che non fanno loro onore. E questo esempio vale in tutti i pochi settori produttivi che vedono, sempre, il solito padrone. Forse, quando i padroni diventeranno tanti, come vorrebbe una corretta politica di mercato, l’economia carrarese potrà risollevarsi e con lei la cultura, che oggi è limitata all’opposizione sulla edificazione dei muri al mare, tanto giusta quanto difficilmente compatibile con il curriculum di studi di coloro i quali vorrebbero proporsi leader.”

Il Segretario dell'Unione Comunale Carrarese del P.R.I.
Dott. Roberto Fantoni

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Il Pri di Carrara e le priorita' programmatiche
post pubblicato in Comunicati, il 31 maggio 2006
Creazione "porto turistico" e ristrutturazione "complessiva" dei bacini marmiferi

Si è riunito il Direttivo del Partito Repubblicano Italiano per discutere temi di politica locale in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Al termine della riunione è stato approvato il seguente documento:
“Sulla base del lavoro svolto dalle Commissioni, i repubblicani carraresi decidono di approvare due punti prioritari del programma con il quale il Partito si candiderà, alle prossime elezioni amministrative, alla guida della Città. Il primo punto riguarda la trasformazione del porto commerciale di Marina di Carrara in porto turistico. Attualmente, il reddito proveniente dal porto commerciale è bassissimo, con un utile più da aziendina medio piccola che non da grande impresa. Anche i posti di lavoro sono solo circa seicento, con una ricaduta sull’economia locale risibile. Al contrario, il potere conferito alla classe dirigente parassitaria è elevato ed in contrasto profondo con gli interessi della cittadinanza. Per tali motivi i repubblicani, come primo atto della futura amministrazione comunale, imporranno la trasformazione della destinazione d’uso dello scalo marittimo da commerciale a turistico. Poiché il nostro porto può ospitare, al minimo, tremila posti barca, i posti di lavoro diretti, passerebbero da circa seicento ad oltre seimila. Il porto diventerebbe il primo scalo turistico del Mediterraneo, con una ricaduta economica enorme, tale da sconvolgere l’assetto politico economico dell’intera Città. Contestualmente si dovranno adottare strumenti urbanistici adeguati a questa rivoluzione, con la possibilità di edificare alberghi a cinque stelle nella fascia litoranea compresa tra il viale a mare e la via dei bagni. Dovranno essere individuate aree per lo sviluppo commerciale turistico alberghiero nell’area retroportuale, nella zona di Battilana e nell’area della Fiera. Saranno necessarie grandi opere di riconversione per ristoranti, centri congressi, negozi di lusso e quant’altro collegato a questo nuovo tipo di attività. La viabilità dovrà essere progettata ex novo. I depositi di materiali e merci saranno sostituiti da strutture turistiche e l’ambiente verrà valorizzato al massimo, con profitti e reddito incalcolabili, unitamente alla creazione complessiva di almeno diecimila nuovi posti di lavoro. In questo assetto, potrà trovare anche nuovo sviluppo la cantieristica da diporto, con una riconversione del cantiere navale, sulla cui sorte permangono gravi preoccupazioni, a meno di una drastica riconversione. Il secondo punto concerne la ristrutturazione complessiva dei bacini marmiferi, stante la profonda crisi strutturale del settore gestito in modo dilettantesco da questa amministrazione e dai suoi consulenti, e la gestione del prelievo delle scaglie che dovrà essere tolto alle multinazionali del carbonato di calcio. E’ attualmente allo studio dell’apposita Commissione, l’impostazione degli strumenti tecnici e giuridici per impedire il disastro ambientale in atto e la creazione di un soggetto idoneo a consentire la permanenza in Città degli utili derivanti da questa attività, divenuta ormai preponderante rispetto all’estrazione dei blocchi. E’ ferma convinzione dei repubblicani, che la rinascita politica, economica, sociale e culturale, possa realizzarsi solo ridando potere reale ai cittadini, togliendolo dalle mani degli attuali feudatari che considerano i carraresi al pari di “servi della gleba”. Il Direttivo da mandato alla Segreteria politica di sviluppare i punti programmatici approvati nella totale autonomia di indirizzo, pur rimarcando la posizione di netta opposizione all’attuale maggioranza politica.”

Carrara 31.05.06 Il responsabile stampa

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