.
Annunci online

Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Riscoprire il proprio orgoglio ...
post pubblicato in Segreteria, il 27 settembre 2011
La sanità pubblica nel Comune di Carrara è in via di smantellamento. Quando si poteva intervenire non lo si è fatto ed era scontato che succedesse quello che sta avvenendo. I Repubblicani di Carrara si impegnarono, nei lontani anni 80, ad una raccolta di firme per lo sdoppiamento della USL1. Ne furono raccolte decine di migliaia. Nessuno ci ascoltò. Anzi, con la fantasia che ha sempre contraddistinto i vecchi comunisti, fummo tacciati di “bieco campanilismo”. Oggi raccattiamo i risultati di una politica costantemente sottomessa alle volontà massesi. Non è un caso che l’unico Segretario Provinciale carrarese lo abbia solo il PRI. Tutti gli altri sono di Massa a dimostrare che il luogo delle decisioni importanti è oltre foce.

Non tutto è perduto. Se Carrara saprà approfittare della abolizione delle Province ed avrà la forza e l’intelligenza di affrancarsi da Massa, potrà risorgere. Per farlo avrà necessità di riscoprire il proprio orgoglio, non con il dialetto, ma con idee che rilancino l’economia della Città. Del Porto abbiamo lungamente argomentato. Proponemmo la riconversione nel 2007. Ci presero tutti per matti. Oggi la maggioranza dei cittadini la pensa come i Repubblicani di Carrara. Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso le nuove elezioni. La lista del Partito Repubblicano Italiano proporrà alla Città una nuova idea che sicuramente farà discutere: la riconversione delle nostre strutture ospedaliere da pubbliche a private. E’ inutile perdere tempo a difendere l’indifendibile.

E’ inutile sperare che questa classe politica rimedi ai propri errori. Allora prendiamone atto ed andiamo avanti. Monterosso e Monoblocco sono dei carraresi. Quando era la Città, attraverso i propri rappresentanti politici, ad amministrare l’Ospedale Civico di Carrara, abbiamo saputo dare vita ad un polo sanitario di primissimo livello. Eravamo un esempio per tutti. Abbiamo avuto primari che tutti ci invidiavano. Inutile fare nomi che ben conosciamo. Poi è arrivata la riforma bolscevica che ha messo la sanità carrarese nelle mani dei fiorentini. A cosa siamo arrivati è cronaca di oggi ed il responsabile politico di questa situazione è l’attuale Presidente della Regione Toscana. Inutile, quindi, farci illusioni. I Repubblicani di Carrara invitano, pertanto, il Sindaco a farsi promotore di una vera e propria azione di proposta al fine di costruire le condizioni affinché la medicina privata, che sta sempre più sostituendo quella pubblica negli interventi d’elite, trovi interesse a prendere possesso delle nostre strutture ospedaliere, collocate in uno dei più bei posti del mondo e costruite con criteri, ancora oggi, all’avanguardia. La collocazione geografica è ottimale, le infrastrutture sono eccellenti comprese quelle di accesso, il clima è adeguato ed i collegamenti ci sono tutti.

E’ perfino troppo facile capire che: con una forte sterzata verso l’economia turistica riconvertendo il porto; con una decisa valorizzazione del nostro marmo come prodotto di qualità, ristrutturando il settore in modo radicale finalizzandolo anche all’attività culturale e di visita e togliendolo dalle grinfie dei demolitori di montagne; con la nascita di un polo sanitario privato di livello europeo, Carrara potrebbe avviare quella rivoluzione moderna capace di farla diventare un modello di rinascita sociale, culturale ed economica.

E’ infantile ed anche stupido accontentarci del famoso ritornello che belli o brutti siamo i meglio di tutti. Per ora siamo fra gli ultimi in classifica. Vediamo di cambiare strategia e tattica. Con intelligenza e coraggio, nella laica speranza che non ci vogliano altri cinque anni per essere capiti.

Il Segretario Provinciale del P.R.I. di Massa e Carrara - Roberto Fantoni
Orientare l'Economia al Settore Turistico
post pubblicato in Segreteria, il 2 aprile 2011
I Repubblicani di Carrara condividono la soddisfazione degli amici Socialisti per il temporaneo salvataggio del Cantiere Navale di Marina di Carrara. Tuttavia colgono l’occasione per sottoporre all’opinione pubblica alcune considerazioni di politica locale: “Sono oltre trent’anni che il territorio non compie precise scelte di programma e si procede per emergenze contingenti. A parere dei Repubblicani carraresi, tenendo conto che non esiste una classe imprenditoriale locale, è giunta l’ora che le forze politiche e sociali suppliscano a questo vuoto di carattere economico e culturale".

Per tali motivi pongono alla riflessione comune alcuni argomenti:

- Il Marmo di Carrara deve cessare di essere l’unica fonte di produzione di ricchezza. Si ritiene opportuno procedere ad una radicale e profonda revisione del settore, partendo dal regime concessorio. Il marmo di Carrara deve trovare nell’utilizzo artistico il suo vero e storico valore aggiunto. I repubblicani di Carrara propongono, allo scopo, la realizzazione dell’Università della Pietra nella Città, che ricopra tutti settori di docenza nell’applicazione: dallo scientifico, al tecnologico, all’artistico. Propongono, inoltre, che l’utilizzo degli sfridi di cava, ovvero le famose scaglie, sia limitato ai settori effettivamente coltivati come lapideo. La parte estrattiva, unitamente al Parco delle Apuane, deve trovare una corretta valorizzazione nel settore turistico e scientifico-naturalistico.

- La politica economica carrarese deve essere orientata prevalentemente al settore turistico. Per tali motivi, oltre alla valorizzazione delle risorse naturali, si dovrà procedere alla immediata trasformazione del porto commerciale in turistico, lasciando al commerciale una banchina, più che sufficiente per i traffici attuali. In questo modo si risolve anche il problema del Nuovo Pignone. Contestualmente potrà andare avanti il progetto del porticciolo, ultimato il quale, i risultati di questa nuova politica economica indicheranno quale indirizzo dare allo scalo marittimo.

01 Aprile 2011 - Roberto Fantoni - Segretario Provinciale P.R.I. di Massa e Carrara
Le chiacchiere non fan farina
post pubblicato in Segreteria, il 21 agosto 2010
A leggere la cronaca locale in questi giorni viene da chiedersi se a Carrara sia cambiato il Sindaco. Quotidianamente appaiono dichiarazioni del Partito Democratico che indicano le linee guida che l’Amministrazione Comunale dovrà tenere da oggi a fine legislatura. Si parla di rilanciare la cantieristica, ma non si dice come. Forse noi repubblicani non siamo ancora a conoscenza del fatto che i cinesi hanno deciso di alzare alle stelle il costo del lavoro. Si propone di allargare il porto commerciale, ma non si indicano le aree di retroporto che abbiano uno sviluppo pari o superiore a quelle di Spezia e Livorno. Si parla di sviluppare il turismo dimenticando che questo è inconciliabile con l’ampliamento del porto commerciale, con l’incremento dell’attività industriale e dell’escavazione degli inerti. Si parla di porticciolo
turistico che sarà un bozzetto perennemente in concorrenza con altri a miglior offerta ambientale. E buon ultimo, si vuol rimettere mano al settore del marmo. Tutte chiacchiere. E le chiacchiere non fan farina. La politica deve dare risposte, non proporre problemi. Tutti gli argomenti del Partito Democratico sono triti e ritriti, almeno fin dal 1986, anno disgraziato nel quale il PRI entrò nell’attuale maggioranza di governo. La scelta fondamentale da fare è una: Carrara deve mirare ad uno sviluppo turistico o ad uno sviluppo produttivo? I repubblicani hanno scelto già da tempo. Il futuro di Carrara è nel turismo a tutto tondo. Chi tenta di conciliare le due cose, aggrava ulteriormente lo stato dell’economia locale. Se, al contrario, si vuol puntare sullo sviluppo produttivo,lo si dica e si smetta di inventare formule compromissorie che non stanno ne in cielo ne in terra. Per il problema marmo siamo, invece al ridicolo. Ma chi lo ha fatto l’attuale Regolamento degli Agri marmiferi? Coloro i quali, vedendo oltre vent’anni fa la prima bozza, lo giudicarono negativamente, furono immediatamente emarginati dall’allora “classe dirigente”. Oggi se ne pagano le conseguenze. E il Partito Democratico, anche se aveva un altro nome, non governa forse questa Città da oltre 55 anni?
Pertanto, prima di aprire una fase di scontro all’interno delle forze che sostengono l’attuale maggioranza, sarebbe bene che i protagonisti della politica, adottassero uno stile più consono alla dialettica ed al rispetto degli altri . Senza mai dimenticare che è il Sindaco l’unico referente politico, sia per i cittadini che per i partiti. Il PRI appoggia l’operato del Sindaco, non quello delle singole forze. E il Sindaco ci deve dire se ha delegato il Partito Democratico a parlare in sua vece. Ci auguriamo che non sia così e che si tratti di un incidente di percorso. Altrimenti i repubblicani si vedranno costretti ad atti conseguenti e coerenti con la loro storia politica.
Governare è trovare un punto d’incontro fra varie culture e sensibilità. Non è un atto di sottomissione di alcuni nei confronti di altri. Cogliamo l’occasione per manifestare tutta la nostra solidarietà nei confronti del Prof. Canesi, Coordinatore Comunale dell’IDV. Come disse Voltaire “ io non condivido quello che dici, ma sarei pronto a dare la vita perché tu possa farlo”.

Carrara 20 agosto 2010 - Roberto Fantoni - Segretario Prov.le PRI
Esame della situazione legata alle problematiche del settore marmo
post pubblicato in Segreteria, il 29 aprile 2010
Riunita la Segreteria dell’Unione Comunale Carrarese del PRI

Si è riunita la Segreteria dell’Unione Comunale Carrarese del PRI, unitamente al Gruppo Consiliare, per un esame della situazione politico-amministrativa legata alle problematiche del settore marmo.

Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:

“ Sulla base dei dati relativi alla produzione nel settore marmo, in estrema sintesi,possiamo schematizzare quanto segue:

a) l’escavazione al monte ha incrementato la produzione e l’export.
b) La lavorazione al piano ha subito un crollo di circa il 50% a causa della contrazione del mercato del granito.

Risulta quindi, semplice e chiaro, che il settore dell’escavazione ha bisogno di un riassetto profondo sul piano politico, programmatico e strutturale, ma non corre rischi immediati. Essendo i giacimenti, un bene indisponibile di proprietà dei cittadini di Carrara, è necessario ed indifferibile che le forze politiche e sociali affrontino il problema con un dibattito sereno e costruttivo.
In questo non dobbiamo sottovalutare il fatto che la qualità tecnica e commerciale del marmo di Carrara è unica al mondo, con buona pace dei versiliesi e dei garfagnini. Profondamente diverso appare il problema in merito alla lavorazione. Carrara ha vissuto troppo tempo illudendosi che nessuno avrebbe mai imparato a lavorare il marmo ma, soprattutto, il granito. Oggi, paesi esteri che fino ad un paio di decenni fa, non sapevano nemmeno come mettere un blocco sotto sega, importano i blocchi, li segano, lucidano le lastre e le lavorano. Forse la qualità non è la stessa, ma l’enorme differenza dei costi rende molto più competitivi sul mercato i loro, rispetto ai nostri prodotti. L’impressione che si ha è che i nostri operatori di settore attendano che nei paesi emergenti l’evoluzione sociale alzi anche a loro i costi e che il mercato si riequilibri. Viene molto sottovalutato anche il blocco degli investimenti provocato dalle assurde procedure di caratterizzazione dei suoli imposte dal SIN. D’altra parte le proposte sul lapideo : dal distretto minerario al polo tecnologico, sembrano dettate più dalla necessità di far vedere che qualcosa si sta facendo, più che dalla convinzione che siano le scelte risolutive. Per quanto concerne il Distretto minerario, sia ben chiaro che Carrara deve avere la golden share e nessuno, in alcun modo, può pensare di avere un ruolo trainante in questo settore. Lucca e Pietrasanta vivono di realtà produttive diversificate. Carrara solo di marmo e non può, per nessuna ragione, rinunciare alla leadership. Meglio, in caso contrario , non fare il distretto. Il polo tecnologico può essere interessante, ma non si devono creare carrozzoni politici. Deve essere fatto nell’IMM, all’interno della quale tutte le componenti sono già rappresentate. Si costituisca una commissione di “veri” esperti del marmo, si conferisca un incarico professionale ad una società esperta in marketing , famosa a livello nazionale, disposta a legare il proprio guadagno ai risultati conseguiti dalle soluzioni e si elaborino le proposte per il rilancio effettivo del settore. Ma che il bastone di comando resti a Carrara.

Carrara - Aprile 2010 

Roberto Fantoni 
Segretario del P.R.I. di Massa e Carrara
I problemi insoluti di Carrara
post pubblicato in Segreteria, il 20 novembre 2007

La strada dei marmi assorbe tutte le risorse di bilancio

Cominciano le dolenti note: la strada dei marmi assorbe tutte le risorse di bilancio, non possiamo fare investimenti ma solo manutenzione ordinaria, dobbiamo aumentare le tasse. Però, siccome siamo di sinistra, lo dobbiamo fare imbastendo un tavolo di concertazione su un percorso ... cercando un modo ... sulla base di un serrato confronto con ... Ma quante balle! Cominciamo dal primo punto: Strada dei Marmi. Che quest’opera avrebbe assorbito larga parte delle risorse comunali si sapeva benissimo. Forse non tutti sanno che poteva essere fatta a costo zero con un Project Financing che l’allora PDS fiorentino affondò. E per quelli che chiedono documenti e prove: ero nel gruppo dei geologi che doveva elaborare parte del progetto con una strada diritta e senza “pance”. Sempre per quelli di cui sopra, il termine “pancia” per la strada dei marmi l’ho coniato io e ricordo anche in quale occasione. Approposito: avete fatto caso che chiedono sempre prove e documenti ma loro non ne portano mai? Ma andiamo avanti con le nostre considerazioni: ormai la strada che abbiamo è quella voluta dal Sindaco Conti, ovvero una strada priva dei requisiti necessari ad essere di grande traffico. Qualcuno ha detto che una carreggiata tre metri in più o in meno non cambia nulla. Come dire che una riduzione del 25% è una giacchettata. Lascio a voi le conclusioni. Ma il peggio è nella gestione. Ho visto il resoconto contabile dei primi dell’anno e c’è veramente da porsi delle serie domande . Ma di questo avremo tutto il tempo di parlare. Certo è che i costi di gestione possono essere drasticamente ridotti. Punto secondo: la tassa sulle scaglie. Le multinazionali hanno un guadagno (ripeto: guadagno e non costi) medio a tonnellata di centocinquanta euro che tradotto in totale delle tonnellate estratte ( quattromilioniemezzo) fanno la bellezza di 675 milioni di euro l’anno. E noi cittadini paghiamo loro anche la strada. Di nuovo mi astengo da ogni ulteriore considerazione. Penso che i numeri bastino e avanzino. In compenso l’Unione delle Banche Svizzere vuol comprare tutte le cave di Carrara. Per conto di chi? Naturalmente i soliti si alzeranno in coro ad urlare che i numeri non sono quelli. Un po’ come il Porto Commerciale. Tutti mi davano contro ed oggi la CGIL denuncia che ci sono 142 dipendenti, Come ho sempre detto: una cavetta. Ma per chi? In compenso trasformandolo in turistico avrei migliaia di posti di lavoro. Punto terzo: oneri di urbanizzazione. Dobbiamo andare velocemente alla variante del Piano Strutturale per rilanciare l’edilizia cittadina e rimpinguare le casse comunali di quattrini prodotti da vero reddito. Ma attenzione: smettiamola di ritenere le colline un tabù. Camaiore ha delle colline splendide, urbanizzate con sapienza. Carrara ha delle colline povere e brulle che, da un lato, rappresentano bene la Città e la sua economia, dall’altro sono un monumento all’ignoranza ambientale. Quindi i Partiti della sinistra tradizionale che sostengono questa maggioranza, dovranno impegnarsi a perseguire iniziative politiche che non portino alla tassazione dei cittadini, ma che vadano a prendere denaro laddove il denaro c’è e viene fatto sfruttando la ricchezza dei carraresi. Per concludere due parole sul nuovo partito del centrodestra: Berlusconi, potendo fare e disfare a suo piacimento senza dovere rendere conto a nessuno, ha spiazzato tutti e tratta direttamente con Veltroni. Un vantaggio noi repubblicani l’abbiamo: si ritorna (o almeno pare) al proporzionale. Per il resto la nostra area culturale di riferimento resta l’ELDR e come ho già avuto modo di dire, vedo in futuro una semplificazione del quadro politico in senso europeo. Un area popolare, una socialista, una liberaldemocratica, una conservatrice, una di ispirazione postcomunista ed una ambientalista. E quindi, ai repubblicani carraresi, dico quanto già detto per il PD: non ci interessa il nuovo partito del centrodestra. Ma ci deve interessare la costituzione di un forte partito liberaldemocratico, meglio se liberalrepubblicano.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 20.11.07

Parliamo del Porto Turistico
post pubblicato in Articoli, il 9 maggio 2007
Ridare vita alla prestigiosa marineria locale

Detto ciò che avevamo da dire sui temi principali, entriamo ora nel dettaglio di quelli programmatici. Parliamo quindi del Porto Turistico anche per rispondere e chiudere con la “ Fallaci de no’artri”. Cominciamo con il chiarire cosa intendiamo per Porto. Quando abbiamo lanciato la proposta, il P.R.I. ha sostenuto che ogni posto barca equivaleva a due posti di lavoro, fra diretto ed indotto. Parlavamo forse di burchielle o di gozzi? NO. Parlavamo di vascelli da 20 mt. in su. Per questo tipo di imbarcazioni occorre almeno un marinaio per unità. Ecco fatto che vado subito a ridare vita alla prestigiosa marineria locale e rilancio l’Istituto Nautico, ora spento.



A questo punto aggiungiamo che qualcuno deve farle queste barche, qualcuno deve arredarle, altri fornire le attrezzature super tecnologiche di cui sono dotate e quindi incentivo la cantieristica, la componentistica e di conseguenza lo sviluppo di un terziario orientato verso un know-how che non teme concorrenza con Cina o India. Un Porto degno di questo nome, a mio parere, non deve contenere meno di 2000 posti barca. Di conseguenza sono necessarie le infrastrutture, i servizi legati alla nautica, alberghi, ristoranti, negozi di prestigio e di artigianato locale, e tutto quanto collegato ad un turismo qualificato e di alto livello. Fare un porticciolo per accogliere le barchette che ci sono oggi al Club Nautico non serve a niente. Creare un porto come ho accennato, permette anche l’innesco di un radicale mutamento culturale : da città di macinatori di marmo e devastatori dell'ambiente , col tempo, potremmo diventare una città di mercanti, di tecnici elettronici ed informatici di altissimo livello, di costruttori, di operatori turistici, e via dicendo. Anche la risorsa marmo verrebbe radicalmente modificata in quanto le cave sarebbero inserite nel pacchetto turistico che si andrebbe a formare e l’estrazione sarebbe finalizzata solo ad un prodotto di grande qualità. Quindi si fermerebbe lo scempio al monte, aumenterebbe notevolmente il valore aggiunto, i rischi sui luoghi di lavoro si ridurrebbero in modo significativo.
Rimane un punto fondamentale: dove può essere realizzata una simile struttura? Il programma del Candidato Zubbani prevede il levante. Non intendo, per ora, entrare nel merito di questo argomento che è prevalentemente tecnico. Pongo solo una domanda: siamo sicuri che un simile intervento alla foce del Lavello non inneschi un fenomeno erosivo sulla costa sud fino a Viareggio?
Ne discuteremo nel prossimo intervento.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 09.05.07


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Porto Turistico Istituto Nautico Marmo

permalink | inviato da il 9/5/2007 alle 19:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
A tutti gli iscritti e simpatizzanti del P.R.I. di Carrara
post pubblicato in Segreteria, il 3 novembre 2006
La sinistra post comunista è ormai giunta al capolinea

Cara Amica, caro Amico,
dalla stampa locale avrai appreso quanto intensa sia l’attività del Partito, e come questo sia presente su tutti i temi più importanti della vita cittadina. La nostra posizione politica è di totale autonomia, in quanto proponiamo alla Città temi programmatici più che innovativi, se non addirittura rivoluzionari. Carrara è culturalmente ed intellettualmente in agonia. Occorreranno generazioni per riprenderci. La sinistra post comunista è ormai giunta al capolinea e non si intravedono forze politiche capaci di proporre una classe dirigente degna di questo nome, tranne il Partito Repubblicano Italiano. Stiamo coagulando intorno a noi una serie di realtà politiche, sia partiti che movimenti, che sapranno, al momento opportuno, proporre uomini e donne in grado di rivoluzionare gli assetti politico economici cittadini, ormai consunti.



Il nostro schieramento sarà numericamente uguale a quello di destra e sinistra, ma qualitativamente molto superiore. Noi ci batteremo per trasformare il porto di Marina da commerciale in turistico, con la creazione di oltre 10.000 posti di lavoro, fra diretti ed indotto. Faremo di Marina di Carrara un gioiello di turismo e fermeremo il massacro dei nostri monti, mandando a casa le multinazionali del carbonato di calcio. Torneremo ad essere i primi nel mondo nell’estrazione del marmo, valorizzando il marchio di Carrara. Inoltre non permetteremo ai “compagni” di portarci via il nostro Ospedale. Al limite lo privatizzeremo. Qualcuno si chiede se abbiamo già una cordata di industriali pronti a farci le cliniche private. Purtroppo per ora no. Ma non disperiamo di trovarli. Certo, Amici carissimi, la battaglia è fra Davide e Golia. Ci hanno portato via tutto, tranne la storia e la dignità. Tocca a tutti noi impegnarci per i nostri ideali e la nostra Città. Non aspettate che siano gli altri a risolvere i vostri problemi. Gli attuali politici pensano solo ai loro interessi. Quelli dei Cittadini sono compito delle donne e degli uomini dell’Edera. Tornate alla politica attiva, tornate sul campo di battaglia con noi. Abbiamo sempre fatto la storia in prima linea e non sulle comode e remunerate poltrone del potere, come altri sedicenti “repubblicani”. Ritrovate il vostro orgoglio mazziniano. Quanto meno potremo dire di avere fatto il nostro dovere insieme ad altri come noi. E ricordiamoci che ha vinto Davide. Ti abbraccio.

Roberto Fantoni - Segretario dell'UCC del P.R.I. - Carrara 03.11.2006

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Porto Turistico Marmo Ospedale Etica del Dovere

permalink | inviato da il 3/11/2006 alle 13:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Per ridare a Carrara un futuro con qualche speranza
post pubblicato in Comunicati, il 1 ottobre 2006
C’è solo un modo per poter rilanciare l’economia locale

Si è riunito il Direttivo dell’Unione Comunale Carrarese del Partito Repubblicano Italiano per un esame politico amministrativo della situazione locale. Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:

La presa di posizione di Confindustria lascia molto perplessi. Gli industriali di Massa-Carrara, attaccano con veemenza la classe politica , accusandola di incapacità governativa. L’ Edera condivide in pieno questo pesante giudizio negativo, ma considera assolutamente inopportuno e fuori luogo, che a pronunciarlo sia la classe imprenditoriale locale. L’intera economia provinciale è basata sul lapideo.




L’attività lapidea è parassitaria e legata interamente a concessioni pubbliche. Questo significa che mancano gli elementi di base per poter parlare di classe imprenditoriale. A Carrara di imprenditori veri ce n’è uno solo. Il Sindaco di Carrara, quello che canta “oh bella ciao” insieme al Compagno P, è espressione proprio di Confindustria. L’Assessore provinciale alle Attività Produttive, prima democristiano ed oggi Margherita, è stato direttore di Confindustria. Quindi Confindustria è parte integrante del potere politico locale. Non ha titoli per protestare. Il cancro di Carrara è la monocultura del marmo. Non esistono spazi per altre imprese e non si vogliono creare le condizioni per investimenti esterni. Le multinazionali del carbonato di calcio distruggono l’ambiente, ma hanno già demolito l’economia locale. E sono affiliate a Confindustria.
C’è solo un modo per poter rilanciare l’economia locale: gli imprenditori comincino a fare gli imprenditori e smettano di fare gli schiavi di una classe politica che governa da cinquantanni ed è talmente sclerotizzata da non essere più in grado di esprimere una vera classe dirigente. Si prenda l’Agenda di Lisbona, voluta dal Ministro La Malfa, e si faccia diventare questa la piattaforma di un programma politico per i prossimi 5 anni di governo locale. Chi ne conosce i contenuti sa che è l’unica via percorribile per ridare a Carrara un futuro con qualche speranza. Ma alla base dell’Agenda di Lisbona, c’è il libero mercato ed il rispetto delle sue leggi elementari, ma ineludibili. Primo fra tutti, il rischio d’impresa. La politica deve solo operare per creare gli strumenti atti a favorire gli investimenti. Ma è pensabile poterlo fare in un territorio occupato militarmente dagli eredi di Fidel Castro e Che Guevara? Quindi il messaggio che il PRI manda agli industriali è il seguente: alle prossime elezioni amministrative, adoperatevi per cambiare, dopo 50 anni, la classe politica privilegiando coloro che si impegneranno ad attuare i punti programmatici del protocollo elaborato dall’On. Giorgio La Malfa.

Il Segretario dell'Unione Comunale Carrarese del P.R.I.
Dr. Roberto Fantoni

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Marmo Agenda di Lisbona

permalink | inviato da il 1/10/2006 alle 14:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
"Il buon governo è il soggiacere dell’interesse privato all’ interesse pubblico"
post pubblicato in Comunicati, il 6 agosto 2006

Le proposte programmatiche del PRI

Al pari del più classico gossip estivo, la politica carrarese sta vivendo con un certo divertimento la fase del totosindaco. Gli unici che sono fuori da questa ormai consolidata prassi, sono i repubblicani. Non tanto per entrare all’interno del reality show, quanto per dare risposte ai nostri elettori, riteniamo doveroso illustrare la posizione del Partito Repubblicano Italiano. Fino al 1994, è stato nostro uso discutere prima i temi programmatici. Una volta stabilito il da farsi nell’interesse della città e dei cittadini, i repubblicani sceglievano gli uomini . Dal 1994 a due anni orsono, maggioranza e posti remunerati di governo locale, avevano preso il posto dell’interesse pubblico. Oggi è tornata la linea ispirata da un grande politico, il quale sosteneva che il buon governo è il soggiacere dell’interesse privato all’ interesse pubblico.
Ci auguriamo che non siano sfuggite le prime proposte programmatiche del PRI, sintetizzabili in tre punti fondamentali:

1) Trasformazione del porto commerciale in porto turistico e conseguente creazione di diecimila posti di lavoro.

2) Estrazione al monte di solo lapideo, utilizzando le scaglie come sfrido di lavorazione e non come materia prima. Trasporto delle scaglie, dal monte al piano, a mezzo di una società ad azionariato popolare. Auspicabile trasferimento delle multinazionali del carbonato di calcio verso altri e più confortevoli lidi.

3) Una volta costruito l’ospedale unico di via Mattei, destinare le strutture esistenti alla sanità privata, anziché farci degli appartamenti.

Questi tre punti, da soli, rappresentano una vera e propria rivoluzione politica, economica, culturale e sociale.

Poiché riteniamo che i cittadini carraresi, oppressi da una sorte di “governo etico locale“ da cinquantanni, non daranno la maggioranza assoluta al PRI, stiamo cercando di dare vita ad un terzo schieramento composto da soggetti politici di cultura laica, per riaffermare un’identità storica di sinistra risorgimentale che non ha nulla, ma proprio nulla da spartire con i comunisti, che ancora oggi esistono ed esprimono addirittura la terza carica dello Stato. Questo non significa che siamo in conflitto con il centrodestra, del quale stimiamo uomini e candidato a Sindaco. Semplicemente non siamo di centrodestra, non siamo di centrosinistra, ma siamo laici, ovvero liberi pensatori che esprimono pareri senza pretendere di avere verità assolute da dispensare. Il nostro candidato o candidata sarà un uomo od una donna in grado di raccogliere intorno a sé questo mondo di donne e uomini liberi capaci di pensare con la propria testa senza collocarsi, obbligatoriamente, all’interno di uno schieramento. Se non sarà possibile dare vita ad un terzo raggruppamento, i repubblicani presenteranno una loro lista con il proprio candidato che non potrà essere altro che la massima espressione del Partito. Questa è la nostra logica ed il nostro stile. Mi auguro che buffonate tipo la falsa candidatura di Giorgio La Malfa non abbiano più a verificarsi. Stupidaggini del genere ridicolizzano chi le propone, ma soprattutto, discreditano la politica agli occhi del cittadino.

Il Segretario dell'Unione Comunale Carrarese del P.R.I.
Dr. Roberto Fantoni


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Porto Turistico Marmo Ospedale Elezioni Comunali

permalink | inviato da il 6/8/2006 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Il Pri di Carrara e le priorita' programmatiche
post pubblicato in Comunicati, il 31 maggio 2006
Creazione "porto turistico" e ristrutturazione "complessiva" dei bacini marmiferi

Si è riunito il Direttivo del Partito Repubblicano Italiano per discutere temi di politica locale in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Al termine della riunione è stato approvato il seguente documento:
“Sulla base del lavoro svolto dalle Commissioni, i repubblicani carraresi decidono di approvare due punti prioritari del programma con il quale il Partito si candiderà, alle prossime elezioni amministrative, alla guida della Città. Il primo punto riguarda la trasformazione del porto commerciale di Marina di Carrara in porto turistico. Attualmente, il reddito proveniente dal porto commerciale è bassissimo, con un utile più da aziendina medio piccola che non da grande impresa. Anche i posti di lavoro sono solo circa seicento, con una ricaduta sull’economia locale risibile. Al contrario, il potere conferito alla classe dirigente parassitaria è elevato ed in contrasto profondo con gli interessi della cittadinanza. Per tali motivi i repubblicani, come primo atto della futura amministrazione comunale, imporranno la trasformazione della destinazione d’uso dello scalo marittimo da commerciale a turistico. Poiché il nostro porto può ospitare, al minimo, tremila posti barca, i posti di lavoro diretti, passerebbero da circa seicento ad oltre seimila. Il porto diventerebbe il primo scalo turistico del Mediterraneo, con una ricaduta economica enorme, tale da sconvolgere l’assetto politico economico dell’intera Città. Contestualmente si dovranno adottare strumenti urbanistici adeguati a questa rivoluzione, con la possibilità di edificare alberghi a cinque stelle nella fascia litoranea compresa tra il viale a mare e la via dei bagni. Dovranno essere individuate aree per lo sviluppo commerciale turistico alberghiero nell’area retroportuale, nella zona di Battilana e nell’area della Fiera. Saranno necessarie grandi opere di riconversione per ristoranti, centri congressi, negozi di lusso e quant’altro collegato a questo nuovo tipo di attività. La viabilità dovrà essere progettata ex novo. I depositi di materiali e merci saranno sostituiti da strutture turistiche e l’ambiente verrà valorizzato al massimo, con profitti e reddito incalcolabili, unitamente alla creazione complessiva di almeno diecimila nuovi posti di lavoro. In questo assetto, potrà trovare anche nuovo sviluppo la cantieristica da diporto, con una riconversione del cantiere navale, sulla cui sorte permangono gravi preoccupazioni, a meno di una drastica riconversione. Il secondo punto concerne la ristrutturazione complessiva dei bacini marmiferi, stante la profonda crisi strutturale del settore gestito in modo dilettantesco da questa amministrazione e dai suoi consulenti, e la gestione del prelievo delle scaglie che dovrà essere tolto alle multinazionali del carbonato di calcio. E’ attualmente allo studio dell’apposita Commissione, l’impostazione degli strumenti tecnici e giuridici per impedire il disastro ambientale in atto e la creazione di un soggetto idoneo a consentire la permanenza in Città degli utili derivanti da questa attività, divenuta ormai preponderante rispetto all’estrazione dei blocchi. E’ ferma convinzione dei repubblicani, che la rinascita politica, economica, sociale e culturale, possa realizzarsi solo ridando potere reale ai cittadini, togliendolo dalle mani degli attuali feudatari che considerano i carraresi al pari di “servi della gleba”. Il Direttivo da mandato alla Segreteria politica di sviluppare i punti programmatici approvati nella totale autonomia di indirizzo, pur rimarcando la posizione di netta opposizione all’attuale maggioranza politica.”

Carrara 31.05.06 Il responsabile stampa

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Porto Turistico Marmo Marina di Carrara

permalink | inviato da il 31/5/2006 alle 12:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sfoglia giugno        novembre