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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Mostra di statuine sacre
post pubblicato in Segreteria, il 5 agosto 2010
E’ apparso sulla cronaca del quotidiano “La Nazione” un intervento del Presidente della Circoscrizione di Carrara Centro su una mostra di statuine sacre. Viene interpretato, negli ambienti di critica politica, come una posizione dei repubblicani. Niente di più falso. E’ una posizione personale del Presidente che non coinvolge in alcun modo il Partito. E’, infatti, consolidata posizione repubblicana, rispettare le opinioni e le fedi di tutti. Sia in un senso che nell’altro. Questo è un abito mentale del repubblicano che porta i cretini a dire che i repubblicani sono dei voltagabbana o, addirittura, dei saltimbanchi. Perché nell’Italia di oggi, coloro i quali usano il cervello in modo autonomo non sono da ammirare ma, anzi, da denigrare. L’autonomia di pensiero, da una parte e dall’altra, è vista come un “peccato grave” e chi la pratica è un soggetto pericoloso da combattere. In Mazzini c’è: “Dio, Patria e Famiglia” e “Capitale e Lavoro nelle stesse mani”. Il pensiero repubblicano è onnicomprensivo e non può essere catalogato in alcun modo, da nessuno.

Inoltre è bene che, fin da ora, ci si rassegni al fatto che nel Congresso di autunno, si ricomporrà un unico soggetto politico repubblicano, collocato nella sua area culturale naturale: quella lib-dem. Un’area nella quale hanno cercato asilo figure politiche inquietanti, tipo la compagine dipietrista. Soggetti che della liberaldemocrazia non hanno la storia, la cultura, gli ideali. Finalmente finirà anche la moda di potersi chiamare repubblicani senza avere in tasca nemmeno la tessera del Circolo di Savrudin.

Pertanto i repubblicani considerano legittima la posizione del Presidente, come legittima è l’iniziativa delle madonnine. Non si possono fare i giubilei con business miliardari, mercatini di Lourdes, di Padre Pio e via discorrendo, senza pensare che, in uno stato libero e laico come “dovrebbe “ essere l’Italia, qualcuno ti possa anche prendere per le mele. E’ nel gioco, ed i primi a non scandalizzarsi sono proprio gli uomini del Vaticano. Un po’ come quando i vescovi si sentono in dovere di intervenire nella politica italiana, pontificando, invece di pensare ai gravissimi problemi di ordine morale e penale che attraversano la Chiesa.

Carrara - 05.08.2010 - Roberto Fantoni - Segretario Provinciale del Pri di Massa e Carrara
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