.
Annunci online

Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Il P.R.I. e la F.G.R. all'opera per il rilancio del Partito
post pubblicato in Comunicati, il 18 aprile 2011
La Segreteria Provinciale di Massa e Carrara del P.R.I., in risposta alla richiesta della Federazione Giovanile Repubblicana in merito al cambio del nome ai gruppi consiliari comunali e circoscrizionali degli eletti Repubblicani nel Comune di Carrara, la Segreteria Provinciale del PRI precisa quanto segue:” Premesso che gli eletti nelle liste Repubblicani per Carrara rappresentano a pieno titolo anche il Partito Repubblicano, tale lista era espressione delle varie componenti le quali, con l’ultimo Congresso Nazionale, hanno deciso di riunificarsi nel PRI. Potrebbe apparire ovvio e scontato che la lista Repubblicani per Carrara assuma nuovamente il suo nome storico. Tuttavia la democrazia ha le sue regole e queste vanno rispettate. Fare parte di un Partito tradizionale come il PRI è una grossa assunzione di responsabilità, che impone all’iscritto il rispetto delle leggi interne, dei suoi usi e costumi, del suo stile di fare politica e, soprattutto, della condivisione dei suoi obbiettivi. Il Congresso non ha solo sancito la riunificazione dei Repubblicani di tutta Italia, ma ha posto le basi per la Costituente Liberaldemocratica di stampo europeo (ELDR). E’ ovvio che questo modifica profondamente la linea politica del Partito fino ad oggi tenuta e restituisce ai Repubblicani la totale libertà di giudizio sui temi di politica nazionale e locale. Non si può, quindi, pretendere che “ope legis”, tutti i Repubblicani compiano un atto di fede, sconosciuto alla nostra storia ed alla nostra cultura, e rientrino immediatamente nel Partito, cancellando quasi due decenni di divisioni e discussioni. E’ compito di questa Segreteria, pertanto, lavorare affinché tale progetto ambizioso venga condiviso da tutti gli amici, che nessuno venga perso per strada, e che il convincimento sulla validità della Costituente sia fortemente radicato nei Repubblicani, perché il compito che ci aspetta è difficilissimo e l’entusiasmo dovrà essere il motore principale. Dobbiamo riconoscere a tutti i Repubblicani carraresi, iscritti e non, la loro fattiva collaborazione ed il loro totale sostegno a questa iniziativa, con gratitudine particolare al Gruppo Consiliare Comunale. Gli aspetti da chiarire sono moltissimi ed il contributo di ognuno è fondamentale. La forza e la bellezza del PRI consiste proprio nel fatto che ogni Repubblicano è un partito a se stante. La sua saggezza è nel trovare sempre scelte comuni e condivise. Pertanto si ringraziano gli amici eletti che hanno già deciso di modificare il nome del gruppo nei Consigli di Circoscrizione e si invitano tutti i Repubblicani a partecipare alla riunione che si terrà sabato 30 aprile alle ore 10 nella sede storica del Partito per avviare il lavoro di confronto e di dibattito su questi temi per il rafforzamento del PRI in vista delle elezioni del prossimo anno.”

Carrara 16 aprile 2011 - Roberto Fantoni, Segretario Provinciale di Massa e Carrara e Consigliere Nazionale del P.R.I.
Ricomposta la diaspora repubblicana
post pubblicato in Segreteria, il 1 marzo 2011
Si comunica che è stato celebrato il 46° Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano. La mozione congressuale che ha preso l’85% dei voti, firmata da Antonio Del Pennino, Luciana Sbarbati, Riccardo Gallo, Corrado Saponaro e Oliviero Widmer Valbonesi, sancisce quanto già preannunciato:

” Oggi, di fronte al logoramento delle attuali coalizioni, la ricomposizione dell’unità tra i repubblicani è il primo passo verso la formazione di una più vasta area liberaldemocratica ispirata ai valori dell’ELDR.”

Con questo trova, finalmente, la conclusione il lungo lavoro per ricomporre la diaspora repubblicana. Tale lavoro ha visto, nei repubblicani di Carrara, i primi ad essersi impegnati con le elezioni amministrative del 2006. Naturalmente ora ci attende una fase transitoria, necessaria a rimettere in cammino la macchina organizzativa del Partito. A tale scopo può sorgere la legittima domanda da quale parte stiano i repubblicani. Sebbene l’obbiettivo sia la costituzione, in Italia, dell’area che fa storicamente riferimento all’ELDR, ma dovendo confrontarsi con due poli uguali, composti da accrocchi disomogenei di culture diverse e, spesso, inconciliabili, che si fronteggiano elettoralmente solo per la conquista del potere, ..

” il Congresso ritiene che, rispetto ai provvedimenti legislativi del Governo o di iniziativa parlamentare, i parlamentari del PRI debbano esprimere il proprio giudizio solo sulla base di un’attenta valutazione dei contenuti degli stessi, senza altro vincolo che non sia quello della congruità delle tesi programmatiche approvate dal Congresso stesso. Per quanto riguarda le future elezioni politiche, sia che esse si tengano alla naturale scadenza, sia che si svolgano a seguito di uno scioglimento anticipato delle Camere, il Congresso impegna i futuri organi dirigenti a garantire- ove possibile- la presenza di autonome liste dell’Edera e definire le eventuali alleanze senza scelte aprioristiche, sulla base di una verifica delle diverse impostazioni programmatiche e del riconoscimento della piena autonomia riservata agli eventuali eletti repubblicani”.

Questo, naturalmente, ufficializza la posizione politica del PRI a Carrara che a suo tempo, insieme agli amici di Democrazia Repubblicana e dei Repubblicani Europei oggi tornati nel PRI, dette origine alla lista civica i Repubblicani per Carrara. Pertanto la lista che vanta un Consigliere comunale a Carrara, è stata l’antesignana dei risultati congressuali ed oggi, per comune volontà degli attori, a tutti gli effetti rappresenta il PRI. Questo, naturalmente, a meno del fatto che gli amici non vogliano più essere repubblicani e fare scelte politiche differenti.

Ci auguriamo che tutti i repubblicani, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, riscoprano l’orgoglio di essere, insieme agli amici socialisti, un partito risorgimentale che non ha mai abbassato la propria bandiera nella sua lunga storia. E mentre guitti ex comunisti che fino a pochi anni fa non cantavano l’Inno Nazionale ma l’Internazionale socialista, e non amavano la bandiera tricolore, ma quella rossa con falce e martello, oggi, dietro pagamento di 250 mila euro commuovono gli italiani senza storia e senza memoria, noi repubblicani, quell’Inno lo abbiamo scritto e con il nostro sangue mescolato a quello dei socialisti, dei liberali e dei massoni, abbiamo tinto di rosso la bandiera italiana. I repubblicani di Carrara ringraziano i cittadini che, con il loro voto, hanno permesso al Partito Repubblicano di essere ancora rappresentato nel Consiglio Comunale carrarese e ringraziano anche gli amici di Massa i quali, alla luce dei risultati congressuali, stanno riorganizzando la presenza del Partito oltrefoce. I repubblicani, pur con le loro modeste forze, continueranno con maggior determinazione il loro impegno ultracentennale per una politica nobile fatta di rigore morale e senso dello stato.

Carrara 1 marzo 2011 -  Roberto Fantoni  - Segretario provinciale P.R.I. di Massa e Carrara
Soggetti alla ragione e servi di nessuno
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 14 novembre 2010
La relazione del segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara, per il 46° Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, 10-11-12 Dicembre, Hotel Hergife - Via Aurelia - Roma.


Da tutta Europa si stanno dirigendo al Congresso Nazionale dei Repubblicani, a Roma il 10 dicembre, per partecipare ai lavori del 46° Congresso. Vieni anche tu a questa grande festa Repubblicana, per far rivivere le idee, le passioni, i fermenti che hanno fatto grande l'Italia. I Repubblicani ci sono - 10/12 dicembre 2010 - Roma, Hotel Ergife - Via Aurelia.

clicca per la lettura
Mostra di statuine sacre
post pubblicato in Segreteria, il 5 agosto 2010
E’ apparso sulla cronaca del quotidiano “La Nazione” un intervento del Presidente della Circoscrizione di Carrara Centro su una mostra di statuine sacre. Viene interpretato, negli ambienti di critica politica, come una posizione dei repubblicani. Niente di più falso. E’ una posizione personale del Presidente che non coinvolge in alcun modo il Partito. E’, infatti, consolidata posizione repubblicana, rispettare le opinioni e le fedi di tutti. Sia in un senso che nell’altro. Questo è un abito mentale del repubblicano che porta i cretini a dire che i repubblicani sono dei voltagabbana o, addirittura, dei saltimbanchi. Perché nell’Italia di oggi, coloro i quali usano il cervello in modo autonomo non sono da ammirare ma, anzi, da denigrare. L’autonomia di pensiero, da una parte e dall’altra, è vista come un “peccato grave” e chi la pratica è un soggetto pericoloso da combattere. In Mazzini c’è: “Dio, Patria e Famiglia” e “Capitale e Lavoro nelle stesse mani”. Il pensiero repubblicano è onnicomprensivo e non può essere catalogato in alcun modo, da nessuno.

Inoltre è bene che, fin da ora, ci si rassegni al fatto che nel Congresso di autunno, si ricomporrà un unico soggetto politico repubblicano, collocato nella sua area culturale naturale: quella lib-dem. Un’area nella quale hanno cercato asilo figure politiche inquietanti, tipo la compagine dipietrista. Soggetti che della liberaldemocrazia non hanno la storia, la cultura, gli ideali. Finalmente finirà anche la moda di potersi chiamare repubblicani senza avere in tasca nemmeno la tessera del Circolo di Savrudin.

Pertanto i repubblicani considerano legittima la posizione del Presidente, come legittima è l’iniziativa delle madonnine. Non si possono fare i giubilei con business miliardari, mercatini di Lourdes, di Padre Pio e via discorrendo, senza pensare che, in uno stato libero e laico come “dovrebbe “ essere l’Italia, qualcuno ti possa anche prendere per le mele. E’ nel gioco, ed i primi a non scandalizzarsi sono proprio gli uomini del Vaticano. Un po’ come quando i vescovi si sentono in dovere di intervenire nella politica italiana, pontificando, invece di pensare ai gravissimi problemi di ordine morale e penale che attraversano la Chiesa.

Carrara - 05.08.2010 - Roberto Fantoni - Segretario Provinciale del Pri di Massa e Carrara
Verso il 46° Congresso Nazionale del P.R.I.
post pubblicato in Comunicati, il 16 luglio 2010
Lettera ai Repubblicani di Massa e Carrara per il tesseramento

Cittadina, Cittadino,

con le manifestazioni di febbraio e di giugno, abbiamo dimostrato che i Repubblicani ci sono e che hanno saputo resistere a questi lunghi e tristi anni di buio della ragione. L’antipolitica sta esalando l’ultimo respiro e le accozzaglie di destra e sinistra mostrano tutta la loro impotenza. Formazioni “cacciucco”, nate solo per il potere, non potevano durare. Alla fine Ideali e Politica vincono sempre. Basta leggere il grande libro della storia.

Noi repubblicani, quel libro, non lo sappiamo solo leggere: lo sappiamo scrivere !

Fortunatamente il tempo della resistenza è finito. Le fondamenta della casa comune dei repubblicani hanno retto, le strutture di ferro e cemento hanno tenuto e quelle marce si sono sfatte. Meglio così. Ad ottobre, con il 46° Congresso, ci rimetteremo all’opera e tireremo su nuove ed indistruttibili mura; senza mattoni corrotti.

E’ ora di tornare alle Regole ed ai Congressi. Per partecipare ai Congressi occorrono le tessere.

Se vorrai partecipare ad un evento che verrà ricordato nella Storia d’Italia per la nascita di una grande forza liberaldemocratica, dovrai iscriverti entro il 31 luglio. La tessera costa 25 € che andranno tutti alla Direzione Nazionale. Inoltre ritengo che, per ridare slancio al Partito Repubblicano, occorrano donne ed uomini estremamente motivati. Idealisti forti e determinati che considerano ancora l’amor di Patria un patrimonio individuale e collettivo. Donne e uomini che abbiano il senso dello Stato. Donne e uomini convinti che la vita sia “Missione e Dovere” come diceva Mazzini. A settembre convocherò l’Assemblea Generale degli Iscritti ed in quella sede ognuno di noi potrà esprimere il proprio parere in merito alle tesi congressuali. Dopodiché eleggeremo i delegati di Carrara ed andremo a vivere questo grande evento. Per avere la tessera puoi chiamarmi in Studio allo 0585 74604 oppure al mobile 335 6773017.

Vi abbraccio

Roberto Fantoni
Segretario del P.R.I. di Massa e Carrara

Carrara - 14 luglio 2010 - Anniversario della presa della Bastiglia
Il bipartitismo è fallito
post pubblicato in Nota politica, il 31 marzo 2010
L’idea liberaldemocratica e l’unità dei repubblicani

di Francesco Nucara

Il risultato elettorale conferma ancora una volta che il PD è un partito appenninico, come dice Tremonti. La Puglia rappresenta un’anomalia, vista la forza e la determinazione con la quale Nichi Vendola ha messo all’angolo Massimo D’Alema.

Tutti i media esaltano il successo della Lega, cosa vera, ma bisogna ricordare che Berlusconi vince al sud, anche con numeri consistenti, e vince addirittura nel Lazio, dove, dopo il pasticcio della presentazione delle liste, tutti gli opinionisti davano per vincente la Bonino.

Se poi guardiamo al risultato delle provinciali e dei comuni, dobbiamo constatare che il berlusconismo è tutt’altro che finito, con buona pace di quanti pensavano e pensano (quando le aspirazioni si confondono con la realtà) che Berlusconi è ormai al tramonto. Non è così e bisogna prenderne atto.

Non siamo tra coloro che volevano, e forse vogliono ancora, lo scioglimento del PRI, prima nel PDL e ora in un partito carburante. Abbiamo criticato coloro che volevano "inseminare" di cultura repubblicana il PDS e abbiamo contrastato chi voleva replicare la stessa operazione con il PDL.

Queste elezioni hanno dimostrato che il bipartitismo è di là da venire, per problemi ovvi sia a destra che a sinistra. Il PD non solo non riesce a liberarsi dell’IDV, ma addirittura Di Pietro si propone come guida di tutta la sinistra e, in aggiunta, bisogna considerare il problema Vendola.

Nel centrodestra Berlusconi per vincere ha la necessità di tenere ben stretto il legame con la Lega, la quale non pensa minimamente di berlusconizzarsi.

Nel marasma politico in cui si trova l’Italia, l’UDC, con tutto il rispetto per l’amico Casini, più che un’operazione di prospettiva, attua una politica per cui sostanzialmente si allea con chi vince. Se ciò non è avvenuto, come in Puglia, è stato solamente perché non è riuscita a raggiungere gli obiettivi prefissati.

E a nulla vale il discorso della Lega, considerato che con la stessa l’UDC ha collaborato nel precedente governo Berlusconi per cinque anni, anche con la vicepresidenza del Consiglio.

I repubblicani possono interloquire con il partito di Casini, ma sarà ben difficile allearsi con un partito che candida l’on. Binetti a presidente dell’Umbria. Alla faccia dei temi repubblicani sulla laicità! I repubblicani conoscono benissimo la differenza tra abortismo e pedofilia: i clericali un po’ meno. Si va con pazienza e perseveranza verso il progetto liberaldemocratico europeo. Come diceva Eugenio Chiesa: "Certo è opera quella che si richiede dal partito lunga, paziente, senza glorie né lusinghe né premio; nella sua perseveranza, nella abnegazione di tutti sta la bellezza dell’idea e il suo trionfo. A questo lavoriamo." E a questo noi abbiamo lavorato in questi anni, portando il PRI in Consiglio dei Ministri dopo quindici anni ed eleggendo in un Consiglio regionale un candidato repubblicano con una lista repubblicana, anche se composita, ma con l’Edera bene in evidenza. Con buona pace degli uccelli di malaugurio che sostenevano che mai in Calabria avremmo superato lo sbarramento del 4%.

Aggiungiamo pure consiglieri comunali eletti a Lamezia Terme, a Gioia Tauro, a Frattamaggiore e in molti comuni minori.

Andiamo avanti senza timori e senza paure e soprattutto senza egoismi.

Riprendiamo il progetto liberaldemocratico di Milano, anche con chi all’epoca ha disdegnato la partecipazione. Sarebbe saggio e apprezzabile che chi non è d’accordo si rivolga, in via definitiva, al "mercato" politico italiano. Bisogna forse considerare degno di "attenzione" chi definisce "merce avariata" i tanti repubblicani che molto hanno lavorato per dare onore ai propri rappresentanti?

I nostri padri hanno resistito al fascismo e alla monarchia, noi possiamo ben resistere in una democrazia anomala quanto si vuole, ma pur sempre democrazia!

vedi articolo originale


Un buon 2010 per l’Edera
post pubblicato in Nota politica, il 1 gennaio 2010
Una liberaldemocrazia mazziniana nel nostro futuro

di Francesco Nucara

Come dice Roberto Beccantini, giornalista sportivo de "La Stampa", "sarà un anno di sentenze il 2010". Egli si riferisce ovviamente allo sport, ma quest’assunto possiamo tranquillamente trasferirlo alla politica.

E’ molto difficile per noi fare un bilancio politico-partitico dell’anno che si chiude.

Troppe sono le scorie che ci portiamo dietro dagli ultimi anni. Vorremmo che le nostre arterie intasate da anni di accumulo di placche di colesterolo improvvisamente si liberassero da queste ostruzioni e cominciassero a funzionare perfettamente. Non è così e non sarà così.

In questi due anni trascorsi siamo stati talvolta blanditi e insieme subito dopo accusati di tutto. Per dirla con Alan Dershowitz, il più noto avvocato penalista americano, a proposito degli ebrei nemici di Israele: "Queste sono accuse formulate su metafore, imputazioni basate su propaganda, processi guidati da fanatismo, colpe argomentate con la retorica, sentenze dettate dagli slogan".

Sono gli avversari repubblicani nel Partito Repubblicano Italiano che, a corto di argomenti logici sul posizionamento politico, tentano di ribaltare una situazione che loro stessi hanno contribuito a stabilizzare o almeno hanno tentato di farlo non più tardi di un anno fa. Se vogliamo con le nostre modeste forze contribuire a fermare la crisi della politica, bisogna farla finita con la prevalenza dei poteri forti, quelli che danno l’indirizzo politico-parlamentare al Paese senza mai pagare dazio sui tanti errori commessi.

Noi rimaniamo ancorati all’idea del primato della politica.

Questo vale anche per le liberalizzazioni, che non possono essere il viatico verso un mercatismo selvaggio, a discapito delle classi più deboli e con la fine delle pari opportunità per tutti.

Il futuro del PRI è nel progetto liberaldemocratico moderno e ne sentiremo parlare molto presto.

Naturalmente con il ruolo e la capacità che attiene ad ognuno di noi. C’è chi ha il piacere di dilettarsi in letture più o meno amene e chi invece sente il dovere di un lavoro fisico, a volte logorante, per far vivere una famiglia ereditata allo sfascio e con i figli che scappavano a destra e a manca anche per la paura, non del tutto mal riposta, che la casa stesse per crollare.

E’ difficile riprendere un cammino comune che abbia come obiettivo esclusivo l’interesse generale del repubblicanesimo: troppo rancore si è accumulato contro un gruppo dirigente che ha l’unico torto di aver salvato la barca dal naufragio certo. Tuttavia al rancore degli altri noi porgiamo una stretta di mano e la voglia di un confronto per decidere insieme il da farsi.

Come dice Mario Calabresi nel suo ultimo libro "La fortuna non esiste": "Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti metti in piedi".

Noi ci rifiutiamo di arrenderci e di dileguarci in questo o quel partito e non intendiamo nemmeno fare la fine del giapponese che, finita la seconda guerra mondiale, continuava una sua personale guerra.

Intendiamo batterci e lottare per continuare una storia che non abbiamo iniziato noi ma che certamente non vogliamo chiudere noi. Il nostro compito-dovere è quello di dare ad altri la possibilità di continuarla, questa storia. Una storia che nasce con il Risorgimento e che qualcuno vorrebbe capovolgere. Non lo consentiremo e utilizzeremo tutte le nostre forze attualizzando alla società moderna il pensiero mazziniano, seguendo il percorso tracciato da Ugo La Malfa.

Scriveva Piero Calamandrei: "Dove finisce la santa fierezza che comanda di non piegar la schiena di fronte alle soperchierie, e dove comincia la bassa e petulante litigiosità che rifugge da ogni senso di sociale tolleranza e di comprensione umana? E’ questo uno dei più difficili problemi che ogni giorno tormentano la coscienza dell’avvocato…".

Ecco, noi siamo e saremo gli avvocati dell’idea repubblicana che va aggiornata anche o soprattutto con un ricambio generazionale; esso però non deve significare ricambio anagrafico, bensì freschezza delle idee e ostinazione a volerne affermare la bontà.

A noi interessa più la sorte del Partito che quella del Governo. Tuttavia la maggioranza parlamentare di cui tutt’oggi il PRI fa parte è piena di luci ed ombre. Attaccarla sull’economia ci sembra un errore fatale visto che l’Italia, pure in crisi, lo è meno degli altri paesi.

Sarebbe noioso citare qui tutti gli indici economici forniti dall’OCSE, da Moody’s, o dal FMI.

E’ nelle libertà civili e sulla laicità dello Stato che dobbiamo condurre le nostre battaglie parlamentari, anche votando contro la maggioranza, ma in quest’ultimo caso, probabilmente, anche contro alleati che qualcuno prefigura in un prossimo futuro e che comunque sarà il congresso di aprile a definire.

Quando si ha voglia di lottare per gli altri prima che per se stessi, quando le idee contano più di noi stessi, quando si è certi di stare dalla parte del giusto niente è impossibile.

Scriveva il principe di Metternich: "Ebbi a lottare contro il più grande dei soldati, giunsi a mettere d’accordo imperatori e re, uno czar, un sultano, un papa, principati e repubbliche, avviluppai e sciolsi venti intrighi di corte, ma nessuno mi diede maggiori fastidi al mondo d’un brigante d’Italiano, magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato. Il quale ha nome Giuseppe Mazzini".

Forse se avessimo in noi un po’ degli aggettivi sferzanti che Metternich attribuisce a Mazzini potremmo, ancora una volta, vincere la nostra battaglia per l’esistenza di un’idea secolare.

Buon 2010 ai nostri lettori, ai repubblicani con la tessera e a quelli senza. Buon anno all’Italia!

vedi articolo originale
Nucara: "Il Pri resta col Pdl"
post pubblicato in Interviste, il 14 dicembre 2009
Tgcom ha intervistato il Segretario Nazionale del P.R.I.

Manovre al centro, congresso ed elezioni regionali. In questi giorni di movimenti di Palazzo, il Partito Repubblicano “resta dov’è, alleato con Berlusconi con cui abbiamo fatto un accordo e nelle cui liste siamo stati eletti”, dice al Tgcom il segretario Francesco Nucara. “Lo facciamo convinti perché siamo rimasti autonomi”. "Il fronte nazionale di Casini? Propaganda elettorale e Rutelli non convince".

Segretario, però non tutti la pensano come lei...
“Guardi, a parte Giorgio La Malfa che vorrebbe passare con Rutelli e una enclave nella zona di Ravenna che vuole stare col Pd, non ci sono ripensamenti sul territorio. Poi si vedrà al congresso. Noi pensiamo di restare alleati del Pdl”.

Quindi voi non rispondete alle sirene di Rutelli?
“No, anche perché quello che La Malfa non chiarisce è se il Pri si debba sciogliere dentro il partito di Rutelli o meno. Noi vogliamo restare autonomi, è la nostra storia. Se avessimo voluto sciogliere il partito lo avremmo fatto nel Pdl, il che ci sarebbe convenuto decisamente di più.

A proposito di rimescolamenti, come lo vede il “Fronte nazionale” di Casini?
“Secondo me è solo propaganda per le elezioni Regionali. Il problema di Casini è contrapporre un eventuale governo parlamentare alla possibilità di Berlusconi di giocare la carta delle elezioni anticipate, ma poi lo voglio vedere a governare con Di Pietro”.

Quindi alleati col Pdl senza mal di pancia? Nemmeno sui temi della laicità?
“Quel poco di laicità che c’è in Parlamento si trova nel Pdl, penso oltre a noi a Della Vedova o altri. Vede, la laicità è un valore dello spirito, dopo viene la politica. Non si può pensare che la Chiesa si faccia le leggi da sola, ci deve essere una mediazione. Le leggi devono valere per tutti e il Pri si darà da fare in Parlamento.

Cosa pensa delle dichiarazioni di Berlusconi a Bonn?
“Che un politico in una riunione del suo partito può dire quello che vuole. Non era una manifestazione ufficiale era una riunione di partito, il Ppe. Tocca ai suoi colleghi al limite criticare, non agli altri”. 

E dell'aggressione al premier in Piazza Duomo?
"Esprimo la mia più completa solidarietà politica e personale a Silvio Berlusconi per la vile aggressione di cui è stato vittima. "E' stato creato ad arte un clima infame che se non verrà fermato drasticamente, porterà ad ulteriori gravi episodi di violenza. Vi sono partiti irresponsabili che lo alimentano".

Torniamo al congresso, quando lo fate?
“Sicuramente dopo le Regionali. Quella sarà la sede per decidere dove andare. Noi abbiamo due deputati eletti col Pdl e due senatori col Pd. E’ giunto il momento di mettere al centro della nostra politica il progetto di creare una aggregazione liberaldemocratica che in Italia ancora non esiste”.

E come la mette col Pdl?
“Il mio sogno è che Berlusconi venga al congresso e dica di essere un liberal-democratico. Debbo mutuare da Ugo La Malfa: 'la politica si fa con atti cui seguono fatti. Senza questi ultimi sono solo chiacchiere'. Quello dell’aggregazione Liberaldemocratica deve essere innanzitutto una questione culturale, specialmente nel Mezzogiorno”.

Sergio Bolzoni
vedi articolo originale

Nella prospettiva delle elezioni europee 2009
post pubblicato in E.L.D.R., il 26 giugno 2008

Per la costruzione dell'area Liberaldemocratica in Italia

La Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano , nella riunione del 24 Giugno 2008, ha deliberato la costruzione di un’area liberaldemocratica in Italia:

“ La Direzione Nazionale, nel ribadire la collocazione del PRI all’interno della liberaldemocrazia europea, ritiene che il PRI debba porre al centro della sua iniziativa politica ed organizzativa, la costruzione in Italia di una tale area, indispensabile allo sviluppo ed alla modernizzazione del Paese. In linea con le conclusioni del Congresso di Roma e con la Convenzione di Milano, nel prossimo futuro dovrà essere questo l’impegno prioritario del PRI che si propone, pertanto, di avviare tutte le forme di possibile collaborazione con le altre componenti politiche, sociali e culturali, interessate al perseguimento di tale obiettivo. A tale scopo, pur ribadendo il sostegno al Governo, il PRI rivendica la propria autonomia di valutazione. In questa prospettiva la Direzione ritiene che debbano essere sviluppate ed intensificate le iniziative di dialogo con le altre forze che rappresentano le diverse storiche articolazioni del mondo laico e liberaldemocratico. La Direzione conferma che la scelta di collocazione parlamentare nel Gruppo Misto, rappresenta un atto coerente con queste prospettive strategiche, volto anche a sottolineare gli elementi distintivi rispetto alle altre forze che sostengono l’attuale esecutivo “

E, finalmente, con questo documento della Direzione Nazionale, giunge a compimento l’azione politica della Segreteria di Massa e Carrara, che per prima, in Italia, ha riunito i Repubblicani sotto un’unica bandiera ed aperto la strada dell’autonomia dagli schieramenti con l’accordo di Carrara, realizzato assieme agli amici socialisti, anch’essi orgogliosi della loro storia e del loro ruolo. Si potrebbe facilmente ironizzare su Mazzini e Garibaldi, ma liberaldemocrazia e liberalsocialismo dovranno essere, in futuro, le vere aree culturali della politica moderna, superando le fusioni senza Anima e senza Storia, da una parte e dall’altra. La Segreteria Provinciale del Partito Repubblicano Italiano invita tutti i soggetti che intendono partecipare a questo progetto: dai Partiti, alle Associazioni, ai singoli cittadini, ad inviare la loro proposta di assenso a questa Segreteria, in via Loris Giorgi 1 - 54033 CARRARA. Il P.R.I. sarà solo una componente del futuro grande partito liberaldemocratico italiano, aperto a tutti coloro i quali non ritengono che il mondo sia solo in bianco e nero o che la politica sia solo mero interesse personale.

Il Segretario Prov.le - Carrara 26 Giugno 2008

Governo da "rottamare"
post pubblicato in Nota politica, il 9 gennaio 2008
Pecoraro Scanio, Rosa Russo Iervolino, Bassolino e Prodi sono la dimostrazione del fallimento di una falsa politica 

E’ francamente difficile parlare di politica in questi giorni. Quantomeno è difficile parlarne seriamente. Sulla Vandea carrarese ho poco da dire: ho ricevuto un sacco di complimenti ed attestati di stima per la posizione del PRI sul porto di Marina di Carrara. La mia risposta è stata glaciale: dovevate darci tanti voti qualche mese fa. Sono fermamente convinto che il rilancio della Città passi per due punti: immediata riconversione del porto commerciale in porto turistico e cacciata dal nostro territorio delle multinazionali del carbonato di calcio. Dei riconoscimenti postumi non so proprio cosa farne. Lasciamoli ai morti. Inoltre mi sto occupando delle prossime elezioni provinciali e nel comune di Massa. E’ già stato difficile salvare l’Edera a Carrara, ma giocando in casa e dissanguando i voti di Nuova Repubblica, ci sono riuscito. Se il lavoro che sto facendo darà i suoi frutti, faremo liste autonome con l’Edera che appoggeranno candidati svincolati dai due grandi schieramenti, sia alle provinciali che alle comunali. Che Dioniso ci aiuti. Comunque prendo l’acchito dei riconoscimenti postumi per sviluppare alcune considerazioni: avete sentito la proposta di riforma elettorale di Franceschini? Vuole la Repubblica Presidenziale. Noi pacciardiani l’abbiamo proposta 45 anni fa. Ci è successo di tutto. Emarginazioni, persecuzioni politiche, accuse di fascismo e di golpismo e via dicendo. Oggi la propone un democristiano e nessuno batte ciglio. Benissimo. Il Segretario nazionale del Partito Democratico è un vecchio comunista, ma anche democristiano, che ai tempi del liceo sventolava il libretto di Mao, ma era anche Kennediano, e quindi favorevole all’intervento armato in Vietnam, voluto proprio da JFK. Franceschini, che è storicamente più a destra, è un democristiano, ma anche un repubblicano pacciardiano. D’altra parte voglio vedere in quale dei gruppi parlamentari europei andrà. Probabilmente verrà nell’ELDR. Ma Franceschini mi è simpatico. La Maria Rosaria no. In realtà è tutta una bufala colossale. Un triste gioco delle tre carte come piace tanto a Berlusconi. Si fa proporre alla vittima sacrificale la repubblica presidenziale, magari gollista, e si tratta il proporzionale corretto (al cognac, chinato o in ginocchioni?) con l’UDC. Una cosa è certa: noi non possiamo incidere e quindi è inutile stare a perdere tempo. Francamente sono deluso ed avvilito. La BBC sta mandando in onda immagini dell’Italia piene di spazzatura e di rivolte popolari. E’ questa l’Italia del Partito Democratico? Se la tengano. Non è la mia. E spero non sia di nessun repubblicano. In compenso la situazione economica è ben al di la di ogni possibile visione pessimistica. Molti sono alla fame. Ci sono famiglie che mangiano una volta al giorno ed anziani che vanno a rovistare di notte nei cassonetti della spazzatura. E non sono immigrati o disadattati: sono italiani. Anche se per il sottoscritto non farebbe nessuna differenza. Eppure la nostra classe dirigente fa finta di ignorare tutto questo. Ma non so ancora per quanto lo potrà fare. A Napoli stiamo vedendo sintomi preoccupanti di prodomi rivoluzionari. Camorra o non camorra. Ed i nostri governanti impiegano la maggior parte del loro tempo a discutere su formule bizantine di riforma elettorale, incomprensibili ai più, ma finalizzate alla conservazione del potere personale o di parte. Questa non è politica. E’ il declino della politica. E’ la morte della democrazia. Gli intellettuali di sinistra, di questa situazione, diranno che la colpa è del sistema. Ma il sistema sono loro, le loro auto di lusso, il loro elevato tenore di vita, la loro ipocrisia. Pecoraro Scanio, Rosa Russo Iervolino, Bassolino, Prodi. Effigi del fallimento di una politica falsa che ha allevato vagabondi ed incapaci, tutti ingrassati nella macelleria dell'economia pubblica. E qualche buffone post comunista elogia Ernesto Nathan. Sarebbe meglio che prima si sciacquasse la bocca.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 09.01.08



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Porto Liberaldemocrazia Pd

permalink | inviato da Repubblicani il 9/1/2008 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia marzo        maggio