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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Parliamo del Porto Turistico
post pubblicato in Articoli, il 9 maggio 2007
Ridare vita alla prestigiosa marineria locale

Detto ciò che avevamo da dire sui temi principali, entriamo ora nel dettaglio di quelli programmatici. Parliamo quindi del Porto Turistico anche per rispondere e chiudere con la “ Fallaci de no’artri”. Cominciamo con il chiarire cosa intendiamo per Porto. Quando abbiamo lanciato la proposta, il P.R.I. ha sostenuto che ogni posto barca equivaleva a due posti di lavoro, fra diretto ed indotto. Parlavamo forse di burchielle o di gozzi? NO. Parlavamo di vascelli da 20 mt. in su. Per questo tipo di imbarcazioni occorre almeno un marinaio per unità. Ecco fatto che vado subito a ridare vita alla prestigiosa marineria locale e rilancio l’Istituto Nautico, ora spento.



A questo punto aggiungiamo che qualcuno deve farle queste barche, qualcuno deve arredarle, altri fornire le attrezzature super tecnologiche di cui sono dotate e quindi incentivo la cantieristica, la componentistica e di conseguenza lo sviluppo di un terziario orientato verso un know-how che non teme concorrenza con Cina o India. Un Porto degno di questo nome, a mio parere, non deve contenere meno di 2000 posti barca. Di conseguenza sono necessarie le infrastrutture, i servizi legati alla nautica, alberghi, ristoranti, negozi di prestigio e di artigianato locale, e tutto quanto collegato ad un turismo qualificato e di alto livello. Fare un porticciolo per accogliere le barchette che ci sono oggi al Club Nautico non serve a niente. Creare un porto come ho accennato, permette anche l’innesco di un radicale mutamento culturale : da città di macinatori di marmo e devastatori dell'ambiente , col tempo, potremmo diventare una città di mercanti, di tecnici elettronici ed informatici di altissimo livello, di costruttori, di operatori turistici, e via dicendo. Anche la risorsa marmo verrebbe radicalmente modificata in quanto le cave sarebbero inserite nel pacchetto turistico che si andrebbe a formare e l’estrazione sarebbe finalizzata solo ad un prodotto di grande qualità. Quindi si fermerebbe lo scempio al monte, aumenterebbe notevolmente il valore aggiunto, i rischi sui luoghi di lavoro si ridurrebbero in modo significativo.
Rimane un punto fondamentale: dove può essere realizzata una simile struttura? Il programma del Candidato Zubbani prevede il levante. Non intendo, per ora, entrare nel merito di questo argomento che è prevalentemente tecnico. Pongo solo una domanda: siamo sicuri che un simile intervento alla foce del Lavello non inneschi un fenomeno erosivo sulla costa sud fino a Viareggio?
Ne discuteremo nel prossimo intervento.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 09.05.07


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permalink | inviato da il 9/5/2007 alle 19:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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