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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Pri carrarese: incontro con Corrado Saponaro e Giovanni Postorino
post pubblicato in Segreteria, il 2 novembre 2005
Con il vicesegretario e il segretario della Fgr affrontati temi di politica nazionale e locale

Comprendere a fondo le esigenze dell'elettore

Con grande piacere i Repubblicani Carraresi hanno incontrato il Vicesegretario Nazionale del Partito Corrado Saponaro ed il Segretario della FGR Giovanni Postorino, venerdì 28 ottobre. Sarebbe veramente sprecato parlare della cronaca del giorno, iniziata con problemi: una fitta nebbia sull'aereoporto di Pisa, ha costretto l'amico Corrado di atterrare con un'ora di ritardo. Nonostante il grave disguido e le inevitabili defezioni conseguenti, i dirigenti del Partito sono stati accolti con un affetto ed un calore umano e fraterno che solo gli amici carraresi sanno dare. Non a caso Carrara è la terra d'adozione di Randolfo Pacciardi e Bruno Visentini ed il loro ricordo è ancora vivo e ben presente nei repubblicani. Sarà casuale, ma dopo la recente nomina, il primo atto del nuovo Vicesegretario è avvenuto proprio all'ombra delle Apuane. E da buon politico, l'amico Saponaro lo ha fatto subito notare nel proprio intervento, molto apprezzato dalla platea e dalla dirigenza locale, supportata anche dalla presenza del Segretario Regionale Tristano Governi.Sono stati ovviamente affrontati temi di politica nazionale e locale, come d'uso. Tuttavia, quello che ha veramente colpito, non è stata tanto la qualità degli interventi, scontata in un Partito come il PRI che non avrà grandi consensi, ma esprime ancora una classe dirigente di primissimo piano, bensì l'atmosfera che ha circondato l'incontro. Corrado è stato ricevuto non come rappresentante nazionale del Partito, ma come un vecchio amico fra gli amici più cari di ogni età, sesso e condizione sociale. E' su questo che dobbiamo puntare l'attenzione se vogliamo ricostruire la casa dei Repubblicani. Questo è l'aspetto che, in questa fase dobbiamo curare di più.Abbiamo passato troppi anni a discutere di posti e collocazioni geometriche, perdendo di vista la strada maestra. Oggi che, finalmente, ci siamo liberati della pesante zavorra di arrivisti e poltronari approdati a lidi per loro più fecondi, possiamo e dobbiamo riprendere in mano la nostra storia ed i nostri comuni valori. Sarebbe quasi da suggerire al Segretario Nazionale di imporre l'esposizione del trinomio: Libertà, Fratellanza, Uguaglianza nelle sedi del Partito, in modo da far ricordare agli anziani ed insegnare ai giovani, che in quelle tre parole è condensata la ragion d'essere dei repubblicani. Perché la Repubblica è una forma di Stato che per i repubblicani è incompiuta. Perché la Repubblica è ancora un ideale forte che sublima il concetto stesso di politica. Stiamo commemorando il bicentenario della nascita di Mazzini. In ogni sede sentiamo ribadire che il pensiero del Genovese è di grandissima attualità. Non lasciamo che resti nelle riunioni di autocelebrazione. Diamogli il vestito da terzo millennio e diffondiamolo nella società e, soprattutto, fra i giovani. I giovani chiedono ideali, quelli che oggi vengono definiti valori.I giovani chiedono spiritualità, umanità, amore fraterno, pace, prosperità. E' vero che l'operato dei nostri amici nell'attuale governo è stato impeccabile. Basta pensare al protocollo di Lisbona per renderci conto che i repubblicani, anche in questo buio periodo per la politica, hanno saputo lasciare una traccia fondamentale che solo la storia ci riconoscerà. Ma non possiamo più essere, a livello di confronto fra i Partiti, sempre e solo degli oscuri servitori della Patria. I mezzi di comunicazione hanno fame di nuove proposte. Dobbiamo conquistarci gli spazi con grinta e coraggio. Agli amici Saponaro e Postorino, i repubblicani carraresi, anarchici e rivoluzionari, chiedono soprattutto questo: con la nuova legge elettorale sarà nuovamente presente la lista dell'Edera?Chiediamo il voto agli italiani, soprattutto ai giovani, su un programma che unisca proposte fattive e concrete al sogno dell'Utopia. Altrimenti i giovani vanno da coloro i quali sanno, meglio di noi, parlare con la voce della concretezza.

Roberto Fantoni Pri Carrara
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