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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Governo al capolinea, le decisioni tornino al Popolo
post pubblicato in Segreteria, il 8 febbraio 2008
L’economia nazionale sta sprofondando nel baratro

Cari amici repubblicani, mi si chiede incessantemente di illustrare la posizione del Partito in questo momento. Non posso farlo. Il motivo è semplice: nel centrodestra la discussione è totalmente aperta ed ogni anticipazione sarebbe inutile e deleteria. Tuttavia, come Segretario del PRI carrarese ho il dovere di esprimere alcune opinioni personali, fermo restando che è mio preciso dovere rimettermi alle decisioni degli Organi Dirigenti Nazionali. Limiterò la mia analisi a due aspetti: il primo è la situazione interna al mondo repubblicano. Con l’adesione dell’MRE al Partito Democratico, oggi l’unico soggetto repubblicano sulla scena politica è il PRI. A poco valgono le chiacchiere di coloro i quali aderiscono al PD come repubblicani. Se si aderisce al PD si è del PD. Non si è più repubblicani. Può sembrare strana una affermazione così perentoria da parte mia che sono sempre stato aperto ad ogni istanza interna e, laicamente disponibile al confronto dialettico. Tuttavia anche un laico deve avere dei limiti oltre i quali non sia concesso andare. Il Partito Democratico nasce dalla fusione di due grandi culture politiche: quella marxista e quella cattolica. E con questo, credo di aver detto tutto. Quanto ci separi la nostra storia dalla cultura cattolica, non penso valga la pena di sottolinearlo. Quanto siamo lontani dalla cultura marxista lo faccio dire a Mazzini: … Da una prefazione ad un volume del marzo 1862: ... Poi venne il Materialismo, filosofia di popoli schiavi o che stanno per diventar tali, e spense più sempre il bisogno di un Ideale che ci avrebbe ricondotti alla nostra tradizione … con questo ritengo di avere risposto a tutti quei somari che ragliano alla luna, riempiendosi la bocca di Mazzini ed il culo di poltrone delle amministrazioni di sinistra. Il secondo punto è la politica nazionale. Se in Italia mettessimo insieme tutte le teste pensanti di destra, centro e sinistra, non arriveremmo a formare una vera classe dirigente al completo. Nella migliore delle ipotesi potremmo arrivare al 75%. L’economia nazionale sta sprofondando nel baratro. Quello è il vero problema. Altro che formule bizantine, partiti unici e leggi elettorali. E’ un problema di uomini capaci, in grado di proporre soluzioni che ci consentano di continuare a far parte delle più grandi democrazie occidentali. A mio parere non ci riusciranno i Veltroni e neppure i Berlusconi. Dobbiamo farlo tutti insieme, lasciando da parte gli interessi di parte e smettendola di dire cretinate sull’importanza degli schieramenti. Se la barca affonda si affoga tutti. E allora, cari repubblicani, visto che ci riempiamo la bocca di Mazzini, cerchiamo di seguirne l’insegnamento. Abbandoniamo la filosofia del diritto per tornare all’etica del dovere. Pensiamo alla Patria come alla casa di tutti gli italiani ed inchiniamo le nostre bandiere all’Ideale di Nazione. E che il Partito Unico di tutti noi si chiami Italia. Concludo con un auspicio utopistico: che i partiti liberaldemocratici si uniscano a socialisti e radicali ed esprimano un proprio candidato alla guida del futuro governo nazionale: Giorgio La Malfa.

Un abbraccio fraterno 

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 08.02.08
Assemblea generale degli iscritti
post pubblicato in E.L.D.R., il 10 dicembre 2007
Verso la Costituente Liberal-Democratica Europea

Cari Amici, vi scrivo questa lettera al ritorno dai funerali di Vittorio Fabrizi. Non ne starò qui a commemorare la figura visto che lo conosciamo tutti benissimo. Mentre aspettavo fuori dalla chiesa, ricordavo come tutte le volte che mi ritrovavo a parlare con lui, prima o poi mi diceva: Robertino non mi far girare i coglioni ! A quel punto sapevo che era d’accordo con me ma, come nel suo carattere, non poteva darmela vinta. E devo dire che, fino in fondo, pur con la voce affaticata, lo spirito è rimasto indomito. Ed è anche grazie a uomini come lui, che ho avuto la fortuna di incontrare, se oggi sono qui a parlare con voi di politica. Come le vicende nazionali insegnano, stiamo andando verso la Terza Repubblica. Naturalmente uso un termine massmediatico in quanto, come ben sapete, l’unica Repubblica che riconosco è quella Romana. Certamente è finita la cosiddetta seconda, quella del bipolarismo e del maggioritario a tutti i costi. Stiamo viaggiando verso un nuovo sistema elettorale che avrà pesanti ripercussioni istituzionali. Si stanno componendo le aree culturali politicamente più affini, che ricalcano il quadro europeo: Popolari, Socialisti, Liberaldemocratici, Destra, Sinistra comunista, Verdi. Il Partito Repubblicano è componente dell’area liberaldemocratica, infatti aderisce da sempre all’ ELDR. In questi quattordici anni di marasma socio culturale, i nostri spazi elettorali si sono sempre più ristretti a causa della mercificazione della politica e nella trasformazione di questa in un prodotto da banco del supermercato. Nel futuro non sarà più così. Ogni area sarà rappresentata da un partito, o da un gruppo di partiti, e l’area che prenderà più voti governerà per tutta la legislatura. Naturalmente, in voi, sta sorgendo una domanda: quali sono i soggetti politici che concorreranno con il PRI a costituire l’area liberaldemocratica? Non ho una risposta. La più banale, quella più aderente ad una linea “moderna” sarebbe: tutti quelli che si riconoscono nei valori liberaldemocratici. Ovvero tutti: fascisti e comunisti compresi. Mi auguro che non sia così. Il Partito sta lavorando da tempo e con impegno su questo grande progetto, che dovrebbe accomunare tutti gli spiriti di libero pensiero i quali non si riconoscono nella demagogia e nel populismo dei grandi partiti. Libertà, fratellanza, umanità, tolleranza, meritocrazia, libero mercato. Ma, soprattutto, senso del Dovere, rispetto degli altri e di se stessi, amore per la Patria. Lotta alla povertà ed ai fondamentalismi religiosi di tutti i tipi. Questi saranno i punti fondanti sui quali si gioca l’avvenire dei repubblicani e di tutti gli italiani. Questa è la grande sfida che ci attende. Questi non sono solo valori: sono Ideali. Sono gli Ideali, da oltre cento anni, dei Repubblicani Italiani. E non sono ne di destra ne di sinistra. Come ho già avuto modo di dire al Partito, ci attende una sfida impossibile. Come disse Garibaldi, fatta di lacrime e sangue. Se qualcuno di noi si aspetta ricompense o prebende è bene che non faccia parte del Partito Repubblicano. Se pensa di poter fare carriera o guadagnare soldi facili, prenda altre tessere. Se, al contrario, è disponibile a portare il proprio mattoncino, insieme a tutti noi, per costruire la casa dei repubblicani e liberaldemocratici europei, allora si comporti di conseguenza e rinnovi la propria adesione al Partito Repubblicano entro il 20 dicembre.
Colgo l’occasione per convocare l’Assemblea Generale degli Iscritti che si terrà Giovedì 13 dicembre alle ore 18 presso la sede del PRI in via Loris Giorgi a Carrara. Sono certo che sarete tutti presenti. Agli amici che per giustificati motivi non potranno partecipare, auguro fin da ora un prospero e sereno anno nuovo.
Un abbraccio

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 04.12.07
Tutti parlano alla pancia e nessuno al cervello
post pubblicato in Nota politica, il 11 ottobre 2007
Democrazia e Repubblica non sono la stessa cosa

Sono preoccupato. Molto preoccupato. Il sistema è scoppiato, non regge più. Se qualcuno di noi pensa che sia possibile uscire da questa grave situazione politica, avrei piacere di conoscere il suo pensiero. Nel ’94 la Magistratura abbattè il vecchio sistema politico fondato sui Partiti. Lo fece usando impropriamente gli strumenti del proprio potere democratico, ma non fu senza ragione: anche allora il sistema stava implodendo. Lo Stato era ingovernabile ed anche noi repubblicani abbiamo avuto le nostre responsabilità non ascoltando le voci dei pochi Pacciardiani che da molti anni lanciavano l’allarme. Esisteva un pericolo di “ dittatura della democrazia “ che può sembrare un ossimoro, ma in realtà non lo è. Come sostengo ormai da tempo, democrazia e repubblica non sono la stessa cosa. La repubblica è uno stato compiuto, praticamente utopico, della filosofia politica. La repubblica porta il cittadino all’autogoverno. E’ la forma-stato più vicina all’anarchia, senza portare con se tutti i cancri del libertarismo. Infatti le basi sono completamente diverse: la repubblica si basa sul Dovere, l’anarchia sul Diritto. Ma noi mazziniani sappiamo bene che il diritto è una conseguenza scontata e non fondante, della cultura del dovere. Fate caso ai “politici” di oggi: parlano tutti di diritti. Nessuno di doveri. Tutti parlano alla pancia e nessuno al cervello. E siamo nuovamente in una situazione di grave pericolo per la nostra fragile democrazia. Gli Italiani, popolo sotto tanti aspetti eccezionale, lo hanno capito. Ma non sanno fare di meglio che sperare nel Demiurgo. E’ vero che anche la tirannia è una forma di democrazia greca: il tiranno veniva nominato e dotato di pieni poteri per far fronte a situazioni di emergenza del sistema democratico. Finita l’emergenza il tiranno avrebbe dovuto tornare a fare il lavoro di prima e lasciare nuovamente spazio ai deliberati dell’Agorà. Il problema è che decideva lui quando dichiarare finita l’emergenza e siccome anche a quei tempi le poltrone piacevano tanto, generalmente il tiranno si trasformava in dittatore e tanti saluti a tutti. Non sarà col dare pieni poteri al demiurgo, che potremo salvare il sistema democratico. La nostra è una profonda crisi culturale che si ripercuote nella classe dirigente. Siamo abituati a premiare i più furbi, i più bugiardi, i più vagabondi. Gli intrallazzatori, gli affaristi, le trappole per polli che costellano il nostro panorama politico nazionale e locale. Carrara è un bell’esempio. Le vicende del Partito democratico una conferma. Il buon Letta, politico giovane, preparato, capace e pragmatico, verrà battuto da Veltroni, politico di antica scuola frattocchiana, ipocrita, demagogo, vuoto come una canna ed incapace come amministratore e come leader. Per chi non è d’accordo basta vedere i risultati della sua carriera: ha fallito dappertutto. E l’esempio lo hai anche a Carrara dove trovi l’apparato schierato con il sindaco e gli operatori economici con il Letta. Ma qualcuno pensa che l’unione fra ex dc e pci possa salvare il sistema? Qualcuno pensa che questa operazione possa fermare l’irresistibile marcia del grande demiurgo Berlusconi? Pura follia. Abbiamo solo una via di scampo che non sia una bella rivoluzione: adottare immediatamente tutte quelle riforme istituzionali che ci portino ad una seria riforma elettorale la quale consenta ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti, lasciando spazio a tutte le culture politiche esistenti. Come? Non mi entusiasma, ma la riforma migliore sarebbe un sistema simile a quello tedesco che consente l’identità politica obbligando ad una semplificazione degli schieramenti. Se il Parlamento vorrà evitare il proprio suicidio e quello della democrazia dovrà farlo subito, in modo condiviso superando gli scontri. Come ai tempi del CLN.
Altrimenti a breve avremo il demiurgo e poi ...

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 11.10.07


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permalink | inviato da Repubblicani il 11/10/2007 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
A tutti gli iscritti e simpatizzanti del P.R.I. di Carrara
post pubblicato in Segreteria, il 3 novembre 2006
La sinistra post comunista è ormai giunta al capolinea

Cara Amica, caro Amico,
dalla stampa locale avrai appreso quanto intensa sia l’attività del Partito, e come questo sia presente su tutti i temi più importanti della vita cittadina. La nostra posizione politica è di totale autonomia, in quanto proponiamo alla Città temi programmatici più che innovativi, se non addirittura rivoluzionari. Carrara è culturalmente ed intellettualmente in agonia. Occorreranno generazioni per riprenderci. La sinistra post comunista è ormai giunta al capolinea e non si intravedono forze politiche capaci di proporre una classe dirigente degna di questo nome, tranne il Partito Repubblicano Italiano. Stiamo coagulando intorno a noi una serie di realtà politiche, sia partiti che movimenti, che sapranno, al momento opportuno, proporre uomini e donne in grado di rivoluzionare gli assetti politico economici cittadini, ormai consunti.



Il nostro schieramento sarà numericamente uguale a quello di destra e sinistra, ma qualitativamente molto superiore. Noi ci batteremo per trasformare il porto di Marina da commerciale in turistico, con la creazione di oltre 10.000 posti di lavoro, fra diretti ed indotto. Faremo di Marina di Carrara un gioiello di turismo e fermeremo il massacro dei nostri monti, mandando a casa le multinazionali del carbonato di calcio. Torneremo ad essere i primi nel mondo nell’estrazione del marmo, valorizzando il marchio di Carrara. Inoltre non permetteremo ai “compagni” di portarci via il nostro Ospedale. Al limite lo privatizzeremo. Qualcuno si chiede se abbiamo già una cordata di industriali pronti a farci le cliniche private. Purtroppo per ora no. Ma non disperiamo di trovarli. Certo, Amici carissimi, la battaglia è fra Davide e Golia. Ci hanno portato via tutto, tranne la storia e la dignità. Tocca a tutti noi impegnarci per i nostri ideali e la nostra Città. Non aspettate che siano gli altri a risolvere i vostri problemi. Gli attuali politici pensano solo ai loro interessi. Quelli dei Cittadini sono compito delle donne e degli uomini dell’Edera. Tornate alla politica attiva, tornate sul campo di battaglia con noi. Abbiamo sempre fatto la storia in prima linea e non sulle comode e remunerate poltrone del potere, come altri sedicenti “repubblicani”. Ritrovate il vostro orgoglio mazziniano. Quanto meno potremo dire di avere fatto il nostro dovere insieme ad altri come noi. E ricordiamoci che ha vinto Davide. Ti abbraccio.

Roberto Fantoni - Segretario dell'UCC del P.R.I. - Carrara 03.11.2006

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permalink | inviato da il 3/11/2006 alle 13:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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