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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Orientare l'Economia al Settore Turistico
post pubblicato in Segreteria, il 2 aprile 2011
I Repubblicani di Carrara condividono la soddisfazione degli amici Socialisti per il temporaneo salvataggio del Cantiere Navale di Marina di Carrara. Tuttavia colgono l’occasione per sottoporre all’opinione pubblica alcune considerazioni di politica locale: “Sono oltre trent’anni che il territorio non compie precise scelte di programma e si procede per emergenze contingenti. A parere dei Repubblicani carraresi, tenendo conto che non esiste una classe imprenditoriale locale, è giunta l’ora che le forze politiche e sociali suppliscano a questo vuoto di carattere economico e culturale".

Per tali motivi pongono alla riflessione comune alcuni argomenti:

- Il Marmo di Carrara deve cessare di essere l’unica fonte di produzione di ricchezza. Si ritiene opportuno procedere ad una radicale e profonda revisione del settore, partendo dal regime concessorio. Il marmo di Carrara deve trovare nell’utilizzo artistico il suo vero e storico valore aggiunto. I repubblicani di Carrara propongono, allo scopo, la realizzazione dell’Università della Pietra nella Città, che ricopra tutti settori di docenza nell’applicazione: dallo scientifico, al tecnologico, all’artistico. Propongono, inoltre, che l’utilizzo degli sfridi di cava, ovvero le famose scaglie, sia limitato ai settori effettivamente coltivati come lapideo. La parte estrattiva, unitamente al Parco delle Apuane, deve trovare una corretta valorizzazione nel settore turistico e scientifico-naturalistico.

- La politica economica carrarese deve essere orientata prevalentemente al settore turistico. Per tali motivi, oltre alla valorizzazione delle risorse naturali, si dovrà procedere alla immediata trasformazione del porto commerciale in turistico, lasciando al commerciale una banchina, più che sufficiente per i traffici attuali. In questo modo si risolve anche il problema del Nuovo Pignone. Contestualmente potrà andare avanti il progetto del porticciolo, ultimato il quale, i risultati di questa nuova politica economica indicheranno quale indirizzo dare allo scalo marittimo.

01 Aprile 2011 - Roberto Fantoni - Segretario Provinciale P.R.I. di Massa e Carrara
Esame della situazione legata alle problematiche del settore marmo
post pubblicato in Segreteria, il 29 aprile 2010
Riunita la Segreteria dell’Unione Comunale Carrarese del PRI

Si è riunita la Segreteria dell’Unione Comunale Carrarese del PRI, unitamente al Gruppo Consiliare, per un esame della situazione politico-amministrativa legata alle problematiche del settore marmo.

Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:

“ Sulla base dei dati relativi alla produzione nel settore marmo, in estrema sintesi,possiamo schematizzare quanto segue:

a) l’escavazione al monte ha incrementato la produzione e l’export.
b) La lavorazione al piano ha subito un crollo di circa il 50% a causa della contrazione del mercato del granito.

Risulta quindi, semplice e chiaro, che il settore dell’escavazione ha bisogno di un riassetto profondo sul piano politico, programmatico e strutturale, ma non corre rischi immediati. Essendo i giacimenti, un bene indisponibile di proprietà dei cittadini di Carrara, è necessario ed indifferibile che le forze politiche e sociali affrontino il problema con un dibattito sereno e costruttivo.
In questo non dobbiamo sottovalutare il fatto che la qualità tecnica e commerciale del marmo di Carrara è unica al mondo, con buona pace dei versiliesi e dei garfagnini. Profondamente diverso appare il problema in merito alla lavorazione. Carrara ha vissuto troppo tempo illudendosi che nessuno avrebbe mai imparato a lavorare il marmo ma, soprattutto, il granito. Oggi, paesi esteri che fino ad un paio di decenni fa, non sapevano nemmeno come mettere un blocco sotto sega, importano i blocchi, li segano, lucidano le lastre e le lavorano. Forse la qualità non è la stessa, ma l’enorme differenza dei costi rende molto più competitivi sul mercato i loro, rispetto ai nostri prodotti. L’impressione che si ha è che i nostri operatori di settore attendano che nei paesi emergenti l’evoluzione sociale alzi anche a loro i costi e che il mercato si riequilibri. Viene molto sottovalutato anche il blocco degli investimenti provocato dalle assurde procedure di caratterizzazione dei suoli imposte dal SIN. D’altra parte le proposte sul lapideo : dal distretto minerario al polo tecnologico, sembrano dettate più dalla necessità di far vedere che qualcosa si sta facendo, più che dalla convinzione che siano le scelte risolutive. Per quanto concerne il Distretto minerario, sia ben chiaro che Carrara deve avere la golden share e nessuno, in alcun modo, può pensare di avere un ruolo trainante in questo settore. Lucca e Pietrasanta vivono di realtà produttive diversificate. Carrara solo di marmo e non può, per nessuna ragione, rinunciare alla leadership. Meglio, in caso contrario , non fare il distretto. Il polo tecnologico può essere interessante, ma non si devono creare carrozzoni politici. Deve essere fatto nell’IMM, all’interno della quale tutte le componenti sono già rappresentate. Si costituisca una commissione di “veri” esperti del marmo, si conferisca un incarico professionale ad una società esperta in marketing , famosa a livello nazionale, disposta a legare il proprio guadagno ai risultati conseguiti dalle soluzioni e si elaborino le proposte per il rilancio effettivo del settore. Ma che il bastone di comando resti a Carrara.

Carrara - Aprile 2010 

Roberto Fantoni 
Segretario del P.R.I. di Massa e Carrara
tratto da LA NAZIONE 23 luglio 2005
post pubblicato in Articoli, il 23 luglio 2005
I Repubblicani sparano a zero sul nuovo regolamento e accusano pesantemente il sindaco diessino Giulio Conti

"Tutto concentrato nelle mani dei pochi soliti noti"

CARRARA (Ms) – Accuse pesantissime del Partito Repubblicano Italiano che, a proposito degli agri marmiferi, parla di "provvedimenti sempre piu' illiberali". Il Pri invita "i cittadini ad alzare la testa e far sentire la voce per impedire ai padroni delle ferriere di fare tutto cio' che vogliono, perche' Carrara e' dei carraresi ed e' ora che se la riprendano". E aggiunge: "Chi per storia e tradizione dovrebbe tutelare gli interessi della collettivita', ha di fatto reintrodotto le rendite parassitarie che solo a parole la sedicente sinistra carrarese voleva combattere, e che sta mettendo la citta' nelle mani di pochi, in questo caso ai "baroni" del marmo. Il regolamento voluto dal sindaco significa togliere alla Citta' un bene comune per assegnarlo ai pochi soliti noti. Non e' una politica di sinistra, ma conservatrice e revanscista". Nel mirino soprattutto il diessino Giulio Conti: "La concentrazione delle migliori cave nelle mani degli amici del sindaco affossa sempre piu' le nostre ditte e invece di aprire alla competitivita' si pensa solo a fare gli interessi dei singoli. Denunciamo – conclude il P.R.I. - l'ennesima manovra di appropriazione dei beni comuni che l'amministrazione e il sindaco stanno pervicacemente portando avanti da quando si sono insediati".

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permalink | inviato da il 23/7/2005 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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