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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Berlusconi si fida del P.R.I.
post pubblicato in Interviste, il 22 dicembre 2009
Voce Repubblicana del 22 dicembre 2009
Intervista a Giancarlo Camerucci
Di Lanfranco Palazzolo

Silvio Berlusconi si fida della lealtà del Partito Repubblicano Italiano. Lo ha rivelato alla “Voce Repubblicana” il Vicesegretario del Partito Repubblicano Italiano Giancarlo Camerucci, che ha incontrato Silvio Berlusconi con la delegazione del Pri il giorno in cui è stato dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano. Oltre a Camerucci, la delegazione del Pri era composta dal Segretario Nazionale del Partito Repubblicano Francesco Nucara e dal consigliere comunale repubblicano al comune di Milano Franco De Angelis.

Dottor Camerucci, come è nata l’idea di un incontro con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo il grave attentato che il capo del Governo ha subito a Milano oltre una settimana fa?
“L’idea della visita che abbiamo svolto lo scroso 17 dicembre è nato in un clima di grande solidarietà umana nei confronti dell’assurdo atto che il Presidente del Consiglio ha subito in Piazza Duomo due domeniche fa. Vedere questa ferocia contro il Presidente del Consiglio ci è sembrata assurdo ed inusuale. La sensazione che abbiamo avuto è stata quella del degrado del clima politico, che non fa parte della nostra storia recente. Il nostro è stata un’iniziativa spontanea ed umana. Il nostro desiderio era quello di poter incontrare il Presidente del Consiglio”.

Eravate sicuri di riuscire a vederlo visto il riserbo che c’era stato attorno al capo del Governo dopo l’aggressione in Piazza Duomo?
“No, non eravamo sicuri di vederlo. Sapevamo che il premier sarebbe uscito tra il 16 dicembre e il 17 dicembre dall’ospedale e che avrebbe avuto la necessità di non vedere nessuno. Ma quando la delegazione del Pri, composta da me e dal Segretario Francesco Nucara, è giunta a Milano non abbiamo atteso molto tempo prima di ricevere una risposta positiva da parte del premier. Berlsuconi si è detto sorpreso di questa violenza contro la sua persona e dell’odio che
ha visto quel giorno in piazza da parte di alcuni che lo hanno criticato in piazza”.

Cosa vi ha detto in particolare sul Pri?
“Ci ha ringraziato per l’appoggio che abbiamo dato e continuiamo a dare al Governo. Ha sottolineato che il Partito Repubblicano Italiano ha dato il suo appoggio al Pdl pur senza entrare nel nuovo partito. Noi abbiamo ribadito a Berlusconi che non vogliamo ammainare la bandiera del repubblicanesimo e dei repubblicani pur restando fedeli all’impegno dell’alleanza con l’attuale governo. Abbiamo ribadito a Berlusconi l’intenzione di dare il nostro apporto alla maggioranza con i nostri uomini e il nostro impegno di soggetto politico autonomo per risolvere i problemi del Paese che si sono aggravati con la crisi economica internazionale”.

Che tipo di considerazioni ha fatto Berlusconi?
“Ha detto che si fida del Partito Repubblicano Italiano e che considera il nostro come un partito di persone serie e caratterizzato dalla coerenza. Berlusconi si è detto dispiaciuto che il Pri non ha potuto partecipare attivamente al suo quarto governo nonostante le legittime aspettative del Partito. Noi abbiamo ribadito a Berlusconi che il problema non è affatto quello di un ministero per i repubblicani, ma di portare avanti la nostra collaborazione con la maggioranza, che qualche volta ci soddisfa e qualche volta incontra anche le nostre critiche. Ma questo fa parte della dialettica politica. Questo è il senso di quello che ci siamo detti”.

Quali altri argomenti avete toccato?
“Non abbiamo parlato solo di politica. Abbiamo chiesto a Berlusconi i particolari dell’intervento che ha subito dopo l’aggressione e gli abbiamo domandato nei particolari che tipo di ferite aveva riportato sul viso. Berlusconi era sconcertato per questo gesto perché si ritiene un amico della gente. E non si aspettava un atto del genere. Il Presidente del Consiglio è consapevole della crisi economica e delle difficoltà che incontrano le persone in momenti come questi. E di questo si è rammaricato molto con noi”.

Lo avete trovato depresso per certi attacchi duri che ha subito in queste settimane?
“Berlusconi non è affatto depresso. E’ molto dispiaciuto del clima che ha visto contro di lui. Ma dal punto di vista della tempra, ho avuto l’impressione di un uomo molto forte e che vuole tornare subito all’impegno politico. Lui ci ha detto che avrebbe voluto fare di più per gli italiani, ma i problemi legati al bilancio e alle finanze pubbliche non gli hanno permesso uno sforzo superiore”.

Ha fatto delle domande specifiche sul Pri oltre ai temi che avete trattato?
“Non ha fatto nessuna domanda particolare dopo quello che ci siamo detti. Berlusconi sa perfettamente quanto siamo seri e conosce le motivazioni ideali che ci sono dietro le nostre posizioni. Quando Berlusconi ha parlato di noi lo ha fatto citando i repubblicani come identità politica e ha lodato la lealtà di Francesco Nucara”.

Avete trovato parole di odio da parte di Berlusconi contro il suo aggressore?
“No, non ha pronunciato nemmeno una parola di odio o di critica personale nei confronti di Massimo Tartaglia. Ho avuto l’impressione – ma questa è una mia impressione – che Berlusconi sia più propenso a perdonare questo ragazzo piuttosto che a volere contro di lui la pena più dura. Se dovessi riassumere i sentimenti che ho visto in Berlusconi potrei parlare di serenità, di tristezza per l’atto subito e di grande determinazione nel proseguire il suo impegno politico. E’ pronto per andare avanti sul cammino che il governo ha intrapreso”.
Nucara: "Il Pri resta col Pdl"
post pubblicato in Interviste, il 14 dicembre 2009
Tgcom ha intervistato il Segretario Nazionale del P.R.I.

Manovre al centro, congresso ed elezioni regionali. In questi giorni di movimenti di Palazzo, il Partito Repubblicano “resta dov’è, alleato con Berlusconi con cui abbiamo fatto un accordo e nelle cui liste siamo stati eletti”, dice al Tgcom il segretario Francesco Nucara. “Lo facciamo convinti perché siamo rimasti autonomi”. "Il fronte nazionale di Casini? Propaganda elettorale e Rutelli non convince".

Segretario, però non tutti la pensano come lei...
“Guardi, a parte Giorgio La Malfa che vorrebbe passare con Rutelli e una enclave nella zona di Ravenna che vuole stare col Pd, non ci sono ripensamenti sul territorio. Poi si vedrà al congresso. Noi pensiamo di restare alleati del Pdl”.

Quindi voi non rispondete alle sirene di Rutelli?
“No, anche perché quello che La Malfa non chiarisce è se il Pri si debba sciogliere dentro il partito di Rutelli o meno. Noi vogliamo restare autonomi, è la nostra storia. Se avessimo voluto sciogliere il partito lo avremmo fatto nel Pdl, il che ci sarebbe convenuto decisamente di più.

A proposito di rimescolamenti, come lo vede il “Fronte nazionale” di Casini?
“Secondo me è solo propaganda per le elezioni Regionali. Il problema di Casini è contrapporre un eventuale governo parlamentare alla possibilità di Berlusconi di giocare la carta delle elezioni anticipate, ma poi lo voglio vedere a governare con Di Pietro”.

Quindi alleati col Pdl senza mal di pancia? Nemmeno sui temi della laicità?
“Quel poco di laicità che c’è in Parlamento si trova nel Pdl, penso oltre a noi a Della Vedova o altri. Vede, la laicità è un valore dello spirito, dopo viene la politica. Non si può pensare che la Chiesa si faccia le leggi da sola, ci deve essere una mediazione. Le leggi devono valere per tutti e il Pri si darà da fare in Parlamento.

Cosa pensa delle dichiarazioni di Berlusconi a Bonn?
“Che un politico in una riunione del suo partito può dire quello che vuole. Non era una manifestazione ufficiale era una riunione di partito, il Ppe. Tocca ai suoi colleghi al limite criticare, non agli altri”. 

E dell'aggressione al premier in Piazza Duomo?
"Esprimo la mia più completa solidarietà politica e personale a Silvio Berlusconi per la vile aggressione di cui è stato vittima. "E' stato creato ad arte un clima infame che se non verrà fermato drasticamente, porterà ad ulteriori gravi episodi di violenza. Vi sono partiti irresponsabili che lo alimentano".

Torniamo al congresso, quando lo fate?
“Sicuramente dopo le Regionali. Quella sarà la sede per decidere dove andare. Noi abbiamo due deputati eletti col Pdl e due senatori col Pd. E’ giunto il momento di mettere al centro della nostra politica il progetto di creare una aggregazione liberaldemocratica che in Italia ancora non esiste”.

E come la mette col Pdl?
“Il mio sogno è che Berlusconi venga al congresso e dica di essere un liberal-democratico. Debbo mutuare da Ugo La Malfa: 'la politica si fa con atti cui seguono fatti. Senza questi ultimi sono solo chiacchiere'. Quello dell’aggregazione Liberaldemocratica deve essere innanzitutto una questione culturale, specialmente nel Mezzogiorno”.

Sergio Bolzoni
vedi articolo originale

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