.
Annunci online

Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
XLVIII Congresso Nazionale del Pri
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 26 settembre 2017
8, 9 e 10 dicembre 2017
XLVIII Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano 
Parco dei Principi Grand Hotel & Spa 
Via G. Frescobaldi, 5  - 00198 Roma
------------------


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. congresso nazionale

permalink | inviato da Repubblicani il 26/9/2017 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La mozione approvata dal 47° Congresso Nazionale del Pri
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 21 marzo 2015
(La mozione approvata dal 47° Congresso Nazionale del Pri - Mozione 1 voti 8054, voti contrari 27 - Voti validi 10.071, delegati 156, voti espressi 8081) -----> Il Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, riunito a Roma nei giorni 6,7 e 8 marzo 2015 approva la relazione e la replica del Coordinatore Nazionale Saverio Collura. Il Congresso Nazionale ritiene necessaria un’efficace azione legislativa capace di incidere sulla situazione di acuta crisi che ancora vive l’Italia. In questa prospettiva il PRI conferma il proprio impegno politico al servizio del Paese e della istituzioni repubblicane. I Repubblicani, sui temi della crisi economica, finanziaria ed occupazionale che investe l’Italia, constatano che le soluzioni sino ad ora messe in atto dal Governo non appaiono congruenti con le esigenze e gli obiettivi del Paese, e quindi non sono risolutivi. Conseguentemente il PRI conferma le forti preoccupazioni per la insufficienza dell’attuale politica italiana, che si manifesta attraverso la forte difficoltà messa in atto dagli attuali soggetti politici protagonisti della vita politica nazionale. Il Congresso, pertanto, conferma la necessità di dar vita al progetto della Costituente Repubblicana, Liberal-democratica, quale proposta politica in grado di rappresentare un’alternativa alla crisi della politica italiana, che riassume su di se la responsabilità del non governo di questi ultimi venti anni di vita del Paese. È in questo contesto di estrema difficoltà che deve assumere una rilevanza consistente una ponderata e credibile proposta politica repubblicana, che si possa concretizzare in un'efficace progetto di governo dell'Italia. La proposta repubblicana è indirizzata ai cittadini italiani, ma rappresenta nel contempo l'indicazione della volontà del PRI al dialogo, alla ricerca di convergenze con le forze politiche e con le rappresentanze sociali convinte che mai come in questa difficile fase della vita del paese sia essenziale un confronto serio e serrato, e nel contempo sereno e costruttivo. La sola discriminante passa per la comune analisi della complessa situazione in atto, per la reciproca volontà di costruire soluzioni forti, adeguate ed efficaci sin dal breve periodo, da proiettare poi nella prospettiva strategica dell'Italia. Il Congresso riafferma che il futuro dell'Italia è fortemente ed intimamente connesso a due riferimenti prioritari: l'affermazione della prospettiva politico-federativa dell'unione europea, dovendo però oggi constatare che l'integrazione europea non evidenzia segni di progresso, che la proposta di costituzione comune sembra sconvolta dagli esiti referendari nei singoli stati, che aspetti molto importanti e significativi del trattato di Lisbona risultano del tutto dimenticati, se non addirittura abbandonati; il consolidamento definitivo della moneta unica, come opportunità di crescita economica, come elemento di più accentuata integrazione sociale, e di visione solidale nei rapporti tra gli Stati può essere raggiungibile con l’evoluzione positiva della politica di integrazione generale. Un progetto di governo deve però necessariamente “incorporare” idealità, identità, e progettualità politica, che devono a loro volta riversarsi in un riconoscibile momento operativo ed organizzativo, attraverso il quale sollecitare l'impegno dei cittadini in politica, e per instaurare un nuovo rapporto fiduciario con gli elettori italiani. La volontà e la determinazione di imboccare questa strada originale rispetto al quadro politico italiano, ha prodotto conseguentemente la costruzione di un progetto di governo del Paese che ancora oggi rappresenta la nostra prospettiva strategica. La terapia di risanamento dei conti della finanza pubblica attuata nel biennio 2012-2013 ha prodotto gli effetti possibili, perché ha bloccato la pericolosa deriva degli anni 2010-2011; ma i risultati complessivi non sono ancora tali da ritenere del tutto compiuto il raggiungimento del pareggio strutturale del bilancio pubblico; e tanto meno la stabilizzazione dei parametri economici e finanziari fissati con l'accordo sul fiscal-compact. Manca infatti all'appello la crescita del paese, il cui apporto è essenziale sia nell'ottica della finanza pubblica che in quella del recupero dei livelli occupazionali. La gravità della crisi e l’inefficacia dei provvedimenti oggi all’esame del Parlamento nazionale necessita di un impulso straordinario che imprima una svolta alla situazione dei problemi dell’Italia: serve un intervento forte e straordinario. Un intervento straordinario in grado di produrre l'effetto di imprimere una svolta positiva al sistema produttivo del Nord, e nel contempo di disporre di risorse finanziarie necessarie per impedire il tracollo per eccesso di austerità del sud. Bisogna in sostanza attivare un pacchetto congiunturale di interventi, caratterizzati da una “filosofia” diversa, anche se non contrapposta rispetto alle linee strategiche di medio lungo periodo. Chiediamo che il Governo, avendo utilizzato per la decontribuzione degli oneri previdenziali sulle assunzioni a tempo indeterminato previsto dal Jobs Act i fondi strutturali non spesi dalle regioni del Mezzogiorno, reimpieghi queste somme a favore delle stesse regioni in investimenti strutturali ed infrastrutturali. L'intervento congiunturale che propone il PRI dovrà certamente svolgersi nella cornice strategica, ma potrà comportare transitorie situazioni di non perfetto allineamento con il patto di stabilità del 2015. La durata temporale di questa finestra dovrebbe essere di circa tre anni; l'ordine di grandezza delle risorse finanziarie complessive da mobilitare, in aggiunta a quelle già previste dalla legge di stabilità in corso, dovrebbe attestarsi intorno ai 50 miliardi di euro (oltre tre punti di PIL), da finalizzare alla consistente riduzione del cuneo fiscale, nonché per ridurre il peso delle imposte su pensionati, dipendenti pubblici e lavoratori autonomi (cifra complessiva circa 25 miliardi), ad un piano straordinario di interventi per la tutela del suolo, del patrimonio scolastico, delle risorse idriche e dell'emergenza nel settore dei beni archeologici e culturali (10 miliardi), e ad un piano di accelerazione degli interventi infrastrutturali, con riferimento tanto agli impianti fissi che al settore della ricerca e sviluppo. La copertura finanziaria dovrebbe avvenire attraverso una più accentuata e consistente lotta all'evasione fiscale, per recuperare nel triennio almeno 20 miliardi aggiuntivi. L’altro caposaldo del progetto repubblicano liberal-democratico deve essere la creazione di una moderna articolazione dello stato e delle autonomie per portare a sistema efficiente anche la sua organizzazione e la funzionalità dei servizi. Cinque o sei macroregioni, con funzioni di programmazione, 22 città metropolitane, comuni a 25/30.000 abitanti, abolizione affettiva delle Province uscita da tutte gli enti e dalle public utilità, quasi 9.000, molte prive di dipendenti e solo composte di amministratori vicini ai partiti. La valutazione degli standards qualitativi dei servizi deve essere parametro fondamentale per l’aggiudicazione delle gare. Un’unica stazione appaltante per macroregione, o in alcuni casi per il paese. Occorre ribaltare la concezione del welfare state da Stato assistenziale, caritatevole e corporativo a stato efficiente, che in cambio di tasse moderate restituisce ai cittadini e alle imprese un sistema sociale e dei servizi funzionale ed efficiente. Occorre pensare a forme straordinarie di intervento con fiscalità di vantaggio a favore delle regioni del meridione per evitare un ulteriore depauperamento di questa parte del paese nei confronti delle regioni economicamente più evolute e produttive. Passare dalla politica di concertazione tipica degli stati corporativi, che media interessi particolari per scopi elettorali, a una politica di programmazione dove la politica e chi governa affrontino strutturalmente i bisogni maggiori e gli squilibri in un’ottica di interesse generale; la concertazione avviene sugli obiettivi prioritari della programmazione. In questa ottica ci sembra del tutto priva di efficace consistenza l’azione messa in atto dal governo, e per esso dall’Agenzia delle Entrate in modo specifico, che non riesce a fronte di un’evasione annuale stimata in circa 130 miliardi di euro a mettere in atto comportamenti e strumenti di sicuro contrasto. L’ulteriore quota di finanziamento dovrebbe avvenire attraverso il blocco della spesa corrente ai livelli del 31/12/2013, con l'eliminazione conseguente degli incrementi di spesa corrente già previsti dal DEF 2013. In quest’ottica si rende necessaria l’immediata attivazione di interventi di tagli di spesa ragionati e mirati. La restante parte di risorse finanziarie necessarie dovrebbe incidere sul deficit di bilancio; comportando con ciò effetti negativi, destinati però ad essere riassorbiti per effetto della conseguente crescita del Pil e della base occupazionale. La condizione pregiudiziale che questo percorso possa esplicarsi, passa attraverso l’assunzione di serio e credibile piano delle riforme, che sono la cartina di tornasole di una reale ed incisiva manifestazione di volontà della politica italiana di imboccare finalmente e definitivamente la strada virtuosa del governo del paese. Per questo il Congresso ritiene del tutto inefficaci i provvedimenti che oggi intasano il Parlamento (la legge elettorale, e la riforma del Senato), e che non faranno fare nessun passo avanti alla credibilità riformatrice. Le riforme utili e necessarie sono quelle che vanno ad incidere per correggere i meccanismi inceppati della politica e dal governo dell’Italia. L'impegno che dobbiamo assumere ora è che provvederemo da subito a dare una struttura organica e definita a tutte queste questioni: sarà questo "Il progetto repubblicano delle riforme per l'Italia". L'intervento congiunturale straordinario ed il piano delle riforme rappresentano le due facce della medesima medaglia: l'uscita dalla crisi dell'Italia. È questa oggi la soluzione più avanzata possibile per far riassumere all’Italia la funzione di Paese pilota del progetto Stati Uniti d’Europa. -----> http://www.partitorepubblicanoitaliano.it/new/47CongressoPRI/MOZIONE.HTM
Elezioni europee del 25 Maggio 2014
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 7 maggio 2014
Il Comitato di Segreteria nazionale del P.R.I. ha emesso il seguente comunicato:

LA LISTA DELL’ALDE: UN IMPEGNO ELETTORALE PER UN PROGETTO POLITICO NAZIONALE.

Il PRI conferma il suo pieno impegno nella prossima competizione elettorale europea affinché il progetto liberal-democratico e la lista che lo concretizza possano avere un positivo risultato; non solo ora auspicabile e sollecitato, ma anche perché voluto e preparato in questi ultimi tre anni di attività politica da tutto il movimento repubblicano italiano.

Per conseguire un tale obiettivo, il PRI considera essenziale che il messaggio da prospettare agli elettori italiani sia permeato da una forte caratterizzazione delle idealità, della cultura, dei contenuti programmatici propri del filone politico laico e liberal-democratico, ben presenti in Europa, ed ancora in ombra in Italia.

Solo attraverso una tale specificazione, che dovrà prevalere rispetto alle istanze ed alle esigenze di immagine dei singoli soggetti che hanno dato vita alla lista, e che potrà trovare concreta indicazione favorendo essenzialmente la presenza politica di GUY VERHOFSTADT e del movimento ALDE, sarà possibile veicolare nell'opinione pubblica italiana la peculiarità di un progetto del tutto nuovo per la sclerotica realtà politica nazionale. Diversamente, il pericolo concreto è che gli elettori percepiscano la lista come l'insieme di alcune forze politiche, più o meno consistenti e, forse, con qualche venatura di competitività tra di loro; elementi questi che sino ad ora non hanno mai prodotto effetti positivi in occasione di precedenti esperienze in competizioni elettorali.

Il PRI, pertanto, auspica e sollecita la individuazione e concretizzazione di strumenti, proposte ed iniziative in grado di dare compiutezza alla prospettiva, anche in funzione nazionale, del progetto liberal-democratico, e che possano assicurare il pieno coinvolgimento di tutti i promotori della lista nella prossima campagna elettorale.

Tutti i partiti, movimenti e associazioni che si riconoscono ed aderiscono all’ALDE (Alleanza Liberali Democratici Europei - Scelta Europea) devono porsi in modo prioritario ed assoluto questa esigenza.

Roma 16 aprile 2014
Tesseramento 2012: scade il 3 gennaio
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 31 dicembre 2012
La Direzione Nazionale, nella riunione del 28 dicembre, ha approvato, all'unanimità, la proposta del Segretario nazionale di prorogare il pagamento delle tessere fino al 3 gennaio 2013. La Direzione Nazionale ha quindi deciso di dichiarare decaduti dalla posizione di iscritto e dagli incarichi eventualmente ricoperti tutti coloro che a quella data non siano in regola con il tesseramento.
Il segretario del P.R.I. scrive ai leader degli altri partiti
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 18 giugno 2011

Riforma elettorale e misure per l’economia sono priorità.

Nucara: aprire un confronto politico serio

Tratto da La Voce Repubblicana del 18 Giugno 2011

L’on. Francesco Nucara ha inviato, in data 15 giugno 2011, la seguente lettera a: Silvio Berlusconi, Presidente P.D.L.; Pierluigi Bersani, Segretario P.D.; Italo Bocchino, Vicepresidente F.L.I.; Umberto Bossi, Presidente Lega Nord; Pierferdinando Casini, Presidente U.D.C; Antonio Di Pietro, Presidente Italia dei Valori; Francesco Rutelli, Presidente A.P.I..

Cari colleghi, mi rivolgo a Voi, tutti insieme, per il senso di responsabilità nazionale che ha sempre caratterizzato il Partito Repubblicano Italiano, da Ugo La Malfa a Giovanni Spadolini. So di rappresentare un piccolo partito, ma spero che in nome di una storia cui tutti Voi avete sempre tributato rispetto, vorrete considerare quanto Vi propongo. (E lo faccio dopo il responso referendario, per evitare ogni strumentale interpretazione).

La situazione economica del Paese è difficile. Non sto ad elencarne i motivi, a tutti Voi noti. Il clima politico è devastante, caratterizzato da una contrapposizione frontale che non invita al ragionamento, ma spinge ad esaltare solo le posizioni di parte, anche le più ingiustificabili.

Cerchiamo un momento di tregua e di riaprire un dialogo tra maggioranza ed opposizione.

Per questo chiedo alla maggioranza, al Presidente Berlusconi ed all'on. Bossi, di offrire la disponibilità ad una riforma dell'attuale pessima legge elettorale e ad aprire un serio confronto su realistiche misure economiche.

All'opposizione propongo, a fronte di questa disponibilità della maggioranza, di non chiudersi a riccio e di non insistere sulla richiesta di dimissioni del Governo come pregiudiziale per ogni dialogo.

Una riforma concordata della legge elettorale, che ridia ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e consenta ad ogni partito di presentarsi con la propria faccia ed il proprio bagaglio di idee, evitando inutili ammucchiate, può ridare dignità alla politica ed avviare un vero confronto per le prossime scadenze elettorali, da concordare comunemente, senza bisogno di governi di decantazione.

Rivolgo a tutti Voi questo invito, che nasce proprio da quel senso di responsabilità nazionale cui mi richiamavo prima.

Dalle Vostre risposte discenderanno anche le future decisioni del P.R.I. Con amicizia,

On. Francesco Nucara, Segretario Nazionale Partito Repubblicano Italiano


Soggetti alla ragione e servi di nessuno
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 14 novembre 2010
La relazione del segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara, per il 46° Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, 10-11-12 Dicembre, Hotel Hergife - Via Aurelia - Roma.


Da tutta Europa si stanno dirigendo al Congresso Nazionale dei Repubblicani, a Roma il 10 dicembre, per partecipare ai lavori del 46° Congresso. Vieni anche tu a questa grande festa Repubblicana, per far rivivere le idee, le passioni, i fermenti che hanno fatto grande l'Italia. I Repubblicani ci sono - 10/12 dicembre 2010 - Roma, Hotel Ergife - Via Aurelia.

clicca per la lettura
Carrara, giù le mani da Giuseppe Mazzini
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 17 maggio 2010
Il monumento all’apostolo dell’Unità d’Italia non si tocca
Una provocazione inaccettabile per i repubblicani




Il segretario del Pri Francesco Nucara farà tutto quello che è in suo potere per allertare le autorità nazionali, dal Capo dello Stato al ministro dei Beni culturali, per evitare che a Carrara venga spostato il monumento a Mazzini, come pure intende fare la giunta.

E siamo grati all’amico Fantoni, segretario cittadino del Pri di Carrara che si è subito speso contro questa iniziativa; così come ci hanno fatto piacere le dichiarazioni determinate dell’amico Mario di Napoli, presidente nazionale dell’Ami, che ha assicurato che "impediremo con ogni mezzo la realizzazione di un’offesa alla Storia d’Italia, alla tradizione democratica e repubblicana, al popolo di una città martire della Resistenza".

Sia ben chiaro che noi non prendiamo in considerazione nemmeno l’ipotesi di uno spostamento momentaneo del monumento di Mazzini a Carrara. Lo facciamo sapere alla giunta comunale e al sindaco Zubbani che, con tranquilla disinvoltura, pensa alla rimozione. Mazzini non è un soprammobile. E non vogliamo nemmeno occuparci della questione che concerne la mostra della Biennale o della statua che si vuole collocare al suo posto, dedicata all’onorevole Bettino Craxi; e altre stramberie piuttosto disgustose di cui pure si legge sui giornali. Facciano tutto quello vogliono, ma Mazzini non si tocca. E attenzione a mancargli di rispetto collocandogli accanto elementi impropri. Al comune di Carrara ci ripensino, cambino idea. La giunta è fatta di sprovveduti che non sanno a che cosa vanno incontro. I sentimenti mazziniani di Carrara sono inalienabili e non ci si scherza sopra. Si scordino di metterli in magazzino per una settimana. Oltretutto non potevano scegliere un momento peggiore per un’operazione tanto sconsiderata. A Carrara la giunta e il sindaco non si sono accorti che ricorre il centocinquantenario dell’Unità nazionale e che, per quanto si discuta di questa data e delle sue celebrazioni con un’infinita varietà di sensibilità e di argomenti, tutti sono concordi su una sola cosa: e cioè che Mazzini è da ritenere il padre della patria, che a lui si deve la lotta per l’idea stessa dell’unità nazionale. Perché Mazzini non era rassegnato alla politica del dato di fatto e aveva una visione capace di preconizzare quello che non c’era ancora. Di tutte le città d’Italia Carrara vanta le più consolidate tradizioni mazziniane, tanto che ci siamo chiesti se la giunta di sinistra, fatta da socialisti, ex comunisti e quant’altro, volesse cogliere il destro per compiere una qualche insolente provocazione. Abbiamo letto che il sindaco ride, gli assicuriamo fin da ora che gliene passerà la voglia. Evidentemente non ha ancora capito a cosa va incontro, ma se ne accorgerà presto. Noi discutiamo volentieri di tutto e in queste settimane questo giornale lo ha dimostrato. Ma i gesti vanno misurati con attenzione e non accettiamo provocazioni su Mazzini. 

vedi articolo originale
Congresso nazionale P.R.I. per tesi in autunno
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 23 aprile 2010
46° Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano

La Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, dopo un esame del risultato elettorale, nel prendere atto della vittoria del centrodestra nelle elezioni regionali e amministrative, esprime soddisfazione per alcuni risultati ottenuti soprattutto nel Mezzogiorno dal Partito Repubblicano Italiano.

Il risultato ottenuto implica un maggior impegno del governo che ha davanti a sé, salvo casi imprevedibili e non auspicabili, tre anni di tempo per realizzare le riforme indispensabili e per modernizzare la struttura economica, sociale ed istituzionale del Paese.

A quest’opera fattiva il Pri intende dare il suo contributo, con un adeguato sforzo di collaborazione che potrà manifestarsi nel corso del prossimo congresso nazionale che la Direzione ha fissato per il prossimo autunno attraverso un congresso per tesi che dovrà rappresentare un forte contributo alla concretizzazione della linea politica.

Roma, 15 aprile 2010

vedi articolo originale
Il documento del Cn del Pri
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 26 ottobre 2009
Il Consiglio Nazionale del PRI, nell’approvare la relazione del Segretario, individua nel rilancio di una prospettiva liberal-democratica il perno centrale della futura azione del partito. Essa andrà qualificata nei suoi contenuti programmatici al fine di contribuire sia al suo rilancio politico che alla più generale soluzione dei problemi dell’Italia. Solo così quell’area, oggi occupata anche da forze politiche che ne negano in radice i valori più autentici, potrà divenire un punto di riferimento più forte, in grado di attrarre nuove energie.

Il Consiglio Nazionale esprime altresì le sue preoccupazioni per la situazione economica e sociale dell’Italia. Se il decorso della crisi si è arrestato, come confermano i principali centri internazionali, una ripresa consistente è ancora lungi dal manifestarsi. In questa situazione i repubblicani non possono che ribadire la necessità di coniugare l’indispensabile rigore ad una azione specifica a favore dello sviluppo.

Centrale dovrà risultare l’azione a favore del Mezzogiorno, vera occasione di sviluppo per l’intero Paese. Ma per ottenere risultati adeguati, occorrerà superare le politiche fallimentari del passato, battere il malaffare e l’azione della criminalità organizzata; realizzare quelle infrastrutture – non solo materiali – che ancora mancano, utilizzando le risorse, che pure ci sono, per obiettivi di carattere generale e non per soddisfare clientele a vantaggio degli amministratori locali.

Occorrono quindi riforme sia di natura economica e sociale che costituzionali, per riportare l’Italia su una direttrice di crescita economica, sociale e civile. I repubblicani si adopereranno affinché questi obbiettivi possano essere perseguiti con il necessario consenso ma anche con l’ineludibile celerità.

Roma, 24 ottobre 2009
Il documento della Dn del Pri: priorità al Mezzogiorno
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 3 agosto 2009
La Direzione nazionale del Pri, dopo un lungo ed approfondito dibattito, approva la relazione del segretario.
La Direzione nazionale esprime la sua preoccupazione per l’andamento dell’economia italiana che, malgrado l’invito all’ottimismo del governo, evidenzia il rischio di un ulteriore declino del paese.
In particolare la Direzione nazionale del Pri si è soffermata ad analizzare la condizione complessiva del Mezzogiorno, un’area nella quale crescono progressivamente l’insoddisfazione e l’inquietudine, di cui è manifestazione lo stesso tentativo di dare vita ad un "partito del Sud". Al di là dell’esito di tale tendenza, il Pri ritiene che il governo debba modificare certe impostazioni e ricollocare il Mezzogiorno tra le priorità della sua iniziativa politica.
La Direzione nazionale del Pri ritiene infine che debba essere rivista la legge sul testamento biologico in discussione in Parlamento ed è favorevole alla pausa di riflessione che da più parti viene sollecitata.

Roma, 14 luglio 2009

Sfoglia marzo