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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
Riunita la Segr. Pol. del P.R.I. Carrarese
post pubblicato in Segreteria, il 12 gennaio 2015
La Segreteria del P.R.I. Carrarese si è riunita il giorno 9 Gennaio 2015, per un esame della situazione politico-amministrativa locale. Al termine della riunione è stato rilasciato il seguente comunicato stampa:

"Il recente appello del Governatore Rossi al Ministro Guidi per un “progetto straordinario per l’area apuana“ descritta come l’area di maggior crisi occupazionale della Toscana, richiama tutti noi a prendere coscienza di una situazione di emergenza che troppo spesso dimentichiamo.

Carrara poi, ferita anche dalla recente alluvione, vive una situazione di crescente degrado che colpisce strutture produttive e commerciali di ogni tipo.

A questo punto si impone una accelerazione di tutto quanto può favorire gli insediamenti produttivi dalla bonifica delle aree ancora inquinate al rilancio delle lavorazione in loco del nostro marmo, fino al potenziamento delle infrastrutture.

Il PRI sottolinea, a questo proposito, l’esigenza che proceda l’ammodernamento del Porto che deve essere in grado di aumentare i suoi traffici estendendoli anche alle navi da crociera, tenendo presente che la vicina Spezia le ospita e che, in questa città, accanto al porto commerciale operano ben due porti turistici.

In questo contesto non si comprendono le critiche e le riserve su un possibile investimento a Carrara di un fondo di risparmio di cui è partecipe la nostra Fondazione C.R. Carrara, tanto più che l’investimento dovrebbe riguardare una struttura alberghiera a servizio soprattutto del turismo marino.

Le critiche, all’insegna del tanto peggio tanto meglio, sono basate anche su una palese disinformazione se si arriva a dire che la Fondazione, assieme ad altri, dovrebbe invece acquistare aree destinate a parco pubblico.

Si finge di non sapere che gli investimenti delle Fondazioni devono produrre utili coi quali poi sostenere la cultura, il settore sociale, la sanità ecc.ecc. non le opere pubbliche che competono agli enti locali.

In conclusione, ricorda il PRI, se in questa fase si pensasse di più alle esigenze reali della popolazione e si facesse meno demagogia, sarebbe meglio per tutti."

I Repubblicani e il Cantiere Navale
post pubblicato in Comunicati, il 4 settembre 2014
Nca cosa sta succedendo? Il Partito Repubblicano Italiano di Carrara vuol capire cosa sta accadendo dentro la più grande attività manifatturiera rimasta in Carrara. Non si capisce bene come mai la situazione sia diventata così calda e come mai questi imprenditori abbiano deciso la strada della guerra con i lavoratori. Da che mondo è mondo le società operano grazie alle capacità imprenditoriali e grazie alla qualità del lavoro svolto dalle maestranze; il gruppo che ha rilevato il cantiere nautico apuano invece ha scelto la strada del conflitto continuo e permanente. La segreteria del P.R.I. vuol capire cosa sta succedendo; non devono esserci limiti di trasparenza e di informazione, non può certo essere che scatti il licenziamento perché un dipendente ha fatto entrare giornalisti all’interno della struttura. Poiché siamo certi che nulla hanno da nascondere i soci della società nessun problema devono avere se la attività viene visitata, ed inoltre, poiché subito dopo l’accesso sono state date nuove disposizioni riguardanti l’accesso, in mancanza di tali disposizioni a nessuno verrebbe in mente di licenziare e, al limite, di fare un richiamo. Ricordando però quanto dichiarato dal signor Costantino, amministratore della società, “ vorrei poter licenziare i dipendenti che non sanno fare le cose per assumere altri in grado di farle” forse la logica è una altra: tornare ai tempi del padrone delle ferriere. Siamo nel terzo millennio, i lavoratori hanno dei diritti come anche gli imprenditori ne hanno, i lavoratori hanno dei doveri come anche gli imprenditori ne hanno. Doveri e diritti devono sempre essere rispettati. La attività va avanti bene grazie agli aiuti economici forniti dal Welfare nazionale, l’imprenditore ha rilevato la attività usufruendo di tutti i benefici economici possibili, a qualche mese dalla partenza della nuova attività immaginiamo sia stato iniziato un percorso di formazione che consenta ai lavoratori di essere pronti alle nuove attività lavorative, per far si che progressivamente venga ridotto l’utilizzo di maestranze esterne in assenza del totale utilizzo dei lavoratori in forza eliminando così il costo sulle spalle della collettività della cassa integrazione. E’ giusto che un imprenditore spenda le proprie risorse come vuole con feste o pitturazione di palazzi e fuochi di artificio, purchè queste risorse siano sue e purchè non vengano utilizzate risorse della collettività. Se l’attività è viva è una cosa positiva in questo periodo storico pertanto è giusto che possa progredire sempre più ma non a spese della collettività. Il P.R.I. invita gli imprenditori a ripensare alla assurda posizione tenuta nei confronti dei lavoratori, il dialogo deve esser la voce principe di un rapporto di lavoro lungo e proficuo. La politica ha assunto un ruolo importante nella trattativa fra la società pubblica e la società privata, la politica ha consentito di avere ogni agevolazione possibile per il rilancio di questa attività produttiva, la politica vuole essere parte attiva nel verificare che vengano mantenuti i patti stabiliti. Il Partito Repubblicano Italiano carrarese non consentirà a nessuno di derogare ai patti e sarà sempre dalla parte del lavoro e delle attività lavorative in regola che rispettano i contratti e gli accordi. La Segreteria Repubblicana chiede un immediato incontro tecnico politico per far fronte alla situazione per sgombrare il tavolo da dubbi e per far partire finalmente con il piede giusto l’attività. Nessuno può pensare di usare il ricatto nel mondo del lavoro e  nessuno può pensare di non avere obblighi a lavorare, nel tavolo tecnico verranno fuori le diversità e, in base agli accordi stabiliti, si troverà la quadra della situazione. Se dal tavolo emergerà che qualcuno vuol derogare ai patti il Partito è pronto a schierarsi con ogni mezzo contro questa parte.

Il Segretario del P.R.I. Carrarese - Giuliano Fazzi
Comunicato Stampa della Segreteria del P.R.I. carrarese
post pubblicato in Segreteria, il 4 aprile 2014
Da tempo sulle colonne del Tirreno compaiono a firma di Davide Chiappuella e nei più diversi contesti (Servizi sulla presentazione del libro di Michele Finelli “L’Edera e il marmo” del 04.02.2014.  Commento ad un capitolo del volume di Luciano Pucciarelli “Carrara nella Repubblica” del 29.03.2014) pesanti attacchi all’ultima amministrazione a guida repubblicana degli anni 1991-1993. Dato il tempo trascorso è facile immaginare che queste polemiche retrospettive siano finalizzate a colpire obbiettivi attuali (persone e istituzione) ma, a maggior ragione, si impone una presa di posizione della Segreteria politica locale del PRI che ricordi al Chiappuella che con la storia dei Repubblicani non si scherza e che, fatta salva la libertà di critica che in un giornale serio è sempre consentita, occorre avere tuttavia il rispetto della verità storica e nel nostro caso tenere presente che:

1) L’amministrazione, con il Sindaco repubblicano Alberto Pincione del 1991/1993, guidò la città in uno dei momenti più drammatici del nostro Paese, quello della transazione dalla 1a alla 2a Repubblica caratterizzato da profonde mutazioni politiche ed istituzionali. In questo difficile contesto fu merito proprio di quella coalizione a guida repubblicana se si realizzarono, sia pure in un periodo assai breve, la stesura della Statuto Comunale di cui si era privi, l’avvio della revisione del Piano Regolatore con l’incarico del Prof. Pontuale, l’acquisizione al Porto di una vasta area retroportuale, il risanamento del Carrione dall’inquinamento industriale ed altre importanti opere pubbliche tra cui l’avvio del risanamento del centro storico col completo restauro della Piazza Alberìca, questo per fare solo gli esempi più significativi.

2) Il reiterato riferimento ad una delibera di quella Giunta che avrebbe introdotto la c.d. “forfetizzazione” della tassa sui detriti (favorendo gli imprenditori del settore) è strumentale e infondato poiché non tiene conto del fatto che fino a quando il Senatore Fausto Marchetti, nel marzo del 1999, fece approvare un provvedimento che parificava, ai fini della tassa marmi, il marmo ai suoi derivati (detriti e polveri) non era consentito tassare gli stessi ed era possibile solo addivenire ad intese con le controparti con effetti del tutto marginali (che peraltro nel caso in esame aumentarono gli introiti rispetto alle Amministrazioni precedenti).

3) L’Amministrazione cadde nel 1993 a seguito degli insanabili contrasti insorti all’interno della Giunta per cui il Sindaco rassegnò le dimissioni onde favorire una eventuale nuova maggioranza, il che non fu possibile, per cui si rese inevitabile lo scioglimento della Amministrazione.

Ma i contrasti, a parere del PRI, ebbero la loro vera motivazione nella spaccatura verticale della classe dirigente del PCI-PDS che sarà destinata a minare progressivamente la sua egemonia nella Città ed a determinare il cambiamento di ben tre Sindaci in tre legislature. Ciò premesso non si può non esprimere, ancora oggi, la nostra stima agli Amministratori repubblicani di quel periodo che, pur in una fase di emergenza tennero alto il prestigio della Città. Anzi in questa occasione riteniamo doveroso rivolgere un affettuoso ricordo a quelli tra loro che sono scomparsi in particolare agli indimenticabili Silverio Isoppi e Marco Costi che furono tra i più impegnati e attivi interpreti dell’anima mazziniana del Partito Repubblicano.

Carrara 04.04.2014 - La Segreteria P.R.I. di Carrara
Riunito il Direttivo dell'Unione Comunale del P.R.I. di Carrara
post pubblicato in Comunicati, il 9 dicembre 2011
Si è riunito il Direttivo dell’Unione Comunale Carrarese del PRI. Al termine della discussione è stato approvato il seguente documento:

I Repubblicani di Carrara approvano l’appoggio al Governo Monti deliberato dalla Direzione Nazionale del PRI.

I Repubblicani di Carrara esprimono grande soddisfazione per la ritrovata unità dei repubblicani italiani e ringraziano il Segretario provinciale per il ruolo che il Partito locale ha avuto nel raggiungimento di questo importante obbiettivo, che rende il PRI unico interlocutore per i futuri, possibili, accordi elettorali in vista della tornata della prossima primavera.

I Repubblicani di Carrara esprimono totale e fraterna solidarietà al Cittadino Oscar Giannino, vittima di un’aggressione fascista all’Università di Milano ad opera di delinquenti vigliacchi vicini all’area politica del Sindaco di Milano.

I Repubblicani di Carrara danno mandato al Segretario comunale di aprire le consultazioni per verificare se esistono le condizioni politiche e programmatiche per riconfermare l’alleanza con il PSI, maturata nella legislatura in scadenza. Auspicano che tale alleanza possa essere estesa ad altre forze culturalmente e storicamente affini come API e Italia Futura. Qualora le posizioni programmatiche fossero inconciliabili con la linea politica del Partito Repubblicano Italiano, i Repubblicani di Carrara, deliberano, fin da ora, di presentarsi alle prossime elezioni amministrative con un proprio candidato a Sindaco della Città.

Al centro del confronto con gli altri Partiti dovranno essere posti:

Sviluppo turistico del Comune di Carrara con particolare riferimento alla marineria da diporto. Una volta verificata l’impossibilità di poter dare vita al porto turistico alla foce del Torrente Lavello, i Repubblicani di Carrara si impegnano ad ottenere la riconversione del porto commerciale, attualmente dominio di una lobby incompatibile con gli interessi della Città.

Difesa delle strutture sanitarie carraresi dalla politica di smantellamento portata in atto dal Presidente della Regione Toscana. Impegno totale per dotare la Città di un polo sanitario di grande livello, possibilmente pubblico o privato convenzionato.

Revisione totale del Regolamento degli Agri marmiferi con abolizione del regime enfiteutico e limitazione ad una sola concessione per lo sfruttamento dei giacimenti minerari. Limitazione ad una società ad azionariato popolare per l’estrazione, il trasporto e la lavorazione delle scaglie di cava. Chiusura della Progetto Carrara e revisione delle partecipazioni nelle aziende derivate.

I Repubblicani di Carrara deliberano di non accettare possibili alleanze all’interno delle quali si ritrovino liste civiche che si ispirino alla tradizione mazziniana e repubblicana carrarese in quanto prive di legittimazione storica e politica, ma dettate da interessi particolari di singoli individui.
E’ opinione dei Repubblicani di Carrara che il delirio politico di questi ultimi vent’anni sia giunto al termine e sia tornato il momento della politica nobile, disinteressata ed intesa come dovere civico e non come mezzo di sostentamento o, peggio, di arricchimento personale.

Carrara 09/12/2011 -  Il Segretario comunale P.R.I. - Giuliano Fazzi
Riscoprire il proprio orgoglio ...
post pubblicato in Segreteria, il 27 settembre 2011
La sanità pubblica nel Comune di Carrara è in via di smantellamento. Quando si poteva intervenire non lo si è fatto ed era scontato che succedesse quello che sta avvenendo. I Repubblicani di Carrara si impegnarono, nei lontani anni 80, ad una raccolta di firme per lo sdoppiamento della USL1. Ne furono raccolte decine di migliaia. Nessuno ci ascoltò. Anzi, con la fantasia che ha sempre contraddistinto i vecchi comunisti, fummo tacciati di “bieco campanilismo”. Oggi raccattiamo i risultati di una politica costantemente sottomessa alle volontà massesi. Non è un caso che l’unico Segretario Provinciale carrarese lo abbia solo il PRI. Tutti gli altri sono di Massa a dimostrare che il luogo delle decisioni importanti è oltre foce.

Non tutto è perduto. Se Carrara saprà approfittare della abolizione delle Province ed avrà la forza e l’intelligenza di affrancarsi da Massa, potrà risorgere. Per farlo avrà necessità di riscoprire il proprio orgoglio, non con il dialetto, ma con idee che rilancino l’economia della Città. Del Porto abbiamo lungamente argomentato. Proponemmo la riconversione nel 2007. Ci presero tutti per matti. Oggi la maggioranza dei cittadini la pensa come i Repubblicani di Carrara. Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso le nuove elezioni. La lista del Partito Repubblicano Italiano proporrà alla Città una nuova idea che sicuramente farà discutere: la riconversione delle nostre strutture ospedaliere da pubbliche a private. E’ inutile perdere tempo a difendere l’indifendibile.

E’ inutile sperare che questa classe politica rimedi ai propri errori. Allora prendiamone atto ed andiamo avanti. Monterosso e Monoblocco sono dei carraresi. Quando era la Città, attraverso i propri rappresentanti politici, ad amministrare l’Ospedale Civico di Carrara, abbiamo saputo dare vita ad un polo sanitario di primissimo livello. Eravamo un esempio per tutti. Abbiamo avuto primari che tutti ci invidiavano. Inutile fare nomi che ben conosciamo. Poi è arrivata la riforma bolscevica che ha messo la sanità carrarese nelle mani dei fiorentini. A cosa siamo arrivati è cronaca di oggi ed il responsabile politico di questa situazione è l’attuale Presidente della Regione Toscana. Inutile, quindi, farci illusioni. I Repubblicani di Carrara invitano, pertanto, il Sindaco a farsi promotore di una vera e propria azione di proposta al fine di costruire le condizioni affinché la medicina privata, che sta sempre più sostituendo quella pubblica negli interventi d’elite, trovi interesse a prendere possesso delle nostre strutture ospedaliere, collocate in uno dei più bei posti del mondo e costruite con criteri, ancora oggi, all’avanguardia. La collocazione geografica è ottimale, le infrastrutture sono eccellenti comprese quelle di accesso, il clima è adeguato ed i collegamenti ci sono tutti.

E’ perfino troppo facile capire che: con una forte sterzata verso l’economia turistica riconvertendo il porto; con una decisa valorizzazione del nostro marmo come prodotto di qualità, ristrutturando il settore in modo radicale finalizzandolo anche all’attività culturale e di visita e togliendolo dalle grinfie dei demolitori di montagne; con la nascita di un polo sanitario privato di livello europeo, Carrara potrebbe avviare quella rivoluzione moderna capace di farla diventare un modello di rinascita sociale, culturale ed economica.

E’ infantile ed anche stupido accontentarci del famoso ritornello che belli o brutti siamo i meglio di tutti. Per ora siamo fra gli ultimi in classifica. Vediamo di cambiare strategia e tattica. Con intelligenza e coraggio, nella laica speranza che non ci vogliano altri cinque anni per essere capiti.

Il Segretario Provinciale del P.R.I. di Massa e Carrara - Roberto Fantoni
Lavoriamo per la bellezza dell’idea e il suo trionfo
post pubblicato in Commemorazioni, il 1 marzo 2010
Randolfo Pacciardi e Eugenio Chiesa - L’intervento del segretario Nazionale del Pri a Carrara

"Repubblicanesimo e Massoneria. Chiesa e Pacciardi", Convegno a Carrara del 27 febbraio 2010. Il messaggio di Francesco Nucara.

di Francesco Nucara

Lo scritto che ho inteso produrre nell’aderire alla commemorazione dei due grandi repubblicani del novecento, Chiesa e Pacciardi, non ha alcuna pretesa di ricostruzione storica, bensì la volontà di descrivere le loro figure di mazziniani, repubblicani antifascisti e ambedue massoni.

Bisogna dire che il rapporto tra Massoneria e mazziniani, prima, e repubblicani, dopo, si perde nell’età risorgimentale e forse ancora prima, quando nel 1789 un gruppo di repubblicani (Mazzini ovviamente non era ancora nato) vengono trucidati sulla piazza di un paesino calabrese, Badolato, perché volevano "piantare" sulla piazza principale l’albero della libertà.

Non si trovano documenti che attestino l’adesione di Mazzini alla Massoneria ("Giuseppe Mazzini, uomo universale", 1972). L’apice del rapporto tra Mazzini e Massoneria lo ritroviamo in una lettera "Ai fratelli di Sicilia" del 1863 e in un documento-lettera "A Giuseppe Moriondo a Torino", luglio 1868. Mazzini sosteneva: "La Massoneria fu in passato una nobile e potente istituzione. Il suo primo concetto fu concetto d’emancipazione, di libertà, d’eguaglianza, fra gli uomini, fratelli tutti sotto la legge di Dio"; ma il Maestro, nella sua valutazione, non risparmia certo critiche arrivando ad affermare: "... Abbandonato il primitivo concetto, diventò società senza scopo sociale; accettò nel proprio seno uomini di dottrine contraddittorie; fece suoi capi principi e satelliti di principi; si appagò di vuote forme, senza vera vita, di simboli che non rappresentavano più un’idea … e la Massoneria scadde dalla mente degli uomini, come scadde il papato, come scadde la Monarchia …".

Il senso critico di Mazzini non inficiò peraltro l’adesione alla Massoneria di molti ferventi mazziniani, anche perché nel Risorgimento mazziniani e massoni avevano un’unica unione di intenti: l’Unità d’Italia.

D’altra parte è vero che in molte regioni d’Italia il repubblicanesimo s’intreccia fortemente con la Massoneria.

Mi si consenta un ricordo personale. A Napoli un giovane studente di medicina, Francesco Antonio Leuzzi, si appassionò alle lezioni di Giovanni Bovio che insegnava giurisprudenza. Egli seguiva con grande interesse quelle lezioni che nulla avevano a che vedere con la sua formazione professionale. Seguì Bovio con tale entusiasmo e convinzione che divenne massone anch’egli e si adoperò per fondare, all’inizio del ‘900, il Partito Repubblicano in Calabria. E’ superfluo dire che le sezioni repubblicane erano intitolate a massoni e i congressi si svolgevano in date simboliche come il 1° congresso del PRI calabrese, che doveva svolgersi nell’anniversario del ferimento di Garibaldi in Aspromonte. E massone divenne il liceale Gaetano Sardiello, poi deputato repubblicano alla Costituente. Francesco Antonio Leuzzi, con due cattedre universitarie, Bologna e Napoli, fu tra i 12 professori che per non giurare fedeltà al fascismo dovettero abbandonare l’insegnamento.

Dunque massoni erano i personaggi che oggi ricordiamo insieme: voi fratelli massoni e noi repubblicani, perché in essi è racchiusa la storia che ha attraversato i campi delle vicende risorgimentali.

All’apparenza, ma solo all’apparenza, i caratteri dei due personaggi Chiesa e Pacciardi sembrerebbero agli antipodi.

Il ragioniere Eugenio Chiesa che, nato a Milano nel 1863, approda a Carrara e nel 1904 diviene deputato della circoscrizione di Massa e Carrara, e l’avvocato Pacciardi di Grosseto, che falsifica i documenti per partecipare alla guerra del 1915-18 come volontario, sembrano essere distanti anni luce: metodico ragionatore sui numeri il primo, quanto focoso e impetuoso il secondo.

Eugenio Chiesa visse da parlamentare e da segretario repubblicano la nascita e lo svilupparsi del fenomeno fascista, mentre Pacciardi visse da giovane antifascista cresciuto politicamente e professionalmente sotto la guida di un altro grande mazziniano: Giovanni Conti.

I nostri due eroi della democrazia hanno avuto, per i periodi bellici che li hanno visti coinvolti, più riconoscimenti dagli Stati stranieri che dall’Italia.

E in questo Paese dell’oblio nessuno ricorda più che Eugenio Chiesa fu, tra l’altro, il fondatore dell’Aeronautica Italiana, quando da Commissario di Governo (1917) diede avvio e impulso allo sviluppo dell’Aviazione. Egli partecipò a quel Governo a titolo personale e non divenne ministro per non prestare giuramento "nelle mani del re".

Pacciardi, figlio di un modesto ferroviere, nasce il 10 gennaio 1899 e pone termine alla sua vita il 24 aprile 1991.

L’antifascismo militante dei due era il vero prodotto dell’insieme. Eugenio Chiesa, dopo il delitto Matteotti, nel suo intervento alla Camera ebbe a dire: "Risponda il Capo del Governo! Risponda! Tace! E’ complice!". Meno di dieci parole per scatenare le ire del Duce e la sua volontà di farla finita con un irriducibile avversario.

Il primo avvertimento fu la distruzione della villa di Chiesa a Massa. L’epilogo il suo esilio prima in Svizzera e poi in Francia.

Chiesa si interessava anche, e molto, della classe operaia e in particolare dei suoi "Cavatori di marmo", e la sua apparente mitezza non gli impediva di esercitarsi in duelli con i militari da lui accusati di corruzione o con fascisti ai quali era più che inviso. Nell’ultimo di questi duelli non gli furono fatali le ferite riportate, bensì l’aggravarsi di problemi cardiaci che lo assillavano da qualche tempo. E questi problemi porranno fine alla sua vita nel suo esilio di combattente e organizzatore all’estero della "Concentrazione Antifascista".

Sorte simile tocca a Randolfo Pacciardi quando, a piazza Venezia, sotto il balcone dal quale parlava Mussolini con un gruppo di reduci grida: "Viva l’Italia libera!". Di lì a poco anche Pacciardi lasciava l’Italia per il suo esilio svizzero e poi in Francia.

Lo ritroviamo nella guerra di Spagna contro i franchisti al comando del Battaglione Garibaldi, le cui gesta sono descritte nell’omonimo libro di Pacciardi di cui gelosamente custodisco copia. L’avventura spagnola, malgrado i successi militari del leone di Guadalajara, finisce abbastanza presto poiché Pacciardi si rifiuta di sparare sugli anarchici, anch’essi, ovviamente, antifranchisti, ma proprio perché anarchici poco inclini a sottostare agli ordini dei commissari politici comunisti. L’onestà cristallina di Pacciardi ebbe la meglio anche sulle infamie che i comunisti tentarono di gettare su una figura che onorava e avrebbe onorato l’Italia.

E non bisogna dimenticare i tanti repubblicani che avevano aderito al fascismo ed erano diventati feroci avversari dei repubblicani. Uno per tutti Italo Balbo, contro il quale Pacciardi combatté e vinse in tribunale.

Non sempre la storia repubblicana è stata limpida, e se noi quella storia vogliamo continuare, è bene stare attenti ai voltagabbana.

La vita era particolarmente difficile per i due esuli poiché il PRI, a differenza di altri partiti, PSI e PCI (Unione Sovietica) Popolari poi DC, (Vaticano), fu l’unico partito a non poter contare su appoggi di natura internazionale. Questo permise ai repubblicani di superare meglio la crisi esplosa negli "anni del consenso" quando, nel ‘39, Hitler e Stalin trovarono un’intesa.

Grazie ad una completa indipendenza da ogni condizionamento di carattere internazionale, i repubblicani poterono continuare ad essere i primi a raccogliere l’appello lanciato da Carlo Rosselli nell’estate del 1936: "Oggi in Ispagna, domani in Italia!".

Un tratto comune legava tra loro i due segretari repubblicani: non subire passivamente gli eventi, ergersi da protagonisti con le loro piccole forze. Ed è di un’attualità sconcertante quello che scrisse Chiesa ai repubblicani del Trentino nel 1926:

" ... Certo è opera quella che si richiede dal Partito lunga, paziente, senza glorie, né lusinghe, né premio; nella sua perseveranza, nella abnegazione di tutti sta la bellezza dell’idea e il suo trionfo. A questo lavoriamo.

Diamo aiuto al giornale che sta come l’asta di una bandiera, anche se sguernita oggi del suo drappo, pronta per svolgersi domani. Diamo aiuto alla direzione centrale del Partito perché essa si senta sorretta e confortata nella sua opera diuturna.

Diamo alle sezioni e alle federazioni i nostri tributi di devozione e di fraterno legame. Nessuno manchi al proprio dovere, a quello più umile come al più coraggioso che il Partito richieda e sia motto mazziniano vivo e profondamente sentito: ‘Uno per tutti e tutti per uno’ ...".


E per ultimo dal discorso di Pacciardi al Campidoglio il 16 giugno 1946 per l’inaugurazione della Repubblica:

"…Ebbene Garibaldi e Mazzini hanno dato all’Italia il gusto eterno della gloria. Ma non più della gloria mendace, delle guerre, delle conquiste, della potenza, degli imperi. La gloria bensì delle libere istituzioni civili, delle competizioni nell’arte e nella scienza, nei traffici e nel lavoro, nelle missioni e iniziative. Salutiamo in questa fede la lacera bandiera che risorge dai nostri spasimi e dai nostri lutti per portare nel mondo la gloria civile dell’Italia repubblicana.…"

Questo il breve ritratto di due massoni segretari, in epoche diverse, del Partito Repubblicano Italiano che, con le storie delle loro vite, amarono tutti noi e il nostro mal ridotto Paese.

vedi articolo originale
Governo da "rottamare"
post pubblicato in Nota politica, il 9 gennaio 2008
Pecoraro Scanio, Rosa Russo Iervolino, Bassolino e Prodi sono la dimostrazione del fallimento di una falsa politica 

E’ francamente difficile parlare di politica in questi giorni. Quantomeno è difficile parlarne seriamente. Sulla Vandea carrarese ho poco da dire: ho ricevuto un sacco di complimenti ed attestati di stima per la posizione del PRI sul porto di Marina di Carrara. La mia risposta è stata glaciale: dovevate darci tanti voti qualche mese fa. Sono fermamente convinto che il rilancio della Città passi per due punti: immediata riconversione del porto commerciale in porto turistico e cacciata dal nostro territorio delle multinazionali del carbonato di calcio. Dei riconoscimenti postumi non so proprio cosa farne. Lasciamoli ai morti. Inoltre mi sto occupando delle prossime elezioni provinciali e nel comune di Massa. E’ già stato difficile salvare l’Edera a Carrara, ma giocando in casa e dissanguando i voti di Nuova Repubblica, ci sono riuscito. Se il lavoro che sto facendo darà i suoi frutti, faremo liste autonome con l’Edera che appoggeranno candidati svincolati dai due grandi schieramenti, sia alle provinciali che alle comunali. Che Dioniso ci aiuti. Comunque prendo l’acchito dei riconoscimenti postumi per sviluppare alcune considerazioni: avete sentito la proposta di riforma elettorale di Franceschini? Vuole la Repubblica Presidenziale. Noi pacciardiani l’abbiamo proposta 45 anni fa. Ci è successo di tutto. Emarginazioni, persecuzioni politiche, accuse di fascismo e di golpismo e via dicendo. Oggi la propone un democristiano e nessuno batte ciglio. Benissimo. Il Segretario nazionale del Partito Democratico è un vecchio comunista, ma anche democristiano, che ai tempi del liceo sventolava il libretto di Mao, ma era anche Kennediano, e quindi favorevole all’intervento armato in Vietnam, voluto proprio da JFK. Franceschini, che è storicamente più a destra, è un democristiano, ma anche un repubblicano pacciardiano. D’altra parte voglio vedere in quale dei gruppi parlamentari europei andrà. Probabilmente verrà nell’ELDR. Ma Franceschini mi è simpatico. La Maria Rosaria no. In realtà è tutta una bufala colossale. Un triste gioco delle tre carte come piace tanto a Berlusconi. Si fa proporre alla vittima sacrificale la repubblica presidenziale, magari gollista, e si tratta il proporzionale corretto (al cognac, chinato o in ginocchioni?) con l’UDC. Una cosa è certa: noi non possiamo incidere e quindi è inutile stare a perdere tempo. Francamente sono deluso ed avvilito. La BBC sta mandando in onda immagini dell’Italia piene di spazzatura e di rivolte popolari. E’ questa l’Italia del Partito Democratico? Se la tengano. Non è la mia. E spero non sia di nessun repubblicano. In compenso la situazione economica è ben al di la di ogni possibile visione pessimistica. Molti sono alla fame. Ci sono famiglie che mangiano una volta al giorno ed anziani che vanno a rovistare di notte nei cassonetti della spazzatura. E non sono immigrati o disadattati: sono italiani. Anche se per il sottoscritto non farebbe nessuna differenza. Eppure la nostra classe dirigente fa finta di ignorare tutto questo. Ma non so ancora per quanto lo potrà fare. A Napoli stiamo vedendo sintomi preoccupanti di prodomi rivoluzionari. Camorra o non camorra. Ed i nostri governanti impiegano la maggior parte del loro tempo a discutere su formule bizantine di riforma elettorale, incomprensibili ai più, ma finalizzate alla conservazione del potere personale o di parte. Questa non è politica. E’ il declino della politica. E’ la morte della democrazia. Gli intellettuali di sinistra, di questa situazione, diranno che la colpa è del sistema. Ma il sistema sono loro, le loro auto di lusso, il loro elevato tenore di vita, la loro ipocrisia. Pecoraro Scanio, Rosa Russo Iervolino, Bassolino, Prodi. Effigi del fallimento di una politica falsa che ha allevato vagabondi ed incapaci, tutti ingrassati nella macelleria dell'economia pubblica. E qualche buffone post comunista elogia Ernesto Nathan. Sarebbe meglio che prima si sciacquasse la bocca.

Roberto Fantoni (Segr. U.C.C. del Pri) - Carrara 09.01.08



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Dall' Unione carrarese lettera a Nucara, Segr. Naz.le del Pri
post pubblicato in Segreteria, il 8 ottobre 2005
Il dovere di dare risposte serie a cittadini ed elettori
Le battaglie che verranno

Caro Francesco, non ci conosciamo di persona. Come ben sai, a Carrara abbiamo recuperato una situazione molto difficile. Poco prima delle scorse elezioni regionali, tutti i nostri rappresentanti negli Enti Locali e derivati ci hanno abbandonato, convinti di distruggere il Partito. Ma hanno fatto male i loro conti. Grazie all'impegno degli amici, ed in particolare di Almo e Corradino, l'Unione Comunale ha resistito bene e, sotto certi aspetti, si è addirittura rafforzata. Oggi siamo primi attori sulla scena politica locale e stiamo recuperando la stima e la simpatia di coloro i quali conoscono la nostra storia e la nostra tradizione. Molti che si erano allontanati, stanno tornando. Cittadini amareggiati e delusi vedono in noi una speranza per il futuro. Questo ci inorgoglisce, ma ci responsabilizza. Purtroppo siamo privi di riferimenti istituzionali. Non abbiamo nessun dialogo con la maggioranza di sinistra, ma neppure con l'opposizione di centrodestra. Il sottosegretario alle telecomunicazioni Massimo Baldini, leader locale della CdL, e mio personale amico, è un vecchio socialdemocratico e di lui do lo stesso giudizio che dava Pacciardi dei socialdemocratici. Tuttavia questo non ci preoccupa e non limita in alcun modo la nostra azione politica. Ma la Città vuole, da noi Repubblicani, risposte serie e di governo. I problemi sono immensi: l'economia è inesistente ed il degrado sociale ai massimi livelli. Un figlio del nostro splendido sud mi capisce senza bisogno di troppe parole: la situazione è identica, se non peggiore.
Gli argomenti fondanti fanno capo a due settori: ambiente e porto. Nessuno, meglio di te, può sostenerci in questo duro confronto politico e non possiamo dialogare solo per via epistolare. Abbiamo, quindi, bisogno di sapere quando puoi venire a Carrara, per dedicare una giornata agli amici, durante la quale sviluppare i vari temi e concordare strategie comuni. Se vuoi, possiamo venire noi a Roma, ma non sarebbe la stessa cosa. I Repubblicani hanno diritto di stare con il loro Segretario Nazionale e tu puoi dare loro quello che io non posso: una presenza istituzionale di grosso spessore. Sai meglio di me che la prossima campagna elettorale avrà bisogno di forza e passione. Gli amici sono tutto e si battono per amore del Partito e della Politica. Nessuno meglio del Segretario Nazionale può infondere loro coraggio e vigore. Ed infine, terminando il mio ruolo di segretario comunale e considerato che faremo molta strada insieme, te lo chiedo personalmente. Un abbraccio.

Roberto Fantoni

Unione Comunale Pri Carrara
Carrara, eletto segretario l'amico Roberto Fantoni
post pubblicato in Comunicati, il 14 luglio 2005
Nella stessa riunione si è parlato delle consultazioni elettorali 2006

Proporre seri programmi alla città

Il Consiglio Direttivo dell'Unione Comunale Carrarese del Pri, in data 11/07/05, ha eletto il cittadino Roberto Fantoni Segretario del Partito.

Nella stessa riunione, dopo lungo ed approfondito dibattito politico, è stato dato mandato allo stesso di organizzare, in vista delle prossime elezioni politiche del 2006 ed amministrative del 2007, sessioni di studio settoriali, al fine di proporre alla Città temi programmatici con proposte d'intervento. Vista la complessiva e l'enorme gravità della crisi economica locale, vengono individuate nel porto e nel marmo le priorità d'intervento. I Repubblicani ritengono, infatti, che si debbano produrre, quanto prima, progetti ad esecuzione immediata per la riconversione del cantiere navale e del porto commerciale in strutture ad alto reddito ed elevati livelli occupazionali.

Anche il settore lapideo non può rimanere l'unica fonte di reddito cittadino. La produzione di blocchi ed informi è molto bassa rispetto alla produzione del detrito ed inoltre, ha concentrato in una sola azienda, tutto il meglio della produzione locale creando, di fatto, una struttura monopolistica in grado di controllare il mercato. Si dovrà, quindi, intervenire con una radiale modifica del regime concessorio per ridistribuire la ricchezza fra i veri proprietari delle cave: i cittadini di Carrara. Ancora più grave la situazione dei detriti che producono molte centinaia di milioni l'anno di ricchezza e che lasciano sul territorio solo polvere, traffico di mezzi pesanti e gravi danni alle infrastrutture. Visti gli insopportabili livelli di povertà, l'impegno politico dei repubblicani sarà quello di garantire a tutte le famiglie carraresi, un livello di reddito che renda la loro vita decorosa, nel rispetto delle leggi e della dignità dell'individuo.

Unione Comunale Pri Carrara

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