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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
La mozione approvata dal 47° Congresso Nazionale del Pri
post pubblicato in Dir. Naz.le, il 21 marzo 2015
(La mozione approvata dal 47° Congresso Nazionale del Pri - Mozione 1 voti 8054, voti contrari 27 - Voti validi 10.071, delegati 156, voti espressi 8081) -----> Il Congresso Nazionale del Partito Repubblicano Italiano, riunito a Roma nei giorni 6,7 e 8 marzo 2015 approva la relazione e la replica del Coordinatore Nazionale Saverio Collura. Il Congresso Nazionale ritiene necessaria un’efficace azione legislativa capace di incidere sulla situazione di acuta crisi che ancora vive l’Italia. In questa prospettiva il PRI conferma il proprio impegno politico al servizio del Paese e della istituzioni repubblicane. I Repubblicani, sui temi della crisi economica, finanziaria ed occupazionale che investe l’Italia, constatano che le soluzioni sino ad ora messe in atto dal Governo non appaiono congruenti con le esigenze e gli obiettivi del Paese, e quindi non sono risolutivi. Conseguentemente il PRI conferma le forti preoccupazioni per la insufficienza dell’attuale politica italiana, che si manifesta attraverso la forte difficoltà messa in atto dagli attuali soggetti politici protagonisti della vita politica nazionale. Il Congresso, pertanto, conferma la necessità di dar vita al progetto della Costituente Repubblicana, Liberal-democratica, quale proposta politica in grado di rappresentare un’alternativa alla crisi della politica italiana, che riassume su di se la responsabilità del non governo di questi ultimi venti anni di vita del Paese. È in questo contesto di estrema difficoltà che deve assumere una rilevanza consistente una ponderata e credibile proposta politica repubblicana, che si possa concretizzare in un'efficace progetto di governo dell'Italia. La proposta repubblicana è indirizzata ai cittadini italiani, ma rappresenta nel contempo l'indicazione della volontà del PRI al dialogo, alla ricerca di convergenze con le forze politiche e con le rappresentanze sociali convinte che mai come in questa difficile fase della vita del paese sia essenziale un confronto serio e serrato, e nel contempo sereno e costruttivo. La sola discriminante passa per la comune analisi della complessa situazione in atto, per la reciproca volontà di costruire soluzioni forti, adeguate ed efficaci sin dal breve periodo, da proiettare poi nella prospettiva strategica dell'Italia. Il Congresso riafferma che il futuro dell'Italia è fortemente ed intimamente connesso a due riferimenti prioritari: l'affermazione della prospettiva politico-federativa dell'unione europea, dovendo però oggi constatare che l'integrazione europea non evidenzia segni di progresso, che la proposta di costituzione comune sembra sconvolta dagli esiti referendari nei singoli stati, che aspetti molto importanti e significativi del trattato di Lisbona risultano del tutto dimenticati, se non addirittura abbandonati; il consolidamento definitivo della moneta unica, come opportunità di crescita economica, come elemento di più accentuata integrazione sociale, e di visione solidale nei rapporti tra gli Stati può essere raggiungibile con l’evoluzione positiva della politica di integrazione generale. Un progetto di governo deve però necessariamente “incorporare” idealità, identità, e progettualità politica, che devono a loro volta riversarsi in un riconoscibile momento operativo ed organizzativo, attraverso il quale sollecitare l'impegno dei cittadini in politica, e per instaurare un nuovo rapporto fiduciario con gli elettori italiani. La volontà e la determinazione di imboccare questa strada originale rispetto al quadro politico italiano, ha prodotto conseguentemente la costruzione di un progetto di governo del Paese che ancora oggi rappresenta la nostra prospettiva strategica. La terapia di risanamento dei conti della finanza pubblica attuata nel biennio 2012-2013 ha prodotto gli effetti possibili, perché ha bloccato la pericolosa deriva degli anni 2010-2011; ma i risultati complessivi non sono ancora tali da ritenere del tutto compiuto il raggiungimento del pareggio strutturale del bilancio pubblico; e tanto meno la stabilizzazione dei parametri economici e finanziari fissati con l'accordo sul fiscal-compact. Manca infatti all'appello la crescita del paese, il cui apporto è essenziale sia nell'ottica della finanza pubblica che in quella del recupero dei livelli occupazionali. La gravità della crisi e l’inefficacia dei provvedimenti oggi all’esame del Parlamento nazionale necessita di un impulso straordinario che imprima una svolta alla situazione dei problemi dell’Italia: serve un intervento forte e straordinario. Un intervento straordinario in grado di produrre l'effetto di imprimere una svolta positiva al sistema produttivo del Nord, e nel contempo di disporre di risorse finanziarie necessarie per impedire il tracollo per eccesso di austerità del sud. Bisogna in sostanza attivare un pacchetto congiunturale di interventi, caratterizzati da una “filosofia” diversa, anche se non contrapposta rispetto alle linee strategiche di medio lungo periodo. Chiediamo che il Governo, avendo utilizzato per la decontribuzione degli oneri previdenziali sulle assunzioni a tempo indeterminato previsto dal Jobs Act i fondi strutturali non spesi dalle regioni del Mezzogiorno, reimpieghi queste somme a favore delle stesse regioni in investimenti strutturali ed infrastrutturali. L'intervento congiunturale che propone il PRI dovrà certamente svolgersi nella cornice strategica, ma potrà comportare transitorie situazioni di non perfetto allineamento con il patto di stabilità del 2015. La durata temporale di questa finestra dovrebbe essere di circa tre anni; l'ordine di grandezza delle risorse finanziarie complessive da mobilitare, in aggiunta a quelle già previste dalla legge di stabilità in corso, dovrebbe attestarsi intorno ai 50 miliardi di euro (oltre tre punti di PIL), da finalizzare alla consistente riduzione del cuneo fiscale, nonché per ridurre il peso delle imposte su pensionati, dipendenti pubblici e lavoratori autonomi (cifra complessiva circa 25 miliardi), ad un piano straordinario di interventi per la tutela del suolo, del patrimonio scolastico, delle risorse idriche e dell'emergenza nel settore dei beni archeologici e culturali (10 miliardi), e ad un piano di accelerazione degli interventi infrastrutturali, con riferimento tanto agli impianti fissi che al settore della ricerca e sviluppo. La copertura finanziaria dovrebbe avvenire attraverso una più accentuata e consistente lotta all'evasione fiscale, per recuperare nel triennio almeno 20 miliardi aggiuntivi. L’altro caposaldo del progetto repubblicano liberal-democratico deve essere la creazione di una moderna articolazione dello stato e delle autonomie per portare a sistema efficiente anche la sua organizzazione e la funzionalità dei servizi. Cinque o sei macroregioni, con funzioni di programmazione, 22 città metropolitane, comuni a 25/30.000 abitanti, abolizione affettiva delle Province uscita da tutte gli enti e dalle public utilità, quasi 9.000, molte prive di dipendenti e solo composte di amministratori vicini ai partiti. La valutazione degli standards qualitativi dei servizi deve essere parametro fondamentale per l’aggiudicazione delle gare. Un’unica stazione appaltante per macroregione, o in alcuni casi per il paese. Occorre ribaltare la concezione del welfare state da Stato assistenziale, caritatevole e corporativo a stato efficiente, che in cambio di tasse moderate restituisce ai cittadini e alle imprese un sistema sociale e dei servizi funzionale ed efficiente. Occorre pensare a forme straordinarie di intervento con fiscalità di vantaggio a favore delle regioni del meridione per evitare un ulteriore depauperamento di questa parte del paese nei confronti delle regioni economicamente più evolute e produttive. Passare dalla politica di concertazione tipica degli stati corporativi, che media interessi particolari per scopi elettorali, a una politica di programmazione dove la politica e chi governa affrontino strutturalmente i bisogni maggiori e gli squilibri in un’ottica di interesse generale; la concertazione avviene sugli obiettivi prioritari della programmazione. In questa ottica ci sembra del tutto priva di efficace consistenza l’azione messa in atto dal governo, e per esso dall’Agenzia delle Entrate in modo specifico, che non riesce a fronte di un’evasione annuale stimata in circa 130 miliardi di euro a mettere in atto comportamenti e strumenti di sicuro contrasto. L’ulteriore quota di finanziamento dovrebbe avvenire attraverso il blocco della spesa corrente ai livelli del 31/12/2013, con l'eliminazione conseguente degli incrementi di spesa corrente già previsti dal DEF 2013. In quest’ottica si rende necessaria l’immediata attivazione di interventi di tagli di spesa ragionati e mirati. La restante parte di risorse finanziarie necessarie dovrebbe incidere sul deficit di bilancio; comportando con ciò effetti negativi, destinati però ad essere riassorbiti per effetto della conseguente crescita del Pil e della base occupazionale. La condizione pregiudiziale che questo percorso possa esplicarsi, passa attraverso l’assunzione di serio e credibile piano delle riforme, che sono la cartina di tornasole di una reale ed incisiva manifestazione di volontà della politica italiana di imboccare finalmente e definitivamente la strada virtuosa del governo del paese. Per questo il Congresso ritiene del tutto inefficaci i provvedimenti che oggi intasano il Parlamento (la legge elettorale, e la riforma del Senato), e che non faranno fare nessun passo avanti alla credibilità riformatrice. Le riforme utili e necessarie sono quelle che vanno ad incidere per correggere i meccanismi inceppati della politica e dal governo dell’Italia. L'impegno che dobbiamo assumere ora è che provvederemo da subito a dare una struttura organica e definita a tutte queste questioni: sarà questo "Il progetto repubblicano delle riforme per l'Italia". L'intervento congiunturale straordinario ed il piano delle riforme rappresentano le due facce della medesima medaglia: l'uscita dalla crisi dell'Italia. È questa oggi la soluzione più avanzata possibile per far riassumere all’Italia la funzione di Paese pilota del progetto Stati Uniti d’Europa. -----> http://www.partitorepubblicanoitaliano.it/new/47CongressoPRI/MOZIONE.HTM
I "punti programmatici" per future alleanze
post pubblicato in Mozioni, il 9 aprile 2005



Carrara: mozione precongressuale della sezione "E. Chiesa" - I punti programmatici posti alla base delle future alleanze politiche negli Enti locali


Vanno risolti i problemi del Cittadino

Si è riunita la assemblea generale precongressuale degli iscritti alla Sezione ""E. Chiesa" del P. R. I. di Carrara, in vista del Congresso Nazionale del PRI convocato a Fiuggi per i giorni 4. 5 e 6 febbraio 2005.

Dopo ampia discussione, l’assemblea ha approvato la seguente mozione:

Forti della propria storia che sottintende ad una irrinunciabile autonomia di giudizio, i Repubblicani della provincia di Massa e Carrara valutano essere la situazione politica nazionale in un momento di sofferenza profonda a causa dell’incapacità, ormai conclamata, dei due schieramenti di confrontarsi in termini dialettici e non conflittuali.
L’impossibilità del sereno confronto porta ad analisi massimaliste e sintesi abborracciate, lasciando sempre più spazio ad un modo di interpretare la politica come esposizione ed apparizione anziché come proposizione e presenza. L’Istituzione come luogo di affermazione personale e non l’agorà del cittadino in cui affrontare i problemi dell’amministrazione della cosa pubblica. Il radicamento dello scontro politico fra due soli poli, porta come conseguenza il dover negare la legittimità reciproca e riduce alla lotta antifascismo-anticomunismo l’interpretazione delle istanze della società e dei cittadini. Al contrario, l’esistenza di un terzo polo a salvaguardia della identità laica e socialista delle forze di tradizione risorgimentale, cancellerebbe dal panorama politico ogni necessità di legittimazione reciproca e ricondurrebbe nell’ambito della temperie il dibattito fra le componenti, lasciando spazio ai temi sulla laicità dello stato, sui servizi ai cittadini, sulla scuola pubblica e sanità, sulla collocazione internazionale e sulla lotta al terrorismo.
Nel rispetto della tradizione repubblicana il PRI di Massa e Carrara propone:

Appoggio incondizionato del Partito Repubblicano ai referendum sulla procreazione assistita per l’abolizione di leggi liberticide sulla ricerca scientifica.
Nuovo piano di sviluppo energetico con la possibilità di reintrodurre la produzione di energia tramite il nucleare.
Abolizione dei monopoli in ogni settore delle attività produttive.
Abolizione degli Albi professionali.
Ristrutturazione della Pubblica Amministrazione con l’introduzione di criteri meritocratici veri, incentivi allo sviluppo e taglio degli sprechi fino ad ottenere forti riduzione della spesa.
Incentivi reali alle aziende che hanno dimostrato di aver intrapreso cicli economicamente virtuosi.
Sviluppo di politiche economiche mirate a valorizzare il mondo giovanile con creazione di nuovi posti di lavoro.
Sviluppo dell’economia nel mezzogiorno d’Italia con l’investimento delle risorse pubbliche.
Impostazione di un nuovo modello delle Partecipazioni Statali in grado di competere sui mercati produttivi.
Riforma seria della Magistratura con netta separazione delle carriere fra Magistratura inquirente e giudicante.
Revisione della riforma federalista per portarla ad essere una vera forma di decentramento amministrativo e non una farsa sugli stati uniti d’Italia.
Nuovo sistema elettorale a base proporzionale con l’elezione diretta del Capo del Governo.

Sulla base dei sopraelencati punti programmatici, i repubblicani dovranno elaborare ipotesi di alleanze politiche improntate alla soluzione dei problemi del cittadino, condividendo l’impegno per una generalizzata riduzione del carico fiscale, il taglio degli sprechi nell’amministrazione pubblica, un rinnovato impegno per gli investimenti nella scuola e nella ricerca pubblica, la ricerca di nuove risorse per la difesa delle fasce economicamente e socialmente più deboli, una politica estera al fianco delle maggiori potenze democratiche occidentali e nell’ambito di una politica internazionale globalizzata ma non diretta dalle multinazionali, per la soluzione definitiva del problema palestinese e l’abbattimento di tutte le dittature mondiali. Per uno stato libero, laico e democratico. Per un Terzo polo politico che possa rappresentare un chiaro punto di riferimento per tutti i cittadini italiani che non si riconoscono negli attuali schieramenti.
Vista la situazione locale nella Provincia di Massa e Carrara, fin da ora i repubblicani auspicano che alle prossime elezioni Regionali, Provinciali e Comunali, il PRI debba esprimere proprie liste autonome.

approvata all’’unanimità (riunione
del 01-02-2005) - Sez. "E. Chiesa" di Carrara

Mozione del 30° Congresso dell'Unione Comunale Carrarese del P.R.I.
post pubblicato in Mozioni, il 9 aprile 2005

Mozione politica al 30° Congresso dell'Unione Comunale del P.R.I. di Carrara

Il Congresso dei repubblicani di Carrara riafferma la sua fiducia nell' accordo politico programmatico con il centro sinistra sulla base del quale è stata decisa la partecipazione del PRI alla amministrazione  cittadina.
Il Congresso ritiene tuttavia che l'Amministrazione Comunale debba operare con maggior impegno per il rilancio economico della città provata anche dal recente evento calamitoso del 23 Settembre, recuperando una forte intesa con  il sindacato e con le  categorie economiche anch'esse messe a dura prova da questa contingenza che si và a sommare alle gravi difficoltà già in essere soprattutto nel settore del marmo per l'agguerrita concorrenza internazionale.
Occorre trovare al più presto un concreto accordo sul problema della tassazione dei materiali escavati superando il vecchio meccanismo della tassa marmi e disciplinando più adeguatamente il prelievo delle terre e dei detriti di cava.
Occorre tuttavia da parte degli imprenditori del marmo, il cui ruolo è fondamentale per lo sviluppo del settore, uno sforzo diretto a rimuovere posizioni conflittuali che non giovano né allo sviluppo dell'economia ne al miglioramento delle relazioni sociali.
La realizzazione della strada dei marmi, un più razionale assetto delle concessioni, l'imminente completa attuazione del regolamento degli agri marmiferi restano tra gli obbiettivi primari dell'Amministrazione considerando che il marmo è la maggiore ricchezza della città ed il vero motore del suo sviluppo.
Il Congresso ritiene altresì fondamentale il ruolo delle grandi infrastrutture per l'evoluzione dell'economia del territorio e in tale quadro resta fondamentale l'esigenza dell'ampliamento del porto.
Dal momento che il nuovo piano reg. portuale è stato immotivatamente bloccato in sede di valutazione di impatto ambientale, occorre ribadire invece come questo piano fornisse la risposta più razionale alle esigenze di sviluppo commerciale turistico ed industriale del porto stesso e alle connesse esigenze di spazi per i Nuovi Cantieri Apuania. Con l'auspicio di un ripensamento da parte del Ministero dell'Ambiente occorrerà comunque attivarsi per dare risposte tempestive alle esigenze sia del Cantiere che della nautica da diporto.    
I Repubblicani avvertono l'esigenza presente nella città di accelerare i tempi della revisione del piano strutturale fornendo uno strumento di moderno sviluppo urbanistico più che mai necessario visto che rispetto alle città vicine Carrara registra un notevole ritardo sotto questo profilo.
La realizzazione del parco di Villa Ceci e degli altri spazi di interesse collettivo và accelerata con ogni mezzo poiché la qualità della vita in città esige un concreto e sostanziale miglioramento, così come è indispensabile una maggior attenzione all'arredo urbano e al miglioramento del centro storico.
La difesa delle strutture sociali della città assume particolare importanza soprattutto con riferimento alla difesa dell'Ospedale cittadino in attesa della realizzazione dell'Ospedale Unico Provinciale.
Sul piano dei rapporti politici si auspica una maggiore coesione della maggioranza e un rapporto più costante con il Sindaco e con la Presidenza della Provincia, poiché lo sviluppo della città non può essere che correlato al quadro dello sviluppo comprensoriale.
Il Congresso ritiene che  all'interno dell'alleanza vada prestata più attenzione soprattutto a Carrara alle esigenze della componente di centro che per le sue caratteristiche sociali e storiche è più legata al voto di opinione e quindi meno legata agli apparati.
I Partiti che in essa si riconoscono, dovranno essere più collegati tra loro nel comune interesse  di  una crescita anche culturale dell'alleanza.
Il congresso auspica  che nel quadro di un rilancio dell'autonomia del ruolo e delle prospettive del Repubblicanesimo si realizzi una presentazione autonoma delle liste dell'Edera alle imminenti elezioni europee.
Il Congresso infine esprime il proprio sdegno e la profonda commozione per il barbaro attentato di Nassiriya, che ha ferito così crudelmente la nostra Nazione, esprimendo la ferma convinzione che non si debba cedere alle intimidazioni terroristiche e si debba proseguire nella missione di pace tesa a ricostruire la democrazia in quel tormentato Paese.
 

Carrara 15/11/03

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