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Repubblicani Il P.R.I. di Carrara (MS)
E' proprio la fantasia e la capacità di fare impresa che mancano a Carrara
post pubblicato in Segreteria, il 11 luglio 2006
Gli attuali lavoratori del porto andrebbero a formare i quadri dirigenti del nuovo porto turistico

Si è riunita le Segreteria Politica del Partito Repubblicano Italiano per un esame politico amministrativo della situazione locale. Al termine della riunione è stato emesso il seguente comunicato stampa:
“La situazione economica di Carrara è ormai difficilmente definibile con aggettivi che possano illustrarne la reale portata in termini di disastro. Il tessuto produttivo è irrimediabilmente lacerato a seguito delle crisi strutturale del settore lapideo. La monocultura del marmo, che per secoli è stata la fortuna economica, sociale, culturale della città, oggi ne è la rovina. Solo la nautica da diporto si salva in questo disastro, dimostrando che è necessario diversificare, investire sul territorio in attività ad elevato contenuto tecnologico, inventare nuove strade ed arricchire qualitativamente e quantitativamente i mercati. Ed è proprio la fantasia e la capacità di fare impresa che mancano a Carrara. Ciò è dovuto al fatto che il marmo sta nella montagna e basta tirarlo fuori e venderlo. Nessuno sforzo intellettuale, nessuna necessità di creare mercati, nessuna concorrenza. Questo fino a circa 10 anni fa. I segnali ci sono stati e la nostra miope classe dirigente non ha saputo capirli. Si è limitata a riversare su una struttura come la Internazionale Marmi e Macchine, fiumi di denaro pubblico, che non sono serviti a niente se non a creare occasioni di arricchimento per pochi, tutti, regolarmente, incollati a qualche poltrona della pubblica amministrazione o suoi derivati.Oggi non si sa come venirne fuori. Ma quello che è più preoccupante e che non sembra si voglia risolvere il problema. La dimostrazione è stata la proposta repubblicana sulla riconversione del porto commerciale in porto turistico. Proposta discutibile quanto si vuole, ma che non è stata dibattuta nel merito, bensì marcata dai sindacati, come portatrice delle rovina per le seicento famiglie che attualmente vivono con il lavoro portuale. Premesso che i repubblicani non credono nell’autonomia dei sindacati in genere, tantomeno in quelli del porto, come è pensabile che a fronte di una proposta che potrebbe creare 10 mila posti di lavoro, si accusino i repubblicani di voler affamare 600 famiglie?. Casomai, vista l’esperienza degli attuali lavoratori del porto, questi andrebbero a formare i futuri quadri dirigenti del nuovo porto turistico. E’ talmente ovvio che specificarlo poteva sembrare un offesa all’intelligenza del cittadino elettore. Invece i sindacati portuali o i loro ispiratori, terrorizzati da ogni forma di innovazione, hanno fatto alcune dichiarazioni che non fanno loro onore. E questo esempio vale in tutti i pochi settori produttivi che vedono, sempre, il solito padrone. Forse, quando i padroni diventeranno tanti, come vorrebbe una corretta politica di mercato, l’economia carrarese potrà risollevarsi e con lei la cultura, che oggi è limitata all’opposizione sulla edificazione dei muri al mare, tanto giusta quanto difficilmente compatibile con il curriculum di studi di coloro i quali vorrebbero proporsi leader.”

Il Segretario dell'Unione Comunale Carrarese del P.R.I.
Dott. Roberto Fantoni

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